Fukushima un anno dopo. Scarso l’impatto sullo scenario energetico mondiale

Un anno dopo l’incidente nucleare di Fukushima Daiichi, il World Energy Council (WEC) ha pubblicato venerdì 9 marzo, uno studio che analizza l’impatto dell’incidente sui piani nazionali per l’energia nucleare in tutto il mondo. Dal rapporto World Energy Perspective: Nuclear Energy One Year After Fukushima emerge che poco è cambiato, soprattutto nei paesi non-OCSE, riguardo l’utilizzo futuro dell’energia nucleare nei mix energetici.

 

Sempre il rapporto rileva che sono stati pochi o nulli i miglioramenti della governance globale del settore nucleare, ribadendo la necessità d’azione. E infine è di importanza critica la necessità d’informazione verso il pubblico sulle questioni riguardanti le tecnologie di generazione da nucleare, la sicurezza, i costi, i benefici e i rischi.

 

“Dal rapporto emerge con chiarezza che l’energia nucleare giocherà un importante ruolo nel futuro mix energetico, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, a condizione che la sicurezza nucleare e la trasparenza siano continuamente rafforzate”, ha dichiarato Pierre Gadonneix, Presidente del World Energy Council. “Sono certo che per i nostri leader mondiali si presenti una reale opportunità per promuovere una soluzione consensuale su questo tema e dimostrare, di conseguenza, che un’effettiva governance internazionale, dove le economie emergenti partecipano nel modo più ampio possibile, può avere successo.”

 

Il rapporto sottolinea che attualmente circa 50 paesi stanno utilizzando, sviluppando o considerando l’energia nucleare come parte del loro mix energetico. Circa la metà di questi paesi sono “nuovi entranti” nel settore nucleare. Più di 60 reattori nucleari sono in costruzione, principalmente in Cina, Russia, India e Sud Corea.

 

La crescita nell’utilizzo del nucleare è guidata essenzialmente da paesi non-OCSE – gli stessi paesi che stanno vivendo una sempre crescente domanda di energia. In questi paesi sono localizzati 39 dei 63 reattori nucleari attualmente in costruzione in tutto il mondo (tra cui 26 in Cina, 10 in Russia, 7 in India).

 

Ayed Al-Qahtani, Senior Project Manager del WEC, dichiara: “L’incidente di Fukushima non ha portato ad alcun arretramento significativo nei  programmi di energia nucleare, ad eccezione di Germania, Svizzera, Italia e Giappone. L’avanzamento di molti programmi nazionali di energia nucleare, in particolare nei paesi non OCSE, è stato rallentato, ma non vi è alcuna indicazione che il loro orientamento al nucleare sia diminuito a seguito di Fukushima.”

 

Nei casi in cui i governi nazionali hanno modificato i loro piani per il nucleare, il rapporto sottolinea il ruolo che l’opinione pubblica ha avuto nell’influenzare tali decisioni.
Il rapporto è stato redatto da un gruppo di esperti energetici, operatori e regolatori provenienti da 13 paesi, presieduto da Alessandro Clerici, e include feedback provenienti dalla rete del WEC in oltre 90 paesi. Al suo interno si analizza l’impatto che Fukushima ha avuto sul settore.

 

World Energy Perspective: Nuclear Energy One Year After Fukushima


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