Impianti di produzione calore, come è cambiata la normativa?

Impianti di produzione calore, come è cambiata la normativa?

impianti di produzione calore

La nuova regola tecnica verticale RTV ha apportato diverse modifiche in merito agli impianti di produzione calore.

Lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni ha infatti reso necessario la realizzazione di un adeguamento normativo con la necessità di adeguarsi anche in merito ai nuovi prodotti in commercio.

Le disposizioni contenute nella RTV dell’8 novembre 2019 si applicano alla progettazione, realizzazione ed esercizio degli impianti di produzione calore civili extradomestici di portata termica complessiva maggiore di 35 kW alimentati da combustibili gassosi della prima, seconda e terza famiglia con pressione non maggiore di 0,5 bar, asserviti a:

  • climatizzazione di edifici e ambienti;
  • produzione di acqua calda, acqua surriscaldata e vapore;
  • lavaggio biancheria e sterilizzazione;
  • cottura di alimenti (cucine) e lavaggio stoviglie, anche nell’ambito dell’ospitalità professionale, di comunità e ambiti similari.

La regola tecnica verticale non si applica a:

  • impianti realizzati specificatamente per essere inseriti in cicli di lavorazione industriale;
  • impianti di incenerimento;
  • impianti costituiti da stufe catalitiche;
  • impianti costituiti da apparecchi di tipo A ad eccezione di quelli per il riscaldamento realizzati con diffusori radianti ad incandescenza.

Nel caso in cui vi siano più apparecchi alimentati a gas, installati nello stesso locale, ovvero in locali direttamente comunicanti, la cui somma sia maggiore di 35 kW, sono considerati come facenti parte di un unico impianto di portata termica pari alla somma delle portate termiche dei singoli apparecchi ivi installati;

Pertanto è da applicare anche in questo caso la RTV dell’8 novembre 2019.

Diverso discorso è il caso delle unità immobiliari ad uso abitativo, ai fini del calcolo della portata termica complessiva, non concorrono gli apparecchi domestici di portata termica singola non superiore a 35 kW quali gli apparecchi di cottura alimenti, le stufe, i caminetti, i radiatori individuali, gli scaldacqua unifamiliari, gli scaldabagni e le lavabiancherie. Tali apparecchi devono essere comunque collegati ad impianti realizzati nel rispetto delle norme tecniche vigenti ad essi applicabili o di specifiche tecniche ad esse equivalenti quali le norme UNI CIG.

Diverso discorso è nel caso in cui vi sono più apparecchi installati all’aperto, in quanto essi non costituiscono un unico impianto.

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Impianti di produzione calore. Quali sono gli obiettivi di sicurezza da raggiungere?

Ai fini della prevenzione degli incendi ed allo scopo di raggiungere i primari obiettivi di sicurezza relativi alla salvaguardia delle persone, alla tutela dei beni, alla sicurezza dei soccorritori, contro i rischi di incendio ed esplosione, gli impianti di produzione calore devono essere realizzati in modo da:

  • evitare, nel caso di fuoriuscite accidentali di combustibile gassoso, accumuli pericolosi del combustibile medesimo nei luoghi di installazione e nei locali direttamente comunicanti con essi;
  • limitare, in caso di evento incidentale, danni alle persone;
  • limitare, in caso di evento incidentale, danni ai locali vicini a quelli contenenti gli impianti;
  • garantire la possibilità per le squadre di soccorso di operare in condizioni di sicurezza.

Gli impianti di produzione calore devono essere realizzati e gestiti secondo le procedure individuate dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, e dalle norme di settore UNI-CIG.

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Quali sono gli adeguamenti da eseguire per gli impianti esistenti?

Impianti di produzione calore con portata termica superiore a 116 KW

Per gli impianti di produzione calore esistenti alla data di emanazione del decreto del 09 novembre 2019 e di portata termica superiore a 116 kW, approvati o autorizzati dai competenti organi del Corpo nazionale dei vigili del fuoco in base alla previgente normativa, non è richiesto alcun adeguamento, anche nel caso di aumento di portata termica, purché non superiore al 20% di quella già approvata od autorizzata e purché realizzata una sola volta.

Impianti di produzione calore con portata termica tra 35 kW e 116 KW

Agli impianti di produzione calore esistenti alla data di emanazione del decreto e di portata termica superiore a 35 kW e fino a 116 kW, realizzati in conformità alla previgente normativa, non è richiesto alcun adeguamento, anche nel caso di aumento di portata termica, purché non superiore al 20% di quella esistente e purché realizzato una sola volta e tale da non comportare il superamento della portata termica oltre i 116 kW.

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Dove installare gli impianti di produzione calore?

Gli apparecchi possono essere installati:

  • all’aperto;
  • in locale esterno;
  • in fabbricato destinato anche ad altro uso o in locale inserito nella volumetria del fabbricato servito.

Gli apparecchi devono essere installati in modo tale da non essere esposti ad urti o manomissioni e lungo il perimetro dell’apparecchio è consentito il passaggio dei canali da fumo e delle condotte aerotermiche, delle tubazioni dell’acqua, gas, vapore e dei cavi elettrici a servizio dell’apparecchio.

Inoltre è consentito l’installazione, in adiacenza o sovrapposti, di più apparecchi a pavimento o a parete, a condizione che tutti i dispositivi di sicurezza e di controllo siano facilmente raggiungibili ed il posizionamento dei vari componenti degli impianti di produzione calore deve essere tale da evitare la formazione di sacche di gas.

Gli apparecchi devono essere comunque facilmente raggiungibili per permettere l’accessibilità agli organi di regolazione, sicurezza e controllo e per consentire le operazioni di manutenzione.

Gli apparecchi a gas alimentati con gas a densità superiore a 0,8 possono essere installati esclusivamente in luoghi di installazione fuori terra il cui piano di calpestio non presenti avvallamenti od affossamenti al fine di evitare la formazione di sacche di gas.

Gli apparecchi installabili all’aperto possono essere protetti anche con apposito armadio tecnico se previsto dal fabbricante dell’apparecchio stesso secondo caratteristiche da esso individuate. Gli armadi tecnici devono consentire comunque l’inserimento e la manovrabilità dei componenti dell’apparecchio richiesti dal fabbricante dell’apparecchio stesso, ma non l’ingresso delle persone.

Anche se l’apparecchio è installato all’aperto e protetto solo superiormente da una tettoia incombustibile destinata esclusivamente alla protezione dagli agenti atmosferici, lo stesso viene considerato installato all’aperto. 

Per gli apparecchi installati all’interno dei locali, essi devono essere comunicare esclusivamente con locali fuori terra le distanze tra un qualsiasi punto esterno degli apparecchi e le pareti verticali e orizzontali del locale, nonché le distanze fra gli apparecchi installati nello stesso locale devono permettere sempre l’accessibilità agli organi di regolazione, sicurezza e controllo nonché la manutenzione ordinaria.

Corre l’obbligo comunque di prevedere aperture di aerazione permanenti e nel caso di coperture piane le aperture di aerazione devono essere realizzate nella parte più alta della parete esterna, compatibilmente con la presenza di strutture portanti emergenti. In particolare, in presenza di travi sporgenti all’intradosso esse devono essere collocate nell’immediata zona sotto-trave e, comunque, mai al di sotto della metà superiore della parete.

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Quali sono i requisiti richiesti per le componenti degli impianti di produzione calore?

Le condotte aerotermiche

Per condotte aerotermiche si intende “condotte per il trasporto di aria trattata e/o per la ripresa dell’aria degli ambienti serviti e/o dell’aria esterna da un generatore d’aria calda”. Queste devono essere realizzate in materiale di classe di reazione a fuoco 0 italiana o in classe A1 di reazione al fuoco europea.

Nel caso di condotte preisolate, realizzate con diversi componenti tra loro stratificati di cui almeno uno con funzione isolante. Detta condizione si intende rispettata quando tutte le superfici del manufatto, in condizione d’uso, sono realizzate con materiale incombustibile di spessore non inferiore a 0,08 millimetri e sono in grado di assicurare, anche nel tempo, la continuità di protezione del componente isolante. Mentre i giunti ed i tubi di raccordo, la cui lunghezza non può essere superiore a 5 volte il diametro del raccordo stesso.

Le condotte di classe 0 possono essere rivestite esternamente con materiali isolanti di classe di reazione al fuoco non superiore ad 1. Negli attraversamenti di pareti e solai, lo spazio attorno alle condotte deve essere sigillato con materiale in classe 0 di reazione al fuoco italiana di reazione al fuoco europea, senza tuttavia ostacolare le dilatazioni delle condotte stesse.

Le condotte non possono attraversare luoghi sicuri, tranne che non siano spazi scoperti, i vani scala, i vani ascensore e i locali in cui le lavorazioni o i materiali in deposito comportino il rischio di esplosione e/o incendio.  ammesso l’attraversamento solo se le condotte o le strutture che le racchiudono hanno una resistenza al fuoco non inferiore alla classe del locale attraversato.

Qualora le condotte aerotermiche attraversino strutture che delimitano compartimenti antincendio e si effettui il ricircolo dell’aria, dovranno essere installate serrande tagliafuoco che dovranno essere azionate anche da impianto di rivelazione e allarme incendio, installato nell’ambiente servito.

Serrande tagliafuoco

Le serrande tagliafuoco devono possedere caratteristiche di resistenza al fuoco almeno pari al maggiore tra i requisiti previsti per la parete attraversata e il compartimento dei locali serviti. L’intervento della serranda tagliafuoco deve comunque determinare automaticamente lo spegnimento del bruciatore e l’espulsione all’esterno dell’aria calda proveniente dall’apparecchio.

Impianto interno di adduzione gas

L’impianto interno (tubi, valvole, raccordi, rubinetti, giunzioni, pezzi speciali) deve essere sottoposto alla prova di tenuta e deve essere eseguita in conformità alle norme tecniche vigenti.

Il gruppo di misura, che non è parte integrante dell’impianto deve essere installato in conformità alle norme tecniche vigenti; Inoltre il percorso tra punto di consegna ed apparecchi utilizzatori deve essere il più breve possibile e all’esterno e/o all’interno dei fabbricati deve essere realizzato in conformità a quanto previsto dalle norme tecniche vigenti.

Anche per la posa delle tubazioni occorre fare attenzione, infatti all’interno dei fabbricati sono consentite le seguenti modalità di posa ove ricorrano i casi sotto indicati:

  • in appositi alloggiamenti antincendio, in caso di percorrenza o attraversamento di edifici o locali destinati ad uso civile o ad attività soggette a certificato di prevenzione incendi;
  • in guaina d’acciaio in caso di attraversamento di locali non ricompresi al punto precedente, di androni permanentemente aerati, di intercapedini, a condizione che il percorso sia ispezionabile.

Nel caso la tubazione sia collocata all’interno del locale dove è installato l’apparecchio è consentita la posa a vista della tubazione, mentre nel disimpegno o nel filtro a prova di fumo, la posa in alloggiamento o in guaina non è necessaria a condizione che gli attraversamenti delle strutture tagliafuoco siano sigillati.

Nel caso di attraversamento di elementi portanti orizzontali, il tubo deve essere protetto da una guaina sporgente almeno 20 mm dal pavimento e l’intercapedine fra il tubo e il tubo guaina deve essere sigillata con materiali adatti. E’ sempre vietato l’impiego di gesso.

Nel caso di androni fuori terra e non sovrastanti piani cantinati è ammessa la posa in opera delle tubazioni sotto pavimento, protette da guaina corredata di sfiati alle estremità verso l’esterno.

Per le installazioni a servizio di locali o edifici adibiti ad attività industriali, si applicano le disposizioni previste dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del 16 aprile 2008.

I riduttori di pressione non fanno parte degli apparecchi utilizzatori installati e devono essere installati all’esterno degli edifici.

Nel caso ci siano prese libere dell’impianto interno le stesse devono essere chiuse con tappi filettati e sono ammesse all’interno dei locali solo se destinate esclusivamente all’installazione di apparecchi.

All’esterno dei locali di installazione degli apparecchi deve essere installata, su ogni tubazione di adduzione del gas, in posizione visibile e facilmente raggiungibile, una valvola di intercettazione manuale con manovra a chiusura rapida per rotazione di 90° ed arresto di fine corsa nelle posizioni di tutto aperto e di tutto chiuso. Tale valvola può essere installata anche nell’eventuale vano disimpegno, filtro o intercapedine antincendi purché facilmente accessibile dall’esterno in caso di emergenza.

Nel caso di intercapedini superiormente ventilate ed attestate su spazio scoperto non è richiesta la posa in opera in guaina, purché le tubazioni siano metalliche con tubazioni saldate o brasate.

Le guaine

Le guaine devono essere:

  • in vista;
  • di acciaio di spessore minimo di 2 mm e di diametro superiore di almeno 2 cm a quello della tubazione del gas;
  • dotate di almeno uno sfiato verso l’esterno.

Nel caso una estremità della guaina sia attestata verso l’interno, questa dovrà essere resa stagna verso l’interno tramite sigillatura in materiale incombustibile; In ogni caso le tubazioni non devono presentare giunti meccanici all’interno delle guaine. Le guaine metalliche o di plastica, non propagante la fiamma, sono consentite nell’attraversamento di muri o solai esterni.

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Impianti di produzione calore e la valutazione del rischio

Nel caso in cui le lavorazioni o le concentrazioni dei materiali in deposito negli ambienti da riscaldare comportino la formazione di gas, vapori e/o polveri suscettibili di dare luogo ad incendi e/o esplosioni, l’installazione deve garantire il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza attraverso la valutazione del rischio di formazione di atmosfere esplosive di cui al decreto legislativo n. 81/2008, e da integrare con la valutazione rischio incendio prevista dallo stesso decreto legislativo.

La possibilità di installazione di tali apparecchi è pertanto subordinata all’individuazione delle zone classificate pericolose ai fini della formazione di atmosfere potenzialmente esplosive in presenza di gas e o di polveri combustibili e dell’estensione dei relativi volumi nell’ambiente di lavoro, in conformità alle norme tecniche vigenti.

All’esterno di tali aree gli apparecchi a gas possono essere installati ad opportune distanze di sicurezza dalle superfici esterne dei volumi e/o dell’inviluppo delle zone classificate pericolose in cui si prevede la formazione di atmosfere potenzialmente esplosive.

Nel caso di apparecchi realizzati con diffusori radianti ad incandescenza in luoghi soggetti ad affollamento di persone, quali ad esempio i luoghi di culto, è subordinata all’effettuazione di una valutazione di rischio, che prenda in considerazione i fattori di rischio incendio, utili all’elaborazione delle conseguenti misure di prevenzione e protezione che garantiscano il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza. Va da se che devono essere sempre rispettate le istruzioni, le avvertenze e le limitazioni di installazione, uso e manutenzione eventualmente specificate dal fabbricante degli apparecchi a gas.

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