G.B. Zorzoli, presidente ISES Italia: Conto Termico troppo timido con il solare

Il Conto Termico è finalmente in vigore, colmando così il vuoto normativo che per anni non ha permesso la promozione della produzione di energia termica mediante fonti di energia rinnovabile.

 

Il contemporaneo decreto con cui all’ultimo minuto si è evitato un vuoto normativo per quanto concerne i certificati bianchi, ha poicomplessivamente migliorato le prospettive di sviluppo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili termiche, anche se non ha risolto tutti i problemi.

 

Per discutere su questi temi, l’appuntamento è il prossimo 7 febbraio 2013 a Roma, presso l’auditorium del GSE. A organizzare il convegno è il Coordinamento delle Associazioni delle Fonti Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica FREE, il cui portavoce è il prof. ing. Gian Battista Zorzoli, presidente di Ises Italia, importante realtà del mondo associativo delle energie rinnovabili, sezione italiana dell’International Solar Energy Society.

 

A pochi giorni dal convegno abbiamo incontrato il professor Zorzoli per avere la sua autorevole opinione sul Conto Termico e sulle prospettive per questo genere di fonti energetiche rinnovabili.

 

Ingegneri. Il Conto Termico apre un nuovo capitolo nel libro degli incentivi alle rinnovabili. Cosa accadrà con la “nuova” ventata di incentivi portata dal decreto?
Gian Battista Zorzoli. Per una parte significativa delle produzioni di calore mediante fonti rinnovabili il nuovo decreto fornisce finalmente un quadro di riferimento stabile e certo. A questo punto ci sono le condizioni necessarie per lo sviluppo del comparto, anche se un provvedimento del genere non può evidentemente risolvere il problema del credit crunch e dei finanziamenti, quando ci sono, troppo onerosi. Si tratta però di un problema di carattere generale.

 

Ingegneri. Secondo lei è corretto affermare che il cosiddetto Conto Energia Termica raccoglie il testimone dal quinto Conto Energia per il fotovoltaico?
G.B.Z. Per nulla. Non solo si tratta di provvedimenti che riguardano settori diversi, ma anche le modalità di finanziamento degli incentivi sono differenti.

 

Ingegneri. Il Conto Termico, pare non piaccia a nessuno. La meccanica italiana, rappresentata dalla Federazione ANIMA, ha dichiarato per bocca del suo presidente (Sandro Bonomi) che il Conto Termico è “al di sotto delle aspettative, destinando appena 900 milioni di euro agli incentivi”. I geologi del CNG addirittura hanno detto: “Il Governo non ha il coraggio di dichiarare che gli incentivi dati al fotovoltaico sono stati una scelta sconsiderata e ora le risorse economiche sono esaurite”. È davvero così pessimo questo decreto? In cosa si può migliorare?
G.B.Z. Il provvedimento è indubbiamente timido, caricato di adempimenti burocratici eccessivi, con un tetto per l’incentivazione modesto. Soprattutto prevede incentivi abbastanza ragionevoli per gli utilizzi delle biomasse (anche se con qualche squilibrio interno), mentre penalizza lo sviluppo di un’applicazione molto importante, qual è il solare termico. Dovrebbe ad esempio essere migliorato, aumentando le misure a favore dei collettori solari e delle colture dedicate.

 

Ingegneri. Quali sono gli obiettivi realisticamente raggiungibili dal Conto termico e dal decreto sui Certificati Bianchi?
G.B.Z. Come ho anticipato, attualmente la barriera maggiore è quella finanziaria, che penalizza in particolare le ESCo. Per gli interventi di efficientamento, è altrettanto importante sia un’azione incisiva di informazione, finora assente, sia la rimozione della barriera creata dalla scarsa qualificazione degli operatori di mercato, soprattutto di quelli coinvolti nel settore residenziale. L’attuazione delle misure in materia, previste dal d.lgs. 28/2011 sulla formazione degli installatori, è in grave ritardo.

 

Intervista a cura di Mauro Ferrarini


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