Fusione nucleare controllata: gli Ingegneri della Lockheed Martin ci credono

Un reattore a fusione compatto che potrebbe vedere la luce in meno di 10 anni. Se lo dicesse chiunque altro, probabilmente lo si prenderebbe per matto … ma stavolta ad annunciare questo progetto sono gli ingegneri dello Skunk Works Team (1), la divisione della Lockheed Martin dedicata ai programmi di sviluppo avanzati.

 

“Controllando il potere del Sole all’interno di una piccolo bottiglia magnetica”, dicono con un pizzico di enfasi dalla Lockheed, “siamo sulla buona strada per sviluppare dei reattori nucleari a fusione in grado di assicurare la sempre crescente necessità di energia nel pianeta”.

 

Questo video fornisce alcuni dettagli sul progetto che potrebbe rilanciare una nuova Era Atomica pulita e inesauribile. La prudenza, comunque, non è mai troppa, anche ricordando quanta era stata la speranza per la c.d. Fusione Fredda, poi naufragata miseramente.

Ricordiamo che la fusione nucleare è un processo in base al quale un gas viene scaldato, il che consente la separazione degli ioni e degli elettroni. Quando i primi raggiungono una temperatura sufficientemente alta, riescono a superare le forze repulsive che li tengono separati e collidono, fondendosi insieme.

 

Quando questo accade, si liberano delle quantità impressionanti di energia. Per dare un’idea: circa un milione di volte quella di una normale reazione chimica e 3-4 volte più potente di una reazione di fissione nucleare.

 

Gli ingegneri dello Skunk Works Team ritengono che si possa raggiungere l’obiettivo in un tempo molto ridotto: 10 anni. A favorire questa previsione anche le piccole dimensioni che assumerebbe il reattore a fusione (“compatto”, per l’appunto).

 

Il reattore, infatti, avrebbe le dimensioni di una cisterna, come quelle degli autoarticolati e consentirebbe di soddisfare la fame di energia di una città fino a 100.000 abitanti.

 

Ma come funzionerebbe questo mini reattore a fusione? Sempre dalla Lockheed Martin descrivono la macchina come una bottiglia magnetica, in grado di resistere a temperature estremamente elevate, raggiungendo centinaia di milioni di gradi.

 

L’energia termica così prodotta (e contenuta) potrebbe azionare dei generatori a turbine, sostituendo le camere di combustione con semplici scambiatori di calore. A loro volta, le turbine genererebbero energia elettrica o cinetica per tantissimi applicazioni: dai viaggi spaziali alla possibilità di depurare grandi quantità d’acqua per le popolazioni che oggi soffrono la sete; dal soddisfacimento delle richieste energetiche delle città allo sviluppo di aerei in grado di un’autonomia praticamente illimitata … i sogni sono leciti e doverosi, ma gli Ingegneri possono aiutare il mondo a realizzarli.


Foto di apertura tratta dal sito lockheedmartin.com


Note

1. Il termine “Skunk works” o “skunkworks” è ampiamente utilizzato in economia, ingegneria, ed in campo tecnico per descrivere un gruppo all’interno di una organizzazione che gode di un elevato grado di autonomia e di libera circolazione da parte della burocrazia, con il compito di lavorare su progetti avanzati o segreti (fonte wikipedia).


2 commenti su “Fusione nucleare controllata: gli Ingegneri della Lockheed Martin ci credono

  1. Sarebbe una grandissima invenzione pensate se venisse potenziata questa fissione nucleare potremmo avere energia illimitata. Il nostro pianeta potrebbe sopravvivere all’apocalisse

    • Bellissimo triplicare i consumi, e a costi ridotti a un terzo. Ma….il surriscaldamento del pianeta triplicato, già oggi al limite? Ci squaglierá pure noi insieme ai ghiacciai?

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