Gli isotopi del Mercurio per lo studio della bonifica dei siti contaminati

“A Geoitalia 2013 per la prima volta i risultati di metodi basati su nuove sistematiche isotopiche per lo studio di aree contaminate, in particolare con riferimento agli isotopi di mercurio, per l’analisi di rischio e azioni. Un innovativo metodo di bonifica dei siti contaminati, e per la tutela dell’ecosistema in generale”. Ad affermarlo è Riccardo Petrini dell’Università di Pisa, che ha così presentato lo studio illustrato a Geoitalia 2013, la grande kermesse internazionale dedicata alle Geoscienze, organizzata dalla Federazione Italiana di Scienze della Terra e in programma a Pisa da oggi fino a mercoledì 18 settembre.

 

“In Italia stiamo studiando gli isotopi di mercurio”, continua Petrini, “in particolare alcuni ricercatori delle Università di Trieste e Modena-Reggio Emilia con i quali è in corso di valutazione un progetto di interesse nazionale in comune, per capire se possono essere utilizzati per tracciare l’origine e l’evoluzione di questo contaminante e pianificare quindi gli eventuali interventi di bonifica in aree contaminate”.

 

Gli isotopi sono specie di uno stesso elemento chimico che differiscono per il diverso numero di massa, e si suddividono in isotopi stabili ed isotopi radioattivi.

 

“A Geoitalia, per la prima volta – ha proseguito Petrini – illustreremo i dati di questa importante, applicazione in Italia degli isotopi del mercurio ad un’area contaminata da apporti antropici e geogenici, e nuovi dati isotopici del cromo, base per azioni di bonifica in aree contaminate da cromo esavalente. Questo finalizzato a fornire strumenti innovativi nella tutela ambientale”.

 

Dunque saranno analizzati i risultati dell’applicazione degli isotopi stabili a problematiche ambientali, comprendendo:

– l’applicazione degli isotopi di ossigeno e idrogeno alla tutela di corpi idrici e risorse idropotabili,

– l’applicazione degli isotopi del cromo nello studio della contaminazione da cromo esavalente,

– la caratterizzazione dei suoli attraverso gli isotopi di stronzio e neodimio, per l’identificazione di apporti antropici.

 

I risultati comprenderanno anche quanto ottenuto e le prospettive nell’uso degli isotopi nella ricostruzione delle  variazioni geomorfologiche, idrologiche e paleoambientali in generale, attraverso l’analisi degli anelli di accrescimento degli alberi”.

 

Potremo pianificare la corretta bonifica di aree contaminate da mercurio, anche sulla base dei dati isotopici? O l’acqua attraverso gli isotopi dell’ossigeno , dell’idrogeno? Le risposte a Geoitalia 2013.


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