Formazione obbligatoria, i neo ingegneri saranno avvantaggiati

L’11 maggio scorso, si è tenuta a Roma l’Assemblea dei Presidenti degli Ordini degli Ingegneri di tutte le province italiane al fine di discutere la proposta di regolamento predisposta dal CNI in attuazione delle disposizioni di cui all’art. 7 del DPR n. 137 del 7 agosto 2012 (cosiddetta formazione professionale continua).

 

Nell’occasione si è avuto modo di apprezzare il lavoro svolto dal Consiglio Nazionale che ha stabilito, puntualmente e con linguaggio semplice ed efficace, le modalità e le condizioni per la gestione della problematica, sia con riferimento agli obblighi degli iscritti, che con riguardo alle attività di formazione e coordinamento cui saranno chiamati principalmente gli Ordini territoriali, ma anche gli altri Soggetti autorizzati (Associazioni professionali, Università, ecc.).

 

In attesa dell’approvazione definitiva da parte del Consiglio Nazionale e del parere vincolante del Ministero vigilante, possiamo anticipare che la proposta di regolamento illustrata nell’Assemblea suddetta stabilisce, tra l’altro, il riconoscimento di crediti formativi sulla base della attività professionale dimostrabile svolta dai professionisti, nonché a fronte della frequenza di specifici corsi abilitanti (ad esempio, sicurezza del lavoro, prevenzione incendi, ecc.).

 

Di grande importanza appaiono, inoltre, le previsioni inerenti l’attribuzione di un “premio” di crediti formativi ai colleghi più giovani e “freschi di studio”, l’istituzione, su base volontaria, di un sistema di certificazione delle competenze acquisite e il monitoraggio sulla qualità delle attività di formazione erogate da parte dei Soggetti autorizzati.

 

Il nodo della formazione a distanza per i Coordinatori della sicurezza
Sempre in tema di formazione e aggiornamento professionale si segnala una recente circolare del CNI in materia di sicurezza e, in particolare, sulla figura del Coordinatore della sicurezza.

 

“Poiché il titolo IV del Testo Unico Sicurezza non prevede in maniera esplicita la modalità di erogazione dei corsi di formazione e aggiornamento per il coordinatore della sicurezza tramite piattaforme web, si può ragionevolmente ritenere che tali corsi non possano essere organizzati con modalità FAD o e-learning”. A fornire questa interpretazione, che potrà fare tremare i polsi a più di un professionista, è la parte della circolare dedicata alle “Modalità di svolgimento dei corsi di aggiornamento: didattica in modalità FAD, e-learning”.

 

Gli esperti del CNI forniscono quella che è, da loro stessi, definita come l’interpretazione prevalente, anche considerato che quando il Legislatore ha voluto consentire questo tipo di modalità formativa, lo ha esplicitamente indicato nelle norme (cosa che, invece, non si riscontra nel d.lgs. 81/2008).

 

Diverso è il caso dei corsi di aggiornamento per RSPP e ASPP, per i quali l’Accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006 ha stabilito che possano essere effettuati anche con modalità di formazione a distanza.

 

Le altre interpretazioni in tal senso
A supporto della bontà dell’interpretazione, gli Ingegneri citano diversi pareri espressi da servizi competenti in materia di sicurezza in molte Regioni italiani.

 

Vengono citate la direzione regionale del lavoro della Sardegna, l’area prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro del Piemonte e la Regione Sicilia. In tutti e tre i casi il parere è lo stesso: “l’aggiornamento e la formazione dei coordinatori della sicurezza e dei coordinatori per la progettazione e l’esecuzione non possono essere erogate tramite web con modalità a distanza”.

 

E per chi ha effettuato i corsi online?

 

Non tutto è perduto, per fortuna. Il CNi infatti precisa che questa interpretazione restrittiva è dovuta alla mancanza, per ora, di specifiche linee di indirizzo ministeriali che sono già state richieste. Gli Ingegneri fanno sapere che tuteleranno i professionisti che in buona fede hanno effettuato corsi di aggiornamento per rivestire il ruolo di coordinatore della sicurezza online. È opinione del CNI che le modalità online di formazione rappresentano il futuro.

 

“Si è convinti”, si legge nella circolare CNI 10 maggio 2013, “che, pur con le necessarie cautele e regole tecniche, la formazione a distanza sia destinata a diventare la modalità ordinaria per i corsi di aggiornamento a prescindere dal settore di riferimento, RSPP piuttosto che coordinatore per la sicurezza”.

 

Intanto, nell’attesa dell’emanazione di indicazioni ministeriali, il CNI raccomanda prudenza e consiglia ai coordinatori della sicurezza che vogliano seguire corsi di aggiornamento online di verificare scrupolosamente i contenuti e le garanzie offerte dagli enti eroganti, mettendole a confronto anche con i requisiti minimi stabiliti dall’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011.


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