Gian Pietro Napol, presidente FOIV: per i giovani ingegneri la strada è difficile

Etica, open data, ambiente e green economy, salvaguardia del territorio. Saranno queste le parole d’ordine che guideranno nei prossimi quattro anni le azioni della Federazione degli ordini degli ingegneri del Veneto (FOIV), che ha recentemente rinnovato i suoi vertici con l’elezione alla carica di presidente di Gian Pietro Napol, ingegnere civile di Vittorio Veneto, che ha già ricoperto la carica di vicepresidente per due mandati consecutivi.

 

“L’obiettivo dei primi novanta giorni dovrebbe essere quello di stilare una breve lista di proposte legislative concrete per facilitare l’accesso alla professione ed al lavoro per i giovani ingegneri“, ha detto Napol subito dopo la sua elezione.

 

L’attenzione per le nuove generazioni di ingegneri non può che essere valutata positivamente, soprattutto dalla nostra rivista che ha da sempre dedicato una particolare attenzione alle difficoltà dei giovani a inserirsi con piena soddisfazione nell’ambito lavorativo.

 

Abbiamo approfittato del suo nuovo incarico alla guida della FOIV, che raccoglie le migliaia di ingegneri iscritti agli ordini provinciali della Regione Veneto, per intervistarlo e chiedergli di approfondire con noi alcuni temi specifici.

 

Mauro Ferrarini. Presidente Napol ci può dare un quadro di cosa è la FOIV. In quanto siete e quali sono i vostri compiti all’interno della galassia della professione dell’ingegnere?

Gian Pietro Napol. La Federazione degli ordini degli ingegneri del Veneto (FOIV) è una libera associazione, costituita nel 1974, che raggruppa tutti i sette ordini degli ingegneri del Veneto, per complessivi 13.000 iscritti.

 

La FOIVè nata a seguito della costituzione delle Regioni (1970) per dare una unica voce alle istanze degli ingegneri del Veneto proprio nei rapporti conla Regione.

Infatti, poiché gli Ordini sono organismi istituzionali, che dipendono dal Ministero di Giustizia, ed in quanto tali non possono fare attività di sindacato e di “lobby” per la categoria, tali attività vengono svolte proprio dalla Federazione.

 

Mauro Ferrarini. E in periodi come questi l’attività di lobbying per la categoria è certamente necessaria, soprattutto per sostenere i giovani ingegneri. A questo proposito, dal suo punto di vista, è corretto dire che la libera professione, tra i giovani ingegneri, è sempre meno attraente?

Gian Pietro Napol. Stante la legislazione vigente in materia di affidamento dei servizi di ingegneria ed il perdurare della crisi, per intraprendere oggi l’attività di libero professionista ci vuole molto coraggio e, sinceramente, non mi sentirei di proporlo ai giovani ingegneri. Nonostante ciò, non so se per scelta o per necessità (in quanto non trovano posto da dipendenti) c’è ancora, almeno nel Veneto, un discreto numero di giovani che intraprendono la strada del lavoro autonomo con la libera professione.

 

Mauro Ferrarini. E non si può fare niente per rendere meno difficile l’accesso alla libera professione per i giovani ingegneri?

Gian Pietro Napol. Il problema dell’accesso dei giovani ingegneri alla libera professione e al mondo del lavoro in generale sarà l’asse portante del mio mandato da Presidente della FOIV. Dal mio punto di vista, per rendere ancora appetibile l’attività libero professionale bisogna che gli enti pubblici riservino una quota degli incarichi sotto soglia (40.000,00 euro), che possono essere affidati fiduciariamente, ai giovani ingegneri. Naturalmente, per far questo ci vuole una legge, e noi lavoreremo proprio per presentare alla Regione, ma anche al Governo, una proposta di legge in tal senso.

 

Mauro Ferrarini. Se dovesse suggerire a un giovane uscito dalle scuole superiori dei motivi per cui vale la pena iscriversi all’università per diventare ingegnere, quali sarebbero le sue indicazioni?

Gian Pietro Napol. Per reggere la concorrenza in un mondo globalizzato serve sempre di più innovare, avere nuove idee, migliorare la qualità dei prodotti e dei materiali; per non parlare del mondo dell’informatica e delle comunicazioni dove ci sono ancora enormi margini di sviluppo. In tutti i settori tecnologici, l’ingegnere rappresenta una figura cardine e gli ingegneri saranno i protagonisti della Terza rivoluzione industriale. In secondo luogo, la laurea in ingegneria è ancora molto apprezzata, anche all’estero, ed i neolaureati in ingegneria, nell’arco di tre massimo cinque anni, trovano una fissa occupazione.

 

Mauro Ferrarini. Appena eletto lei ha parlato della volontà di introdurre in Veneto il fascicolo del fabbricato quale strumento per tutelare territorio e vite umane. Come pensate di agire in questo senso?

Gian Pietro Napol. La FOIV, già cinque anni fa, aveva elaborato una proposta di Fascicolo del Fabbricato che è stata presentata alla Regione Veneto e al nostro CNI. Purtroppo, a tutt’oggi, come Veneto siamo ancora al punto di partenza. L’idea di riprendere l’argomento mi è venuta riscontrando chela Regione Puglia, il 20 maggio2014, a seguito del crollo di un fabbricato con perdita di vite umane, ha emanato la legge n. 27 – “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni – Istituzione del fascicolo del fabbricato”. Con questa legge è fatto obbligo di redigere il Fascicolo del Fabbricato a tutti i soggetti pubblici e privati che realizzano un nuovo immobile. Il Fascicolo deve contenere tutte le informazioni riguardanti la situazione progettuale, urbanistica, edilizia, catastale, strutturale, impiantistica, nonché i dati degli atti autorizzativi. Tale fascicolo dovrà essere aggiornato ogni qual volta si proceda a interventi di  modifica significativa dello stato di fatto e/o della destinazione d’uso. Ma c’è un aspetto ancora più interessante in tutto questo.

 

Mauro Ferrarini. Quale?

Gian Pietro Napol. Mi riferisco ai fabbricati esistenti per i quali, non essendoci l’obbligo della redazione del fascicolo, è prevista quantomeno la redazione di una “Scheda informativa” che riporti il titolo abilitativo, le autorizzazioni, la destinazione d’uso, la tipologia della struttura portante, la categoria del terreno di fondazione, eventuali interventi di modifiche strutturali, gli estremi del collaudo e del certificato di agibilità ed un referto tecnico di verifica della condizione statica attuale. Poiché sia il fascicolo, sia la scheda dovranno essere redatti da un tecnico competente incaricato dal proprietario del fabbricato, e ciò comporta quantomeno una spesa per le competenze professionali, i Comuni possono incentivare la formazione del fascicolo e della relativa scheda mediante la proporzionale riduzione delle imposte comunali gravanti sugli immobili, commisurata alla spesa sostenuta per le competenze professionali.

 

Mauro Ferrarini. Tante proposte e tante idee. A chi vi rivolgerete nell’ambito della pubblica amministrazione per metterle in pratica?

Gian Pietro Napol. Nel settore della p.a., l’interlocutore principe della FOIV è e restala Regione.

Gli ordini provinciali, essendo i soci della Federazione, sono tutti rappresentati nel Consiglio, che rappresenta una sorta di parlamentino ove si discutono le linee di indirizzo dell’attività della Federazione. Spetta poi ad un Comitato esecutivo, di cui fanno parte anche i Presidenti dei singoli ordini, attuare le direttive date dal Consiglio. Eventuali istanze di rilievo nazionale vengono portate all’attenzione e al vaglio dell’Assemblea nazionale dei presidenti: organo assembleare del CNI.

 

Mauro Ferrarini. La tutela del territorio è un altro dei vostri cavalli di battaglia per il prossimo quadriennio. Qual è la situazione in Veneto?

Gian Pietro Napol. Il territorio della Regione Veneto è particolarmente esposto al rischio idrogeologico ed idraulico e al rischio sismico, che rappresentano i principali potenziali fattori di calamità della nostra terra.

 

Devo dire chela Regioneè particolarmente sensibile ed attenta nei confronti di tali rischi, prova ne sia che, anche su nostra richiesta, ha previsto che una parte consistente dei Fondi Europei  di Sviluppo Regionale (FESR) 2014-2020 siano impegnati proprio per la salvaguardia del territorio e del patrimonio edilizio da suddetti rischi.

 

Mauro Ferrarini. Come giudica la proposta dei geologi di istituire il geologo di zona, recentemente diventata una proposta di legge in Spagna?

Gian Pietro Napol. Per quanto riguarda l’istituzione del geologo di zona, ricordo che esiste già una proposta di legge nazionale dell’on. Antonio Moscatt in tal senso.

 

Dal mio punto di vista non occorre istituire nuove mansioni o nuovi uffici, in quanto esistono già le competenze degli Uffici del Genio civile, delle Unità di bacino, dei Consorzi di bonifica, dei Servizi forestali, semmai va assicurata la presenza delle competenze del geologo all’interno di tali enti. Il vero problema è rappresentato dalla carenza di risorse finanziarie e dai vincoli di bilancio della Regione e degli enti locali per realizzare i dovuti interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico e la promozione della salvaguardia del territorio.

 

Mauro Ferrarini. Un’altra questione cara agli ingegneri è quella dell’Open Data nel rapporto con la p.a. …

Gian Pietro Napol. L’Open Data contribuisce a dare maggiore trasparenza agli atti della pubblica amministrazione e a mettere in collegamento l’opera della pubblica amministrazione con le esigenze dei cittadini. In secondo luogo, consente di snellire e accelerare le procedure amministrative, permettendo ai vari operatori di ridurre i tempi della burocrazia.

 

Mauro Ferrarini. E come siamo messi qui in Italia?

Gian Pietro Napol. Purtroppo siamo ancora molto indietro con i tempi: bisogna semplificare e uniformare le procedure; è indispensabile che tutti gli enti locali si dotino e attivinola PEC, che ricordo essere obbligatoria per legge anche per noi professionisti.

 

C’è comunque qualche segnale incoraggiante che proviene dalla p.a. e riguarda l’istituzione degli Sportelli Unici per le Attività Produttive (SUAP) provinciali, l’adozione di modelli unici a scala nazionale per la presentazione delle SCIA e dei Permessi di Costruire. Segnali indicatori che ci si sta muovendo sulla strada giusta!

 

Intervista a cura di Mauro Ferrarini. L’intervista integrale sarà pubblicata sul numero 3/2014 del tabloid Ingegneri


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