Il futuro dei software per il calcolo strutturale, intervista ai titolari CDM DOLMEN

In ambito di software tecnico si è spesso concentrati più sull’aggiornamento normativo che sull’innovazione tecnologica anche se i computer sono sempre più potenti, le reti web sempre più veloci, le interfacce grafiche sempre più versatili.

 

Abbiamo scambiato alcune battute con i titolari della CDM DOLMEN e omnia IS, primaria software house specializzata in applicazioni di calcolo strutturale e geotecnica per ingegneri e progettisti, nata a Torino grazie ad un gruppo di ingegneri civili laureati al Politecnico di Torino.

 

Ingegneri. Secondo voi quali saranno i prossimi sviluppi del software strutturale?
CDM DOLMEN. Il software per il calcolo strutturale costituisce un capitolo a sé rispetto al resto del software tecnico e architettonico; ancora più di altri è specifico e rivolto ai professionisti del settore. Effettivamente il ruolo di un software di calcolo consiste appunto nell’applicare correttamente quanto studiato nella scienza delle costruzioni e quanto richiesto dalla normativa, spesso complessa e di difficile interpretazione.

 

In questo momento, inoltre, stiamo andando verso una normativa tecnica definitiva, che rimarrà in vigore per un certo tempo, e quindi sarà ancora più necessario aggiornarsi alle ultime novità e interpretarle correttamente.

 

Proprio questo ruolo di interfaccia fra la normativa e il progettista richiederà nell’immediato futuro che le case produttrici offrano sempre di più un servizio completo, comprendente corsi di apprendimento, assistenza tecnica qualificata, aggiornamenti alle nuove norme e a quanto richiesto dai vari uffici sismici e geni civili italiani. Acquistando un software si comprerà un servizio integrato e non più “solo” un programma. Il ruolo dell’innovazione tecnologica in questo processo sarà quello di favorire il dialogo fra le software house e i progettisti, dando strumenti per videocorsi, per comunicazioni interattive sul progetto, strumenti per la generazione di interfacce grafiche sempre più immediate.

 

Ingegneri. Che effetti avrà la velocità di trasferimento dati su reti internet sui nuovi software e soprattutto sull’organizzazione degli studi di progettazione?
CDM DOLMEN. La crescente velocità di trasferimento dei dati su rete internet comporta uno scambio di informazioni sempre più rapido, video-assistenza e demo on-line per raggiungere anche i progettisti più lontani, aggiornamenti disponibili in tempo reale ovunque. Ci sono ancora comuni italiani in cui tutto ciò non è possibile con conseguente esclusione del progettista da novità software, aggiornamenti normativi e corsi di formazione che non siano in loco. In Italia si deve ancora fare molto per avere realmente e ovunque la velocità sulle reti internet.

 

Ingegneri. Ci si sta avvicinando all’applicazione completa degli Eurocodici, questo favorirà sempre di più un’internazionalizzazione dei software di calcolo e di progetto. In futuro, quale potrà essere il punto di forza per una software house?
CDM DOLMEN. Con l’internazionalizzazione delle normative, la diffusione del software a livello europeo consentirà di avere un maggior controllo dei risultati, aumentando la sicurezza e l’affidabilità del prodotto.

 

D’altro canto, a causa della crescente complessità del processo di progettazione comportata dagli Eurocodici, il punto di forza della software house sarà nella capacità di offrire al progettista un punto di riferimento tecnico a 360 gradi: non più solo un software, ma un insieme integrato di soluzioni che spazieranno dal corso alla consulenza, dal seminario formativo alla progettazione assistita.

 

A cura di Mauro Ferrarini

 

L’intervista integrale ai titolari della CDM DOLMEN è pubblicata sul numero speciale della e-zine Calcolo strutturale, geotecnica e resistenza al fuoco: le esperienze CDM DOLMEN


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