Francesco Meduri, Wind GE: “Sicurezza nel settore eolico, buoni risultati ma guai ad abbassare la guardia!”

Lo scorso anno intervistammo Francesco Meduri, Service Area Manager Wind di GE in Italia, per parlare della di una spettacolare simulazione pratica di recupero, da una altezza di 80 m, svoltasi nel Parco eolico di Sa Turrina Manna in provincia di Sassari. A distanza di un anno ci siamo incontrati di nuovo per chiedere gli aggiornamenti sullo stato di salute dell’eolico in Italia e sulla situazione della sicurezza sul lavoro in questo settore.

“Secondo gli ultimi dati disponibili diffusi dall’ANEV (dicembre 2011)”, esordisce Meduri, “la situazione attuale del settore eolico in Italia parla di una potenza installata di 6.878 MW con una crescita, rispetto al 2010, di un gigawatt, il che sembrerebbe indicare un buon risultato”.

 

Ingegneri. Perché utilizza il condizionale?
Francesco Meduri. Il trend di crescita è positivo per il settore eolico, ma nella realtà dei fatti questo incremento non è dovuto a una diffusione degli impianti eolici.

 

Ingegneri. E a cosa, allora?
FM. Da un anno a questa parte il settore è in sofferenza a causa del ritardo con il quale sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti attuativi del d.lgs. 28/2011 (1). Sedici mesi di ritardo hanno provocato un generale rallentamento del sistema. Diversi impianti eolici terminati nel 2010 sono stati allacciati alla rete solo l’anno scorso. Se andiamo a vedere “l’installato” 2011 ci accorgiamo di una flessione che è stata determinata sia dal differimento nella pubblicazione dei decreti anzidetti, sia dal perdurare della crisi economica che ha congelato gli investimenti programmati.

 

Ingegneri. Per quello che riguarda, invece, la situazione della sicurezza del lavoro nel settore eolico, che novità ci sono?
FM. La situazione della sicurezza sul lavoro, in linea generale, parla di una diminuzione delle c.d. Morti Bianche. I dati diffusi recentemente dall’Inail, infatti, raccontano di una riduzione degli incidenti mortali che sono scesi dai 980 del 2010 ai 930 dello scorso anno. Il dato è incoraggiante anche se, per esempio, è contestato dall’Osservatorio di Bologna che invece denuncia addirittura un aumento degli infortuni mortali. È anche fuori di dubbio che con la situazione di crisi dell’intera economia italiana, la diminuzione degli incidenti può essere stata causata anche da un decremento degli occupati.

 

Detto questo, la situazione specifica del settore eolico, per quello che concerne la sicurezza sul lavoro, è buona. Le statistiche generali dell’Inail, per esempio, non fanno cenno a incidenti avvenuti nel comparto: segno che i numeri censiti sono talmente piccoli da non essere statisticamente rilevanti. Questa osservazione è confermata dal fatto che, negli ultimi anni, l’eolico non ha dovuto registrare infortuni gravi o gravissimi. Questo non consente, ovviamente, di abbassare la guardia: per esempio, c’è ancora molto da fare per ridurre gli infortuni a monte della filiera, durante il trasporto delle parti da assemblare nei parchi eolici. Per quanto riguarda GE, il nostro impegno è quello di azzerare il numero di infortuni a qualsiasi livello della catena esso possa avvenire.

 

Ingegneri. Nel corso del seminario: La sicurezza sul lavoro. Best practice, problematiche e soluzioni, organizzato a Roma lo scorso giugno, Maurizio Fabiani, Health & Safety Manager SGS, ha dichiarato che: “Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita esponenziale di impianti fotovoltaici ed eolici: la sicurezza dei lavoratori, non sempre è stata adeguatamente considerata nei business plan”. Cosa ne pensa?
FM. Senza dubbio l’osservazione di Fabiani è corretta. L’eolico è un business ancora giovane che ha avuto un rapido sviluppo e che deve ora fare tesoro delle esperienze trascorse. Per il miglioramento dei livelli di sicurezza nel nostro settore è fondamentale una continua cooperazione tra tutti gli attori della filiera, tramite la condivisione delle best practice.

 

Ingegneri. Su cosa occorre lavorare?
FM. Una delle priorità per il miglioramento delle condizioni di sicurezza nei parchi eolici è senz’altro quella relativa al perfezionamento dei piani di emergenza. Tenga presente che i parchi eolici si trovano spesso in zone isolate lontane da insediamenti urbani. Un elemento fondamentale è dunque prevedere che ogni parco sia dotato di indicazioni e cartelli che consentano un rapido orientamento al suo interno. Altro punto da non sottovalutare è quello della garanzia delle comunicazioni con gli eventuali soccorsi: dal 118 ai Vigili del fuoco. Oggi come oggi i tempi minimi di intervento dei mezzi di emergenza “a base torre” si attestano sui 35-40 minuti, un tempo davvero ancora eccessivo e che deve essere drasticamente ridotto.

 

Ingegneri. L’anno scorso lei ha detto che “l’eolico va sfruttato meglio. In Italia la rete di distribuzione non riesce ad assorbire la potenza generata nei momenti di picco con la conseguenza che molta dell’energia prodotta non viene poi utilizzata e si spreca”. Dopo 12 mesi è cambiato qualcosa?
FM. Sì, la situazione è cambiata ed è decisamente migliorata. Terna, proprietaria delle reti di distribuzione energetica, ha dato avvio a un ambizioso programma di investimenti per il potenziamento delle infrastrutture. Per il periodo 2012-2021, per esempio, sono state stanziate risorse per 7 miliardi di euro e già adesso sono diversi i cantieri aperti. Si sta lavorando all’elettrodotto che consentirà il collegamento tra Puglia e Campania e l’avvio della nuova stazione elettrica da 380 kV situata nel foggiana ha eliminato il problema del “collo di bottiglia” che si verificava in concomitanza con i picchi di produzione nel territorio pugliese.

 

Ingegneri. Il quinto Conto Energia è realtà, così come il decreto per l’incentivazione delle altre fonti rinnovabili non fotovoltaiche. Gli operatori hanno parlato di “morte” del fotovoltaico e di legge punitiva. Qual è il punto di vista di chi si occupa di eolico? Anche in questo settore la situazione peggiorerà con il nuovo decreto?
FM. Sul nuovo decreto esistono elementi negativi e altri positivi. Tra gli elementi che non ci piacciono c’è senz’altro l’ulteriore riduzione degli incentivi e l’introduzione di procedure competitive quali le aste e i registri. Gli impianti di potenza superiore ai 5 MW, per esempio, saranno soggetti ad aste al ribasso, mentre quelli sotto i 5 MW usufruiranno di una incentivazione con una (discreta) tariffa omnicomprensiva. Un altro elemento che non convince è che, a fronte di una crescita dell’eolico vicina al GW/anno, il nuovo decreto ha fissato un limite incentivabile di appena 500 MW: esattamente la metà rispetto al passato.

Ma non è tutto da buttare. Se non altro, adesso, c’è un decreto che fa terminare l’incertezza nella quale era piombato il mercato e che aveva, di fatto, bloccato le linee di credito e rallentato gli investimenti. Altra nota positiva è il prolungamento degli incentivi a 20 anni e non più a 15.

 

Ingegneri. GE attua per i propri dipendenti un percorso di formazione continua di almeno 80 ore l’anno; sono previsti inoltre metriche settimanali, audit semestrali, simulazioni di emergenza sia in campo sia su un simulatore e premi “Safety Award””per i dipendenti. Da quanto tempo sono attive queste azioni? Ce ne può parlare nel dettaglio?
FM. L’attenzione al tema della sicurezza del lavoro è un elemento comune a tutte le anime di GE e non riguarda solo l’eolico. Il management viene valutato non solo per i risultati economici raggiunti, ma anche in base all’andamento degli indici infortunistici che, ovviamente, devono essere mantenuti sotto costante controllo e ridotti progressivamente.

 

All’assunzione, ogni dipendente firma la Policy della società che prevede uno specifico e dettagliato paragrafo dedicato alla Salute e alla Sicurezza sul lavoro. Il piano di addestramento a cui lei fa riferimento riguarda tutti i dipendenti, ma coloro i quali hanno mansioni operative “sul campo” devono seguire un programma ben più complesso. Tra i tanti aspetti che vengono curati vorrei ricordare l’addestramento alle tecniche di pronto soccorso, i corsi di guida sicura e la sicurezza negli interventi che si eseguono in altezza. Le attività di manutenzione e di service vengono poi sempre eseguite seguendo la procedura di lockout/tagout che richiede che l’isolamento e la messa in sicurezza di una macchina o di un impianto avvenga secondo una sequenza preordinata che prepari la macchina stessa o l’apparecchiatura all’applicazione dei dispositivi di isolamento e di “lucchettaggio”.

 

A tutto questo si affiancano i Safety Day, eventi interni GE durante i quali vengono approfondite le tematiche della sicurezza sia a livello teorico che a livello pratico, e i Safety Awards, ossia premi per quei dipendenti che si distinguono nel corso dell’anno per la particolare sensibilità ai temi della sicurezza.

 

Infine va sottolineato il forte investimento che GE ha posto in essere per incrementare la capacità di “auto-soccorso” (le conoscenze che consentono ai colleghi che lavorano insieme di soccorrersi a vicenda) e per l’addestramento in navicella con la predisposizione di un simulatore in scala 1:1.

 

A cura di Mauro Ferrarini

 

Note
1. I decreti del Ministero dello sviluppo economico (di concerto con il Ministero dell’ambiente della tutela del territorio e del mare) a cui si fa riferimento sono il d.m. 5 luglio 2012 Attuazione dell’art. 25 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, recante incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici (c.d. Quinto Conto Energia) e il d.m. 6 luglio 2012 Attuazione dell’art. 24 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, recante incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici. Entrambi i decreti sono stati pubblicati sul Supplemento Ordinario n. 143 della Gazzetta Ufficiale n. 159 del 10 luglio 2012.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico