Impianti domotici, l’INAIL finanzia l’installazione nelle abitazioni private

Per gli assicurati dell’Istituto nazionale di assicurazione contro gli infortuni del lavoro, il nuovo regolamento protesico contempla la possibilità di finanziamenti nelle abitazioni private di impianti e dispositivi domotici. Nello specifico, il regolamento garantisce gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche quando le menomazioni subite dai lavoratori penalizzano la loro mobilità o la gestione dell’ambiente domestico.

 

“Siamo abituati a considerare barriere architettoniche soltanto gli ostacoli fisici che impediscono la mobilità – spiega a questo proposito Fabio Ferrara, della Consulenza tecnica per l’edilizia (Cte) dell’INAIL Lazio – ma in realtà, come specificato dal decreto ministeriale 236/1989, le barriere architettoniche sono anche gli ostacoli che limitano o impediscono un utilizzo comodo e sicuro delle attrezzature presenti nelle nostre case. Facilitare l’uso di un componente di un’abitazione equivale, dunque, ad abbattere una barriera architettonica“.

 

Il contributo dell’INAIL comprende i costi per la realizzazione degli interventi murari, gli arredi personalizzati con automatismi, le cucine comandate da sistemi domotici e le modifiche degli impianti necessarie, mentre sono esclusi quelli relativi alla sostituzione degli elementi edili, come porte, portoni o finestre.

 

“Anche le riparazioni dei dispositivi domotici – precisa Ferrara – sono totalmente a carico dell’Istituto, fatta eccezione per gli interventi di manutenzione ordinaria, come l’aggiornamento dei software. Il loro rinnovo, però, non è possibile prima di cinque anni dalla fornitura e, nel caso di arredi e cucine, devono trascorrere almeno 10 anni”.

 

Un iter in quattro fasi
Per poter accedere al contributo dell’INAIL, l’installazione degli impianti domotici deve però essere preceduta da una valutazione dell’équipe multidisciplinare incaricata di attuare la tutela globale dell’assicurato, integrata da un tecnico della Cte delle direzioni regionali INAIL.

 

L’iter per l’erogazione del contributo si articola in quattro fasi: dopo una valutazione preliminare dell’équipe multidisciplinare, il tecnico della Cte effettua una visita a domicilio fornendo la propria consulenza rispetto alle soluzioni più idonee e alla documentazione tecnica da presentare, e prepara una relazione tecnica istruttoria di valutazione del progetto presentato e di congruità della spesa preventivata. Poi, una volta che le opere sono state realizzate, lo stesso tecnico verifica che siano conformi al progetto approvato (leggi il comunicato completo dell’INAIL).


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