Il BIM per la PA: ecco il progetto della Caserma dei Carabinieri a Milano

Qualche settimana fa abbiamo pubblicato la notizia che la pubblica amministrazione, per la prima volta nella storia del nostro Paese, ha deciso di impiegare il metodo del Building Information Modeling (BIM) per un intervento di adeguamento logistico e messa a norma di una Caserma dei Carabinieri a Milano.

L’obiettivo, specificato dal provveditore, l’ing. Pietro Baratono, è quello di comparare il BIM con i metodi tradizionali di progettazione e gestione del cantiere. Per l’intervento sono stati chiamati, l’Università di Brescia, il del personale del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche di Lombardia e Liguria e il gruppo del prof. Angelo Ciribini (intervistato recentemente dal quotidiano online per professionisti tecnici Ediltecnico.it proprio sulla diffusione del BIM in Italia).

Partner tecnologico dell’operazione è stato Harpaceas.

Pubblichiamo un interessante approfondimento tecnico sull’intervento a firma dell’arch. Fabrizio Ferraris di Harpaceas, che illustra la metodologia impiegata e i software utilizzati nell’operazione.

La struttura

Il progetto per la nuova palazzina alloggi collocata all’interno dei lavori previsti per l’adeguamento e messa a norma della Caserma Carabinieri “Lancieri di Montebello” di Milano è stato l’oggetto della sperimentazione.

La Caserma Lancieri di Montebello è un complesso di fabbricati che si estende su una superficie di 53.450 mq, collocato nel cuore della città di Milano, all’interno di un tessuto urbano compatto e ad alta densità, a prevalente destinazione residenziale. Il complesso, le cui origini risalgono alla fine del XIX secolo, è situato in prossimità del grande sistema urbano monumentale che dal Castello Sforzesco porta alla direttrice di Corso Sempione.

L’ing. Pietro Baratono, ha dichiarato che, con l’avallo dei vertici del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, ha preso la decisione di dare il via alla sperimentazione su questo progetto, supportato dalla forte convinzione che il BIM rappresenta per la PA un investimento a lungo termine in grado di consentire, da un lato una diminuzione dei tempi grazie all’efficientamento del processo costruttivo e della gestione dell’opera, dall’altro di garantire una maggiore efficacia dei sistemi di controllo.

L’ing. Baratono ha inoltre dichiarato che l’adozione del BIM, favorendo una dematerializzazione dei processi finalizzata all’istruttoria dei progetti, consentirebbe di ottenere una significativa riduzione dei tempi amministrativi e porterebbe senza dubbio ad una razionalizzazione della spesa.

Il formato IFC i software utilizzati

Sulla base di queste convinzioni condivise, il gruppo di lavoro ha messo in pratica il metodo BIM realizzando un unico modello 3D della palazzina alloggi, contenente le diverse parti del progetto realizzate con specifici software e riunite tramite il formato IFC, realizzando un vero e proprio processo di progettazione OPEN BIM attraverso il quale è possibile comunicare il proprio progetto e tutti i dati in esso presenti, senza perdita qualitativa, in tutte le fasi della progettazione, utilizzando software specifici per ciascuna fase.

La possibilità di produrre dati interoperabili da parte dei progettisti, è garantita dalla possibilità di ciascun software di gestire lo standard IFC, un formato file aperto e indipendente, sviluppato dall’associazione internazionale BuildingSMART per rendere possibile lo scambio e la condivisione dei modelli e delle informazioni tra i software dei diversi produttori.

Si può quindi parlare di un approccio universale per la collaborazione durante le fasi di progettazione, realizzazione e messa in esercizio degli edifici, basato su standard e flussi di lavoro aperti.

Per realizzare concretamente questo approccio collaborativo e interoperabile, oltre a riorganizzare i processi interni verso una maggiore collaborazione tra i diversi attori del progetto, sono stati selezionati ed utilizzati alcuni software che hanno la possibilità di supportare il formato IFC.

Il software Allplan della società tedesca Nemetschek è stato utilizzato per il modello delle strutture in cemento armato, per il modello architettonico e per il computo metrico estimativo. L’ambiente di modellazione di Allplan è stato utilizzato anche per riunire i diversi modelli provenienti dalle altre discipline costituendo il modello complessivo che, esportato nel formato IFC, è stato utilizzato per il model checking e per il controllo di congruità alle normative tramite Solibri Model Checker della società finlandese Solibri.

Per la progettazione parametrica degli impianti tecnici, ventilazione, idrico- sanitario ed elettrico, è stata utilizzata la piattaforma DDS-CAD della società norvegese Data Design System anch’essa del gruppo Nemetschek, mentre per quanto riguarda il 4D, cioè il controllo dei tempi di realizzazione e il crono-programma, è stato utilizzato Synchro dell’omonima software house britannica.

I vantaggi che il BIM offre sono stati ottenuti fin dai primi passi della sperimentazione, ottenendo dall’unico modello parametrico tutte le rappresentazioni grafiche, corrette e congruenti e dalle informazioni in esso contenute si sono ottenuti i dati per il computo metrico estimativo, sempre aggiornato nei diversi SAL e la stesura del crono-programma.

L’utilizzo di un solo modello digitale e d’informazioni in tutte le fasi del progetto ha reso inoltre possibile il controllo della programmazione dei lavori, con la possibilità di intervenire fin dalle prime fasi dell’iter progettuale, eliminando errori e tenendo sotto costante controllo il costo di realizzazione dell’opera.

di Fabrizio Ferraris, Harpaceas


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