Il mercato del cemento tocca il fondo: speriamo non si cominci a scavare

Il mercato del cemento tocca il fondo: speriamo non si cominci a scavare

Non sono positive le ultime stime sulla produzione di cemento nel nostro Paese e non c’è da stupirsi. Nonostante la buona risposta da parte degli italiani alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie, il mercato del cemento in Italia è ancora fermo al palo.

Anzi. Come indicato ieri in un’intervista al Sole 24 Ore da Giacomo Marazzi, presidente rieletto di Aitec, l’associazione italiana tecnico economica del cemento, “non è dalle ristrutturazioni edilizie che può arrivare la riscossa del cemento”.

Per il numero uno di Aitec servirebbe una politica globale di riqualificazione dell’intero patrimonio costruito in Italia che ha ormai per la maggior parte oltre 40 anni. Si tratta, in sostanza, di pensare a una grande politica di demolizione e ricostruzione su cui, però, a oggi sembra difficile credere.

Intanto i numeri del cemento in Italia sono sempre più deprimenti. Il livello di produzione attuale è tornato ai livelli del 1961. Ma se questo dato non fosse già di per sé sufficientemente triste, basta aggiungere che rispetto al 2007 il livello produttivo è sceso a -57%. Dalle oltre 45 milioni di tonnellate di cemento impiegate nel 2007, il dato del 2014 si attesta a oltre la metà: 20,1 milioni di tonnellate.

Questa situazione si è ovviamente riflettuta sul mercato del lavoro. È sempre Marazzi a ricordare che dall’inizio della crisi, l’Italia ha perso per strada 800 aziende produttrici con un taglio degli addetti di 16.000 unità: il 25% della forza lavoro totale impiegata nel settore cementiero.

Qui sotto i dati statistici elaborati da Aitec sul mercato del cemento aggiornati a maggio 2015.

Statistiche tempestive sul mercato del cemento Maggio 2015

statistiche sull’andamento del mercato del cemento in Italia a maggio 2015 (AITEC). Clicca qui per scaricare la tabella in PDF

Da dove ripartire?

Per il settore del cemento è essenziale agganciare la ripresa (timida ma reale) che si sta concretizzando in questi mesi. Molti indicatori sono positivi, come dimostra l’ottima performance delle macchine da costruzione e movimento terra nel primo trimestre 2015 (approfondisci su Impresedili.it) e come ha confermato anche il direttore del CRESME, Lorenzo Bellicini, in un’intervista al quotidiano per professionisti tecnici Ediltecnico. “I segnali ci sono: il mercato immobiliare ha chiuso il 2014 in crescita e le aspettative del 2015, nonostante il primo trimestre, sono positive; gli appalti di opere pubbliche sono cresciuti del 56% nel 2014; la vendita di macchine movimento terra è in crescita da cinque trimestri”, ha detto Bellicini.

Nel frattempo, è lo stesso Marazzi, ieri a EXPO Milano, ha evidenziare come la ripartenza possa essere raggiunta percorrendo due strade parallele. La prima è quella dell’innovazione tecnologica (il numero uno di Aitec ha citato il cemento mangia smog e quello trasparente, entrambi sviluppati da Italcementi) e della sostenibilità con investimenti onerosi per abbattere le emissioni nocive nella filiera produttiva del cemento.

La seconda è il mercato delle opere pubbliche sui quali si chiede al Governo una politica chiara di sviluppo e di gare limpide e prive di torbidità.

“Oggi abbiamo toccato il fondo”, ha detto Marazzi riferendosi alla situazione di mercato. La speranza per il settore è che non si cominci a scavare.


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