Guasti in edilizia. Alterazione cromatica in facciata

L’elemento oggetto del guasto è una parete perimetrale verticale di un edificio destinato alla ricettività del pubblico sito in ambiente marino. L’edificio ha struttura puntuale in calcestruzzo armato e la parete è costruita con blocchi in laterizio intonacati esteriormente. La facciata è esposta a est, con una lieve inclinazione verso il nord. Nello specifico, la parte oggetto dei meccanismi di alterazione è la finitura superficiale della parete costituita da un intonaco e da una tinteggiatura.

 

Descrizione del modo di guasto
La depigmentazione di una facciata tinteggiata può essere causata da due differenti modi di guasto. In un caso l’azione del sole, in particolare dei raggi ultravioletti, degrada i pigmenti all’interno della tinteggiatura, modificando (virando) il colore della stessa (leggi anche Alterazione cromatica di pannelli sandwich in facciata).

 

Questo tipo di degrado, molto comune per un certo periodo di tempo in Italia, quando andavano di moda le facciate color salmone, generalmente porta alla modifica del colore delle parti più esposte al sole e non allo sbiancamento della facciata (un colore è in genere costituito dalla miscela di più colori base e non tutti, di solito, sono ugualmente sensibili all’azione dei raggi ultravioletti. Ad esempio le facciate rosa salmone viravano, nelle parti esposte al sole, al giallo).

 

Il secondo tipo di degrado è causato dall’asportazione, generalmente a causa dell’azione di dilavamento dell’acqua piovana, dei pigmenti che causa il progressivo sbiancamento della facciata. In questo caso l’asportazione di pigmenti può essere favorita sia dal degrado delle resine leganti all’interno della tinteggiatura (causato dai raggi ultravioletti), sia dal degrado dell’intonaco di supporto per dilavamento (si pensi, per esempio, a supporti a base di calce, in caso di pioggia questa viene dilavata) (leggi anche Comportamento nel tempo dei sistemi di pitturazione).

 

In questo caso sembra più probabile il secondo meccanismo di guasto, con la porzione di facciata protetta dalla copertura che non viene dilavata dall’acqua piovana e mantiene meglio il colore.

 

Suggerimenti per il ripristino e per la prevenzione
Per scegliere il migliore intervento di ripristino, è necessario conoscere la natura dell’intonaco utilizzato. Se è questo a dilavarsi, allora occorre prima di tutto procedere alla re-intonacatura con un prodotto che resiste meglio all’acqua.

 

Successivamente, o alternativamente se l’intonaco non è sensibile all’acqua, occorre procedere alla tinteggiatura della facciata con vernici ad alto contenuto di resina e possibilmente a base di resine siliconiche.

 

La prevenzione si fonda, invece, sulla scelta di un idoneo intonaco e di una vernice con un contenuto di resina elevato.

 

Articolo di Fulvio Re Cecconi e Enrico De Angelis

 

Il presente articolo è tratto dalla rubrica Guasti del numero di settembre 2011 di Ingegneri, Maggioli Editore


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