Il SENTIERI Italiano: niente soap opera, si parla di rischio inquinamento

Il terzo Rapporto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) è stato pubblicato recentemente e il quadro che ne esce è quello di un’Italia avvelenata. Non solo rifiuti interrati o liberamente sversati nelle acque di falda, ma vere e proprie epidemie tumurali stanno dilangando in zone ben delineate del nostro territorio.

 

A essere presi in esame sono stati 18 SIN (Siti di Interesse Nazionale) dei 44 presenti nel Bel Paese, in quanto solo per questi erano disponibili i Registri Tumori (Airtum).

 

Il progetto è finanziato dal Ministero della salute e coordinato dall’Istituto superiore di sanità (ISS). L’importante novità in questo studio è stata la valutazione non solo della mortalità, ma anche l’incidenza oncologica e i ricoveri ospedalieri, al fine di non sottovalutare l’impatto effettivo del fenomeno.

 

Monitorando l’incidenza oncologica e i ricoveri a Brescia-Caffaro si è potuto osservare l’eccesso di sedi tumorali che l’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS (IARC) del 2013 associa certamente (melanoma) o probabilmente (tumore della mammella e per i linfomi non-Hodgkin) con i PCB (policlorobifenili), che di fatto sono i principali contaminanti nel sito.

 

Per i tumori della mammella tra le donne si registra:

– un eccesso del 25% per quanto riguarda l’incidenza

– un eccesso del 15% per i ricoveri ospedalieri

mentre per i linfomi non-Hodgkin:

– l’aumento dell’incidenza è del 14% (uomini) e del 25% (donne)

– quello dei ricoveri ospedalieri è intorno al 20% per entrambi i sessi (uomini: +19%, donne: +18%)

 

Un’altra novità introdotta in questo terzo rapporto è la presentazione del profilo di rischio oncologico per le popolazioni dei SIN, al fine di identificare i rischi relativi per ognuno dei siti, una lista che sia snella per identificare le priorità generali nelle azioni di sanità pubblica. Il primo step fatto porta a suggerire che ogni SIN venga valutato singolarmente.


Acquisire maggiori conoscenze dei contaminanti presenti nelle diverse matrici ambientali al fine di stimare meglio l’esposizione attuale e pregressa è l’incipit per lo studio e l’analisi di tutti i SIN (leggi anche l’articolo su cosa sta cambiano nei SIN).

 

Avviare o continuare i programmi di biomonitoraggio umano è stato caldeggiato per i per i SIN di Brescia-Caffaro e Trento. Mentre programmi di monitoraggio biologico relativi alla catena alimentare sono stati raccomandati in sub-aree ben definite del Litorale Domizio-Flegreo e Agro Aversano.

In altri SIN da SENTIERI si evince come occorra rinforzare gli sforzi di bonifica.

 

In pratica, oltre alla sensibilità ambientale, con lo studio si cerca di indagare la compromissione della sensibilità sanitaria per quei circa 5 milioni di italiani che vivono a contatto con i fumi dei camini delle centrali termoelettriche a carbone, nell’intorno delle discariche di rifiuti tossici o in prossimità delle industrie chimiche.


Articolo di Roberta Lazzari

 

Fonti:

www.ansa.it

www.quotidianosanita.it

www.ilfattoquotidiano.it


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