Il vantaggio del BIM è anche (e soprattutto) per la PA

Se la pubblica amministrazione adottasse la metodologia BIM come requisito di base per la partecipazione agli appalti di lavori pubblici, il vantaggio sarebbe significativo, sia in termini di minori costi e maggiore efficienza sia in termini di risparmio di tempo e procedure burocratiche.

 

Dopo avere sentito sul tema del Building Information Modeling il prof. Aldo Norsa e il prof. Angelo Ciribini, prosegue la nostra inchiesta sulla scarsa diffusione del BIM nel nostro Paese, il cui dibattito (quasi un tormentone) si è riacceso recentemente per via dello stralcio dal Decreto Sblocca Italia dell’articolo che avrebbe avviato per legge l’iter per la sua adozione.

 

Abbiamo raggiunto Carlo Leone, AEC Sales Manager Italia Iberia & Med di Autodesk, tra i principali player sul mercato internazionale per la realizzazione e l’implementazione di software e tecnologie BIM. Anche a lui abbiamo chiesto un’opinione alla luce della situazione attuale.


Mauro Ferrarini. Sulla mancata presenza dell’articolo sul BIM nello Sblocca Italia c’è chi ha detto “bene” e chi, invece, è rimasto deluso. Lei in quale dei due gruppi si trova?

Carlo Leone. È mia opinione che occorra rendersi conto una volta per tutte che il BIM non è un’imposizione e non potrà essere una legge a rendere la sua diffusione più facile. Si tratta di un’opportunità per tutti i soggetti della filiera: dai progettisti alle imprese di costruzioni, ma anche un grande vantaggio per la pubblica amministrazione.


Mauro Ferrarini. Quindi né da una parte né dall’altra … In una recente dichiarazione, il direttore scientifico di INNOVance, Alberto Pavan, ha detto che comunque, senza un impulso della politica, l’introduzione spontanea del BIM non sarà possibile.

Carlo Leone. Concordo con la posizione espressa da Pavan nel senso che anche questa è stata un’occasione persa per il nostro Paese che sconta già un forte ritardo rispetto ad altri Paesi europei … penso principalmente al Regno Unito e alla Finlandia per fare due nomi di Paesi che hanno recepito ed alla Francia che si è resa conto ora dell’Opportunità del BIM e sta recuperando velocemente il tempo perso.

 

Il mondo politico deve rendersi conto che l’adozione del BIM come metodo per gli appalti pubblici rappresenta un ritorno di investimento per la pubblica amministrazione. Meno sprechi di denaro e di tempo, maggior controllo della qualità del progetto, aziende qualitativamente migliori e pronte alla competizione globale e non solo locale.

 

In ogni caso, è inevitabile, a partire dal 2016 in Europa il treno del  BIM partirà, spetterà a noi decidere se arrivare in tempo o no all’appuntamento.


Mauro Ferrarini. Si tratta solo di aspettare, quindi?

Carlo Leone. Non esattamente. Le società di ingegneria e i progettisti nazionali che vogliono o vorranno partecipare a gare all’estero devono già ora essere BIM oriented. In alcuni paesi Europei ed Oltreoceano, è un dato di fatto, la metodologia BIM non è un’opzione ma un vincolo imprescindibile per iniziare qualsiasi lavoro.


Mauro Ferrarini. E intanto cosa fanno associazioni e gruppi di pressione?

Carlo Leone. Ritengo che le nostre associazioni di categoria e dei professionisti debbano essere molto più incisive nel propugnare presso i propri interlocutori pubblici i vantaggi della metodologia BIM. Ancora, purtroppo, c’è qualcuno che guarda al Building Information Modeling come a un prodotto, quando invece tale approccio non si localizza in un software ma in una metodologia di lavoro rivoluzionaria che tende a qualificare le Aziende ed a renderle più competitive in un mercato Globale.

 

Per ora le iniziative per incoraggiare l’uso del BIM tra i progettisti si contano in ambiti locali e non a livello nazionale. Si tratta, perlopiù, di iniziative di singoli collegi e ordini provinciali dove sono presenti ingegneri e professionisti che hanno già avuto modo di lavorare in BIM e si rendono conto della necessità di favorire il passaggio.


Mauro Ferrarini. E come tutte le rivoluzioni c’è sempre un po’ di ritrosia ad adottarlo nell’immeditato, giusto?

Carlo Leone. Esatto. Se mi permette un paragone, penso che l’adozione del BIM avverrà anche in Italia in maniera simile a quanto è avvenuto anni fa con l’introduzione della Qualità Totale e delle norme ISO, la cui applicazione, all’inizio è stata accolta da molti soggetti con molte perplessità se non con aperta ostilità. Oggi qualsiasi organizzazione è dotata di un sistema di gestione ISO. La stessa cosa avverrà per il BIM.

 


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