Il Cantiere del MOSE: le soluzioni Doka

La tecnologia Doka viene impiegata nella costruzione dei cassoni di fondazione delle barriere alle bocche di porto di Chioggia e Malamocco, e degli edifici tecnologici sull’isola intermedia di San Nicolò. Dopo un lungo percorso di confronto e studio, che è partito dalla fase di progettazione preliminare e si è concluso con la realizzazione in cantiere, sono state identificate le attrezzature più adatte a soddisfare le esigenze progettuali, nonché individuate le dotazioni che consentissero una rotazione ottimizzata del materiale in cantiere, con l’obiettivo di rispettare il programma lavori (leggi anche Il MOSE di Venezia. Tutti ne parlano … ma cos’è?).

Le solette dei cassoni di soglia
I diversi metodi di varo dei cassoni, adottati dai cantieri di Malamocco e Chioggia dove vengono realizzati, ha imposto la scelta di soluzioni differenti, in particolare per quanto riguarda la puntellazione delle solette di fondo.

Nel cantiere di Malamocco (Grandi Lavori Fincosit s.p.a) ogni cassone di soglia viene realizzato su 120 pilastri alti 2,30 m, per creare lo spazio utile all’inserimento dei carrelli di trasferimento alla postazione di varo, costituita da piattaforma mobile o sincrolift. La  soletta di fondazione così sopraelevata deve quindi sostenere, oltre al peso proprio, anche il carico derivante dal getto delle elevazioni e del primo livello di solai di tutto il cassone. Questo significa che lo scassero del solaio può avvenire solo ad opera conclusa.

Per questo motivo si è reso necessario studiare il cassero di fondo in modo tale da consentire un recupero parziale del materiale dopo 7 giorni dal getto, per portarlo in avanzamento sul getto successivo. Il cassero è stato diviso in aree di colore diverso: i pannelli di rivestimento neri corrispondono al reticolo dei getti in elevazione che, dovendo sostenere il peso delle pareti e del solaio di copertura delle celle, sono stati allestiti con un sistema di puntellazione ad alta portata (100 kN); i pannelli gialli, invece, corrispondono alla base delle celle dei cassoni e, dovendo portare solo il peso proprio del solaio di fondo, richiedono una puntellazione di tipo classico. Il cassero riproduce quindi esattamente la geometria di ogni cassone, con l’obiettivo di rimuovere e recuperare il materiale nelle aree gialle e portarlo in avanzamento sul cassone successivo, lasciando in opera solo la parte nera. L’impiego di materiali di colori diversi, chiaramente identificabili, ha inoltre facilitato il riconoscimento da parte dei carpentieri.

Nel cantiere di Chioggia (Consorzio Clodia), invece, il varo avverrà per mezzo di un processo di watering in tura, e la soletta di fondazione poggia direttamente sul fondale, con la sola interposizione di un tappeto speciale che consenta l’infiltrazione dell’acqua in pressione.

Il getto della soletta inclinata
Un’ulteriore sfida costruttiva era rappresentata dal getto della soletta inclinata, nella zona di alloggiamento delle paratoie. In particolare, la soletta presentava una variazione di altezza di circa 4 m e lunghezza 60 m, da gettare in un’unica fase con calcestruzzo SCC. In questo caso la necessità di pompare il calcestruzzo dal basso ha consentito di sfruttare i bocchettoni di getto incorporati negli elementi della cassaforma a telaio Framax Xlife, semplificando il lavoro e ottimizzando la resa.

Le elevazioni dei cassoni di soglia
I cassoni di soglia del Mo.S.E. presentano una geometria cellulare, costituita da una serie di reticoli di celle stagne e di corridoi di ispezione. Mentre nel cantiere di Chioggia le pareti che delimitano le celle principali sono di spessore costante per tutta l’altezza, a Malamocco le pareti presentano in sommità una mensola in aggetto, che deve sostenere le lastre prefabbricate per il getto dei vari livelli di solaio. Oltre ad uno studio dettagliato delle elevazioni per realizzare le diverse forme delle celle (con l’impiego del sistema di casseforme a telaio Framax Xlife e angoli di disarmo), nel cantiere di Malamocco si è studiato un cassero metallico speciale per la parte in aggetto.

L’impiego di Framax Xlife con angoli di disarmo ha consentito una sistematicità delle operazioni e, di conseguenza, la velocizzazione del lavoro. La cassaforma per il vano, infatti, viene sfilata dal calcestruzzo come unità di moduli parete e angoli, ed immediatamente impiegata sulla cella successiva, senza smontaggi intermedi. L’intero processo costruttivo (armo, disarmo e movimentazione di macro unità) è stato preventivamente testato con un modulo sperimentale presso la sede Doka.

In funzione delle dimensioni delle elevazioni, con spessori contenuti per altezze anche rilevanti fino oltre 5,00 m, e dell’alto contenuto di ferro, è stato necessario l’impiego di SCC (Self Compacting Concrete: calcestruzzo autocompattante). Questo ha comportato, a fronte delle elevate pressioni esercitate dal calcestruzzo dovute alle spinte idrostatiche, un aumento della quantità delle legature e, di conseguenza, uno studio dettagliato per eliminare le interferenze fra legature e ferro, che ha impegnato notevolmente la fase progettuale per soddisfare gli alti standard delle tolleranze costruttive richieste dai committenti.

Manicotti a tenuta idraulica
Altro requisito prestazionale di complessa soddisfazione è stata la perfetta tenuta idraulica dei manicotti di collegamento delle barre di legatura, per evitare qualsiasi forma d’infiltrazione in queste zone, una volta posati in acqua i cassoni. Un test in scala reale eseguito in cantiere, fino ad una pressione di 2,5 bar, ha comprovato la validità della soluzione adottata.

Gli edifici tecnologici sull’isola intermedia
Per la puntellazione dei solai degli edifici tecnologici sull’isola intermedia della bocca di San Nicolò, con ampia presenza di travi ribassate, Grandi Lavori Fincosit ha utilizzato il sistema di puntellazione leggera Staxo 40 Doka. La dotazione complessiva di 1.200 m2 viene impiegata per casserare i solai dell’edificio elettrico, compressori e gruppo elettrogeno a servizio del funzionamento delle paratoie mobili. La sua flessibilità d’impiego ha consentito di assorbire gli imprevisti che si sono presentati durante la fase di montaggio. Staxo 40 viene impiegato in abbinata con il sistema per solai Dokaflex, costituito da travi e pannelli armo. Per la realizzazione delle pareti perimetrali degli edifici, nonché delle vasche, è stato impiegato il sistema di casseforme a telaio Framax Xlife. Nel caso specifico delle vasche, è stato abbinato con tralicci di puntellazione per getti contro terra, per altezze di getto di 5,20 m.

Il Project Manager Doka
Considerata la complessità e la variabilità delle soluzioni, nonchè l’elevato quantitativo di attrezzature impiegate nei  cantieri del MO.S.E., Doka ha dedicato a questo progetto un Project Manager, che facesse da interfaccia con i cantieri per organizzare le consegne e le rotazioni dei materiali, nonché recepire le svariate richieste progettuali che di volta in volta venivano espresse. La scelta di avere un referente unico per tutti i cantieri si è rivelata molto positiva, perchè ha consentito di affrontare la complessità e i volumi dell’opera, con una presenza puntuale e costante.

Approfondisci ulteriormente (estratto dalla rivista Doka Xpress)


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