Impianti antincendio negli impianti sportivi. Quando sono obbligatori?

Impianti antincendio negli impianti sportivi. Quando sono obbligatori?

Impianti antincendio

L’attuale normativa vigente in materia di impianti antincendio, D.M. 18 marzo 1996 “Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi” coordinato con le modifiche e le integrazioni introdotte dal D.M. 6 giugno 2005 (G.U. Serie Generale n. 85 del 11/4/1996 -S.O. n. 61- e n. 150 del 30/6/2005) prevede la suddivisione degli impianti sportivi in due macro categorie:

  1. impianti al chiuso con numero di spettatori superiore a 1.000;
  2. negli ambienti interni degli impianti all’aperto con numero di spettatori superiore a 5 mila.

Pertanto l’unica discriminante ai fini antincendio è la presenza di un numero di spettatori superiore alle due soglie sopra indicate a seconda della tipologia di impianti sportivi.

Per impianti sportivi all’aperto si intendono ad esempio stadi di cacio, atletica e similari dove l’impianto di rilevazione antincendio va installato negli ambienti interni quali spogliatoi, uffici amministrativi servizi igienici.

Per gli impianti sportivi al chiuso sono ad esempio le piscine coperte e palazzetti dello sport, i quali se superano il numero di 1000 spettatori sono obbligati all’installazione degli impianti di rilevazione e segnalazione.

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La norma a cui occorre riferirsi nei casi di progettazione ed installazione di impianti di rilevazione e segnalazione incendi è la UNI 9795. Tale norma, se applicata alla regola, consente di garantire la realizzazione di un sistema impiantistico in grado di consentire un tempestivo esodo delle persone, attivare i piano di intervento ed attivare i sistemi di protezione contro l’incendio.

I sistemi di rilevazione possono essere progettati per rilevare la presenza di:

  • fumo
  • temperatura
  • fiamma

Quali sono le fasi di progettazione degli impianti antincendio?

La logica da seguire nella fase di progettazione degli impianti antincendio, prevede quattro fasi fondamentali:

  1. definizione delle aree da proteggere e quindi quella a maggior rischio incendio;
  2. scegliere la tipologia di rilevatore (fumo, temperatura, fiamma);
  3. verificare la tipologia di installazione e la compatibilità con l’ambiente d proteggere;
  4. definire i parametri di funzionamento del sistema mediante un’apposita programmazione d’intervento.

Ovviamente per garantire livelli elevati di efficienza ed efficacia dell’impianto occorre accertarsi che le segnalazioni ottico/acustiche siano percepibili in tutti gli ambienti dell’impianto sportivo e verificare la presenza o meno dei mezzi di soccorso esistenti nell’area urbana su cui insiste l’impianto sportivo.

La sopracitata norma UNI 9795 prevede tre livelli di progettazione (preliminare, definitivo, esecutivo) ad ognuno dei quali corrisponde un elenco di documenti da produrre, fissando anche i criteri per la realizzazione e l’esercizio sia dei sistemi fissi automatici di rivelazione d’incendio che dei sistemi fissi manuali di segnalazione d’incendio.

Quali sono le aree da proteggere?

Nella fase di definizione delle aree da proteggere, il progettista deve individuare le aree soggette a protezione e che devono essere tenute sotto controllo dal sistema di rivelazione su tutta la loro estensione.

In particolare i vani e locali tecnici per ascensori e montacarichi, i cortili interni coperti, i cunicoli per cavi elettrici, i controsoffitti ed i contropavimenti ed i condotti di condizionamento dell’aria.

Potranno non essere controllate direttamente le seguenti parti qualora non contengano sostanze infiammabili, rifiuti, materiali combustibili e cavi elettrici ad eccezione, per questi ultimi, di quelli strettamente indispensabili all’utilizzazione dei medesimi:

  • banchine di carico scoperte;
  • piccoli locali utilizzati per servizi igienici (senza materiali combustibili o rifiuti);
  • vani corsa di elevatori purché facciano parte di un compartimento sorvegliato dal sistema;
  • condotti o cunicoli con sezione minore di un metro quadro (se protetti);
  • vani scale compartimentati;
  • spazi nascosti, compresi controsoffitti e sottopavimenti come da note riportate sulla norma.

I criteri per la suddivisione di una area in zone dovranno rispettare i seguenti punti:

  • garantire la rapida individuazione della zona di appartenenza non più di un piano per zona con esclusione dei vani scala ed ascensori;
  • non più di 1600 metri quadri per zona;
  • non più di 10 locali per zona con una superficie massima di 600 metri quadri;
  • non più di 20 locali per zona con superficie massima complessiva da 1000 metri quadri e con segnalatori ottici di allarme posti in prossimità dei singoli accessi.

In particolare, i rivelatori installati in controsoffitti, sottopavimenti, devono appartenere a zone distinte altrimenti devono essere individuati in modo semplice e preciso con una segnalazione luminosa locale

I criteri di installazione

La norma UNI 9795 prevede che per una corretta progettazione occorre tener conto di alcuni aspetti importatiti al fine di garantire un efficienza agli impianti antincendio, quali:

  • il tipo del rivelatore;
  • la superficie ed altezza del locale;
  • la forma del soffitto;
  • le condizioni di aerazione del locale;

Infatti se il locale presenta una circolazione d’aria elevata, allora il raggio di copertura del rilevatore può essere considerato pari a 4,5 metri. Mentre in ambienti con aria elevata e con altezza massima di un metro il raggio di copertura è pari a 4,5 metri, se il locale è senza presa d’aria e 3 metri se presente la presa d’aria.

Nel caso di sottopavimenti e controsoffitti in ambienti senza circolazione d’aria forzata il raggio di copertura è pari a 4,5 metri se l’altezza della controsoffittatura o del sottopavimento è inferiore ad un metro, invece è pari a 6,5 metri se l’altezza della controsoffittatura o del sottopavimento è superiore ad 1 metro.

Se i locali dove sono installati i rilevatori presentano una elevata circolazione d’aria elevata come ad esempio nei locali CED o nelle sale quadri, il numero dei rivelatori deve essere opportunamente aumentato per compensare l’eccessiva diluizione del fumo.

Nel caso in cui siamo in presenza di soffitti a shed o a falde, allora l’installazione dei rilevatori deve avvenire parallelamente alla linea di falda o colmo del soffitto.

Sistemi fissi di segnalazione manuale d’incendio

I sistemi fissi automatici di rivelazione d’incendio devono essere completati con un sistema di segnalazione manuale. In ogni zona devono essere installati almeno 2 punti di segnalazione manuale.

La dimensione massima di zona è pari a 1600 metri quadri. Il percorso massimo concesso per raggiungere un pulsante manuale deve essere inferiore a 15 metri per attività a rischio di incendio elevato ed a 30 metri per attività con rischio di incendio medio/basso.

Inoltre ogni uscita di emergenza dovrà essere equipaggiata di punto di segnalazione manuale, con installazione, secondo la norma UNI EN ISO 7010 di apposita cartellonista di segnalazione, al fine di facilitare la segnalazione da parte di tutti gli spettatori degli impianti sportivi.

Dove posizionare la centrale di controllo e segnalazione, dell’impianto?

Per il corretto funzionamento dell’intero impianto occorre installare una centrale di controllo e segnalazione. L’ubicazione della centrale deve essere scelta in modo da garantire la massima sicurezza di funzionamento del sistema e deve essere ubicata in luogo permanentemente e facilmente accessibile, protetto per quanto possibile dal pericolo di incendio diretto.

La centrale inoltre deve essere installata in modo tale da consentire il continuo controllo in loco della centrale da parte del personale di sorveglianza oppure il controllo a distanza mediante dispositivi di trasmissione remota.

L’alimentazione di emergenza della centrale, in caso di assenza di energia elettrica, deve essere in grado di assicurare il corretto funzionamento dell’intero sistema ininterrottamente per 72 ore.

L’autonomia di 72 ore può essere dimezzata ridotta alla somma dei tempi di intervento e ripristino se è presente un contratto di manutenzione oppure ove esista una organizzazione interna adeguata ed una trasmissione degli allarmi a stazione ricevente.

Inoltre è sempre previsto il contemporaneo funzionamento dei segnalatori di allarme interno ed esterno per almeno 30 minuti a partire dal momento in cui scattano gli allarmi. Pertanto diviene di fondamentale importanza che l’impianto avvisi in modo tempestivo il principio di incendio in modo da consentire di organizzare un piano di intervento efficace.

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