Impatto dei disastri naturali sul costruito: cosa dice la normativa a tal proposito?

Impatto dei disastri naturali sul costruito: cosa dice la normativa a tal proposito?

disastri naturali sul costruito

I disastri naturali hanno un forte impatto sul territorio, provocando innumerevoli danni sia all’ambiente, sia ad intere urbanizzazioni, coinvolgendo il sistema lavorativo, con conseguenze sul normale andamento della vita della popolazione, sullo svolgimento delle attività lavorative ed impegnando importanti risorse umane ed economiche per la ripresa, compromettendo l’economia delle aree colpite.

I danni che tali eventi apportano interessano gli edifici abitativi, edifici pubblici dove vengono svolti servizi alla popolazione, insediamenti industriali, zone agricole, vie di comunicazione ed infrastrutture necessarie allo svolgimento di un’attività economica.

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Disastri naturali sul costruito: alluvioni

La normativa applicata sul nostro territorio dispone di vari provvedimenti per la tutela del territorio da calamità naturali e da eventi climatici avversi. Il d.lgs. 23 febbraio 2010, n. 49 – Attuazione della direttiva 2007/60/CE, relativa alla valutazione e gestione dei rischi di alluvioni, oltre all’attinente normativa di protezione civile relativa all’attuazione del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale.

Tale decreto, oltre a definire l’oggetto della norma, identifica gli ambiti di applicazione, la pericolosità ed il rischio da situazioni di alluvione ed individua il complesso delle azioni e delle attività riferibili alla tutela e salvaguardia del territorio, aventi la finalità di ridurre il rischio idraulico, il dissesto idrogeologico, la gestione del patrimonio idrico.

La programmazione di una valutazione preliminare del rischio di alluvioni, attuata dalle autorità di bacino distrettuale, ha come obiettivo quello di fornire una panoramica dei rischi potenziali, sulla base di dati registrati, di analisi e di studi sull’ambiente, variazioni climatiche, con lo scopo di pianificare tutti gli aspetti della gestione attraverso la prevenzione, la protezione, la preparazione, comprese le previsioni di alluvione e l’allertamento, tenendo conto delle caratteristiche del bacino idrografico.

Tali valutazioni preliminari vengono messe a disposizione delle Autorità per l’informazione e consultazione dei cittadini. Decreti ed ordinanze in materia di interventi in aree colpite da avversità atmosferiche hanno disposto strumenti attraverso aiuti destinati ad indennizzare i danni causati da calamità naturali di carattere eccezionale.

Una serie di eventi disastrosi e successive direttive europee ha reso necessaria l’applicazione e la formulazione di normative in ambito di valutazione e gestione dei rischi da disastri naturali, al fine di ridurre le conseguenze negative per la salute umana, per i beni ed il patrimonio culturale, il territorio e le attività sociali ed economiche, dovute al verificarsi di eventi naturali eccezionali.

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Disastri naturali sul costruito: eventi sismici

Disastri naturali sul costruito

Numero di eventi sismici nei Paesi europei nel periodo 2000-2017 (CRED crunch, issue no. 51, July 2018 – Earthquakes in Europe, Centre for Research on the Epidemiology of Disasters United States Agency For International Development (USAID), Université Catholique De Louvain (UCL)) 

Negli anni ’80, la Commissione delle Comunità europee decise di attuare un programma di azioni nel settore delle costruzioni, con l’obiettivo di stabilire un insieme di regole tecniche armonizzate per la progettazione delle opere di costruzione rispetto ai regolamenti nazionali in vigore negli Stati membri, portando alla stesura di Eurocodici.

Nell’ambito dell’impatto dei disastri naturali sul costruito, l’Eurocodice 8 – Progettazione delle strutture per la resistenza sismica stabilisce i requisiti fondamentali di prestazione applicabili agli edifici e alle opere di ingegneria civile in zona sismica con le regole per la rappresentazione delle azioni sismiche e per la loro combinazione con altre azioni, avente l’obiettivo di assicurare in caso di terremoto la salvaguardia delle vite umane, il contenimento dei danni e l’operatività delle strutture essenziali per la protezione civile.

A seguito di eventi drammatici avvenuti sul territorio nazionale, una profonda riflessione sulla normativa sismica portò alla produzione dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 marzo 2003, n. 3274 e successive modifiche ed integrazioni, con lo scopo di emanare e favorire l’applicazione dei più evoluti criteri di protezione nei nuovi interventi, allineandosi con le normative europee ed internazionali.

Vennero introdotte modifiche sia ai criteri di classificazione sismica del territorio nazionale, sia alla normativa sismica. Lo scopo di questa normativa è di assicurare che, in caso di evento sismico, sia protetta la vita umana, siano limitati i danni e rimangano funzionanti le strutture essenziali agli interventi di protezione civile.

Un aggiornamento dello studio di pericolosità sismica di riferimento per il territorio nazionale, previsto dall’O.P.C.M. n. 3274/2003, fu adottato con l’O.P.C.M. n. 3519 del 28 aprile 2006, quando venne fornito alle regioni uno strumento aggiornato per la classificazione del proprio territorio, introducendo degli intervalli di accelerazione (ag), con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni, da attribuire alle 4 zone sismiche.

Quasi tutte le regioni italiane e le Province autonome di Trento e Bolzano si sono dotate di apposite normative antisismiche, secondo le caratteristiche geomorfologiche dei singoli territori, ed è stata individuata la normativa applicabile alla progettazione edilizia, per la quale è stato introdotto l’obbligo di adeguamento degli strumenti urbanistici alle norme derivanti dalla nuova classificazione ed alle eventuali prescrizioni scaturenti dagli studi di microzonazione sismica, procedure di vigilanza e di controllo sulle costruzioni, il controllo sulle violazioni con applicazione delle sanzioni.

Il d.m. 17 gennaio 2018 “Aggiornamento delle Norme tecniche per le costruzioni”, NTC 2018 e la circolare esplicativa hanno introdotto una serie di normative fondamentali sui principi da seguire per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni, le prestazioni che gli edifici devono raggiungere in termini di resistenza e stabilità e soprattutto hanno evidenziato l’importanza della valutazione per la progettazione degli elementi non strutturali ed impianti, definendo la necessità di considerare l’interazione tra struttura ed elementi costruttivi non-strutturali, nell’ottica della sicurezza delle persone.

Un territorio fragile come quello italiano, afflitto costantemente da disastri naturali, deve essere munito di strumenti di prevenzione a situazioni di rischio per la tutela dell’ambiente, della popolazione, del patrimonio culturale e produttivo, e soprattutto per ridurre e poter fronteggiare i danni subiti a seguito di queste situazioni di crisi, con l’obiettivo di rendere più sicure le comunità e salvaguardare la continuità operativa.

Immagine di copertina Alluvione a Firenze, 1966 – Esondazione del fiume Arno (Polizia di Stato)

Il testo è di Giovanna Francesca Rettore.

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