Gli Ingegneri non sono il Problema, ma la Soluzione

Gli ingegneri non solo non rappresentano un problema per il Sistema Paese, ma costituiscono il motore per portarci fuori dal baratro nel quale l’Italia sta precipitando”. Con queste parole, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari, Domenico Perrini, ha aperto ieri il 56° Congresso Nazionale, di scena nel capoluogo pugliese fino al 9 settembre (leggi anche Domenico Perrini, presidente dell’Ordine di Bari: “Sì agli Ingegneri, No ai Super Specialisti”).

Presente alla sessione inaugurale anche il presidente del Consiglio Nazionale (CNI), Giovanni Rolando, che ha parlato del Congresso come di un momento di svolta e un punto di partenza allo stesso tempo. È in fase di approvazione al Senato, infatti, il testo della Manovra correttiva, “tutto sommato positivo perché finalmente è stata presa una posizione temporale molto chiara (dovrà essere varata entro 12 mesi, ndr) sulla riforma delle professioni” (leggi anche Riforma delle professioni. Gli Ingegneri vedono una grande opportunità).

La sessione pomeridiana, dedicata all’ingegneria civile e ambientale, ha visto dapprima il susseguirsi di alcune autorevoli relazioni sul recupero e adeguamento del patrimonio infrastrutturale esistente, e poi il dibattito su Lo sviluppo del Paese attraverso il recupero delle infrastrutture e del costruito.

Carlo Costa, direttore tecnico generale Autostrade del Brennero, ha messo in evidenza l’inadeguatezza del livello di incremento della rete autostradale italiana rispetto a quello della media europea e alle esigenze degli accresciuti volumi di traffico. Michele Mario Elia, amministratore delegato di RFI, ha fatto il punto sugli obiettivi di sviluppo raggiunti dal trasporto su ferro in Italia e sulla necessità di potenziare ulteriormente non solo l’Alta Velocità ma anche tutte le altre reti esistenti (leggi anche Autostrada su Rotaia. La soluzione per il traffico sulla autostrada A4).

Diverse, invece, le problematiche emerse nel corso della tavola rotonda: dalla necessità di fare affidamento sull’innovazione tecnologica a quella di superare le lungaggini burocratiche, dall’importanza di ripensare le periferie dei centri urbani a quella di coinvolgere i privati nei lavori pubblici, dall’obiettivo di potenziare l’edilizia sostenibile all’indifferibilità di un adeguamento del patrimonio edilizio scolastico.


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