Green Economy? Lo spalma incentivi fa carta straccia degli accordi sottoscritti

Come può un Governo fare campagna elettorale, dire a tutti che la green economy è uno strumento di sviluppo e poi calpestare un mondo intero fatto di imprese, dipendenti e continui sviluppi?

 

La domanda è posta da Assorinnovabili, Associazione dei produttori, dell’industria e dei servizi per le energie rinnovabili, e dalla federazione ANIE di Confindustria, a un mese dalla pubblicazione del decreto legge n. 91/2014, che contiene le misure per il taglio delle bollette elettriche e il famigerato meccanismo spalma incentivi per i produttori di energia elettrica da fonte fotovoltaica sopra i 200 kWp.

 

“I primi testi dell’articolo 26 del decreto spalma-incentivi con le percentuali di rimodulazione delle tariffe dal 1° gennaio 2015 che emergono dalle stanze delle Commissioni Industria e Ambiente del Senato ci lasciano senza parole”, si legge nel duro comunicato rilasciato. “Se possibile, si sta producendo un provvedimento che è ancora peggiore rispetto a quanto era stato finora ipotizzato”.

 

Ricordiamo, infatti, che dal prossimo anno il decreto spalma incentivi prevede una rimodulazione degli incentivi per gli impianti fotovoltaici oltre i 200 kWp in 24 anni anziché in 20 e con un taglio percentuale degli incentivi per gli impianti già in funzione che vanno dal 25% al 17% per quelli più vecchi.

 

Il decreto prevede anche la possibilità di non aderire alla rimodulazione degli incentivi. In questo caso, però, si subisce una decurtazione dell’8% degli incentivi per tutta la durata residua del periodo di incentivazione.

 

“Ribadiamo con forza che gli interventi retroattivi sulle tariffe incentivanti dell’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici non solo sono gravemente dannosi per l’economia del settore e di tutto il Paese”, denunciano Assorinnovabili e ANIE, “ma rappresentano un grave vulnus del sistema democratico perché di fatto rendono carta straccia degli accordi già sottoscritti tra lo Stato e le sue imprese“.

 

I promotori della lettera inviata al presidente Renzi chiedono che l’articolo sulla spalma incentivi venga stralciato in sede di conversione in legge e che “si attivi da subito un tavolo tecnico che ripristini la certezza del diritto nazionale e internazionale e la credibilità del Paese nei confronti degli investitori italiani e stranieri”.Ora vedremo quali saranno le risposte del Governo.


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