Il BIM a una svolta con la riforma degli appalti in UE

Passa al Parlamento europeo la riforma degli appalti (European Union Public Procurement Directive, EUPPD) e l’impiego del BIM nelle attività di progettazione nel settore delle costruzioni per le opere pubbliche segna un punto importante per la sua diffusione.

 

L’adozione della direttiva, votata ieri, comporta che i 28 Stati europei membri possono incoraggiare, specificare o imporre l’utilizzo del BIM per i progetti edili finanziati con fondi pubblici nell’Unione europea a partire dal 2016. Inghilterra, Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia e Norvegia richiedono già l’utilizzo del BIM per i progetti edili finanziati con fondi pubblici, come anche evidenziato nell’editoriale dell’ing. Fulvio Re Cecconi pubblicato ieri (leggi Rivoluzione BIM, l’errore che i progettisti non devono commettere).


Roland Zelles, vice president of Europe, Middle East and Africa di Autodesk, leader nei software di progettazione 3D, ha commentato il voto del Parlamento UE evidenziando come “l’ampia adozione del BIM da parte del mercato AEC europeo non solo ridurrebbe il costo dei progetti edilizi finanziati con fondi pubblici, ma rafforzerebbe notevolmente la competitività globale del mercato europeo nell’aggiudicarsi contratti edilizi internazionali”.

 

Ma i vantaggi dell’adozione più capillare del BIM nel settore delle costruzioni porterebbe dei vantaggi anche in Italia. Alberto Pavan, responsabile scientifico INNOVance a cui partecipa come Media Partner il nostro sito sottolinea come “i 2/3 dei tempi di produzione di un’opera pubblica sono dedicati ad aspetti burocratici e di progetto, solo 1/3 alla realizzazione, eppure, secondo l’Autorità LLPP, la pubblica amministrazione è soccombente nel 99% degli arbitrati, con un costo per l’erario di circa 425 milioni di euro” (leggi I contenziosi negli appalti: un settore che non conosce crisi… purtroppo).

 

Secondo Pavan, i BIM &M, quale Building Information “Modelling” ma anzitutto “Management”, può essere oggi l’unica vera risposta, efficiente ed efficace, per la committenza, gli investitori, i progettisti e le imprese (obbligatoriamente se impegnate sul mercato estero). “Grazie al Progetto INNOVance“, conclude Pavan, “l’Italia potrà giocare un ruolo attivo verso questa vera rivoluzione di processo. Rivoluzione culturale prima ancora che tecnologica”.

 

Ricordiamo che il Building Information Modeling (BIM) permette ai team di progetto formati da architetti, ingegneri, proprietari e società edili che realizzano edifici e infrastrutture, di utilizzare modelli in 3D digitali per collaborare e supportare i progetti in tutto il loro ciclo di vita – dalla progettazione e documentazione alla costruzione e al supporto in cantiere.

 

A differenza dei disegni 2D tradizionali, i dati di un progetto realizzato utilizzando il BIM, sono più consistenti, coordinati e più precisi, permettendo ai diversi stakeholder di essere costantemente aggiornati indipendentemente dal numero o dalla tipologia di modifiche apportate al progetto. In questo modo i progetti relativi ad edifici e infrastrutture vengono creati e completati più velocemente, sono più economici e sostenibili (leggi anche Graziano Lento, Autodesk: O sei BIM o sei fuori! (… dal mercato)).


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