Il sole supera il vento! Ma ancora per poco

I dati provvisori diffusi dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) dimostrano che nel 2011 la produzione nazionale di energia fotovoltaica (10.730 GWh lordi) ha superato per la prima volta quella eolica (10.140GWh lordi). Il sole ha superato il vento.
Risulta notevole la crescita di produzione di elettricità solare confrontandola con i dati del 2009, quando si attestava sui 1.906 Gwh lordi.

 

In termini di potenza, il fotovoltaico installato sul territorio nazionale a dicembre 2011 aveva una capacità complessiva di 12.750 MW, compresi i 3.470 MW degli impianti che hanno beneficiato della cosiddetta legge “Salva Alcoa”, installati nel 2010 ma entrati in esercizio nel 2011.

 

La potenza eolica complessiva, invece, è circa la metà (6.860 MW).
I dati definitivi del 2011 saranno diffusi da GSE e Terna il prossimo giugno.
Ma per il fotovoltaico si prospetta un periodo difficile.
L’art. 65 del dl 24 gennaio 2012, n. 1 (dl liberalizzazioni) lascia intravedere uno scenario tutt’altro che roseo. Per completezza si riporta l’articolo in questione.

 

Art. 65 – (Impianti fotovoltaici in ambito agricolo)
1. Agli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole non è consentito l’accesso agli incentivi statali di cui al decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28.
2. Il comma 1 non si applica agli impianti realizzati e da realizzare su terreni nella disponibilità del demanio militare e agli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra da installare in aree classificate agricole alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, che hanno conseguito il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, a condizione in ogni caso che l’impianto entri in esercizio entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Detti impianti debbono comunque rispettare le condizioni di cui ai commi 4 e 5 dell’articolo 10 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28. È fatto inoltre salvo il comma 6 dell’articolo 10 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, a condizione che l’impianto entri in esercizio entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
3. L’ Autorità per l’energia elettrica e il gas assicura, nel rispetto dei principi comunitari, la priorità di connessione alla rete elettrica per un solo impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di potenza non superiore ai 200 kW per ciascuna azienda agricola.
4. I commi 4 e 5 dell’articolo 10 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, sono abrogati, fatto salvo quanto disposto dal secondo periodo del comma 2.
5. Il comma 4-bis dell’articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, introdotto dall’articolo 27, comma 42, della legge 23 luglio 2009, n. 99, deve intendersi riferito esclusivamente alla realizzazione di impianti alimentati a biomasse situati in aree classificate come zone agricole dagli strumenti urbanistici comunali.

 

Attualmente il provvedimento relativo alla “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” è all’esame delle Commissioni VI e X della Camera, dopo essere stato approvato in prima lettura dal Senato.
Per evitare che decada, il decreto-legge deve essere convertito in legge entro il 24 marzo2012. Considerato che devono essere ancora discussi e votati in commissione gli emendamenti (circa 800), non si può pensare ad un’approvazione del decreto-legge con modificazioni perché il provvedimento dovrebbe ritornare al Senato per una seconda lettura ed una seconda approvazione, e non ci sono i tempi tecnici.

 

Certo, il fotovoltaico si può installare su tetti, ma è noto che non si ottengono le stesse potenze. Tuttavia non si può nemmeno piangere troppo, perché questo è il risultato di un tapezzamento selvaggio con pannelli fotovoltaici delle aree agricole verificatosi negli ultimi anni, quando in attesa che le Regioni individuassero le aree idonee per l’installazione degli impianti a fonti rinnovabili, alcuni di questi sono stati realizzati senza criterio.

 

Il criterio ci aveva provato a metterlo il d.lgs. 28/2011, che all’art. 10 comma 4 citava: “… per gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole, l’accesso agli incentivi statali e consentito a condizione che, in aggiunta ai requisiti previsti dall’allegato 2:
a) la potenza nominale di ciascun impianto non sia superiore a 1 MW e, nel caso di terreni appartenenti al medesimo proprietario, gli impianti siano collocati ad una distanza non inferiore a 2 chilometri;
b) non sia destinato all’installazione degli impianti più del 10 per cento della superficie del terreno agricolo nella disponibilità del proponente.”

 

Il blocco totale agli incentivi è un provvedimento troppo drastico e radicale, si rischia di mettere in ginocchio un settore e soprattutto a rischio perdita/riduzione del lavoro per molti degli addetti ai lavori (da chi produce i pannelli, a chi esegue i lavori, a chi conduce gli impianti).
Si spera che anche in questo caso (come spesso accade) fatto il decreto legge di trovi il “contro” decreto che ristabilisca un attimo l’equilibrio.

 

Articolo di Roberta Lazzari

Fonti
Il fotovoltaico ha superato l’eolico – Guidambiente.it 7 marzo 2012
Incentivi fotovoltaico: dl liberalizzazioni – Greenme.it
Decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 approvato dal Senato – LeggiOggi.it
Fotovoltaico in aree agricole: stralciare l’art. 65. E dalla Spagna stop agli incentivi FER – Ingegneri.cc 1° febbraio 2012
Decreto-Liberalizzazioni: Nuova tecnica parlamentare per le libere professioni – arch Paolo Oreto, LavoriPubblici.it


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