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Flusso informativo BIM: cosa prevede la UNI 11337-6 per i bandi pubblici?

Flusso informativo BIM: cosa prevede la UNI 11337-6 per i bandi pubblici?

Il decreto BIM ha definito i tempi per la pubblicazione di bandi BIM in funzione dell’importo del bando; in sei anni, progressivamente, tutti i bandi pubblici dovranno essere bandi BIM.

Secondo l’art. 23 comma 13 del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. n.50/2016) le stazioni appaltanti possono richiedere per le nuove opere, nonché per interventi di recupero, riqualificazione o varianti, prioritariamente per i lavori complessi, l’uso dei metodi e degli strumenti elettronici specifici di cui al comma 1, lettera h). Tali strumenti utilizzano piattaforme interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari, al fine di non limitare la concorrenza tra i fornitori di tecnologie e il coinvolgimento di specifiche progettualità tra i progettisti.

L’uso dei metodi e degli strumenti elettronici presuppone che le stesse stazioni appaltanti si siano dotate di personale formato oltre a strumenti hardware e software adeguati. L’utilizzo di tali metodologie costituisce un parametro di valutazione dei requisiti premianti, di cui all’articolo 38 del Codice dei Contratti Pubblici.

Quanto prescrive il d.m. n. 560/2017, va coordinato con le UNI 11337-6 riguardanti il flusso informativo BIM (Fig.1).

Vediamo nel dettaglio gli aspetti che interessano il capitolato informativo, l’offerta formativa e il piano della gestione informativa.

Flusso informativo BIM

Fig.1_Flusso informativo secondo UNI 11337©Il BIM nella pubblica amministrazione_ Maggioli Editore

Flusso informativo BIM: il capitolato informativo

Il Capitolato informativo è il documento cardine dell’intero processo, in quanto riporta le richieste di gestione informativa della stazione appaltante, cui l’appaltatore è chiamato a rispondere attraverso un’opportuna riorganizzazione dei propri processi operativi.

In esso, tra l’altro, ritroviamo:

  • precisazioni circa il livello di sviluppo (LOIN) richiesto per gli oggetti presenti nei modelli alle varie fasi di realizzazione dell’opera (con riferimento alla classificazione prevista nella UNI 11337-4);
  • indicazione circa le caratteristiche che l’ambiente di dati comuni (ACDat), da predisporsi a cura dell’appaltatore, dovrà avere in accordo alle indicazioni della UNI 11337;
  • procedure di verifica e validazione di modelli, oggetti ed elaborati;
  • suggerimenti, secondo le indicazioni della UNI 11337-5, circa le procedure di verifica e validazione di modelli, oggetti ed elaborati che dovranno essere approntate dall’appaltatore.

Tale documento, redatto secondo le indicazioni fornite nella UNI/TR 11337-6 e rispondente alle linee d’indirizzo generali dello schema di decreto, rappresenta certamente un significativo esempio di capitolato informativo relativo alla realizzazione di un’opera infrastrutturale, che ci si augura, però, non diventi una sorta di “format” riproposto indefinitamente e acriticamente negli appalti pubblici del nostro Paese. In tal senso, infatti, già diverse sono le amministrazioni pubbliche che si stanno adoperando nel tentativo di redigere modelli di capitolato sviluppati nel rispetto delle UNI 11337 e delle indicazioni che saranno fornite nella stesura finale del decreto BIM.

Nel capitolato informativo redatto dalla stazione appaltante sono contenute indicazioni circa il livello di maturità del BIM, le caratteristiche che deve avere l’ACDat e le procedure utilizzate per la verifica e la validazione.

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Flusso informativo BIM: l’offerta informativa

Il capitolato informativo esprime e sintetizza questi concetti richiedendo ai partecipanti al bando di gara di rispondere impegnandosi ad esplicitare la propria strategia digitale nella loro risposta attraverso l’Offerta per la Gestione Informativa (oGI), documento anch’esso previsto dalla norma tecnica.

In dettaglio:

  • è prescritto e richiesto di realizzare modelli informativi grafici delle varie discipline con caratteristiche costruttive;
  • utilizzare detti modelli per seguire lo stato di avanzamento lavori attraverso un continuo aggiornamento degli stessi;
  • fornire ed utilizzare una piattaforma informatica da utilizzarsi come unico “ACDat”;
  • consentire l’instaurarsi delle procedure di controllo dei SAL attraverso l’uso dei modelli, aggregandoli sulla piattaforma di condivisione e collaborazione;
  • predisporre la gestione del cantiere dal punto di vista della sicurezza;
  • completare i modelli corredandoli delle informazioni necessarie alla successiva manutenzione del manufatto, as-built.

L’appaltatore è tenuto a redigere il Piano della Gestione Informativa, specificando quali siano i flussi informativi, come avviene la gestione dell’ambiente di condivisione dei dati, e descrivendo la struttura organizzativa degli operatori e le relative responsabilità.

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Flusso informativo BIM: il Piano della Gestione Informativa

Il decreto ministeriale precisa che il Piano di Gestione Informativa è il documento redatto dal candidato o dall’appaltatore ovvero dal concessionario al momento dell’offerta e dell’esecuzione del contratto che, in risposta ai requisiti informativi del capitolato:

  • struttura temporalmente e sistemicamente i flussi informativi nella catena di fornitura dell’appaltatore o del concessionario;
  • illustra le interazioni con i processi informativi e decisionali di quest’ultimo all’interno dell’ambiente di condivisione dei dati;
  • descrive la configurazione organizzativa e strumentale degli operatori;
  • precisa le responsabilità degli attori coinvolti.

La struttura che propongono indirettamente, attraverso il capitolato informativo, le norme UNI 11337 è suddivisa in:

  • una sezione introduttiva, che comprende essenzialmente le premesse, la descrizione della commessa e i riferimenti normativi;
  • una sezione tecnica, che include la caratterizzazione dell’hardware, del software, dei formati di fornitura dei dati, del sistema comune di coordinate e di specifiche di riferimento, dell’evoluzione informativa e delle competenze in materia di gestione informativa;
  • una sezione gestionale, che include gli obiettivi informativi, gli usi, i livelli di sviluppo, i ruoli, le responsabilità e i poteri decisionali, l’analisi dei modelli informativi contenuti nel capitolato informativo, l’organizzazione della struttura di gestione della modellazione informativa, le politiche per la tutela delle proprietà intellettuali e della sicurezza dei dati, la proprietà dei modelli informativi, le modalità di condivisione dei dati e delle informazioni, le procedure di verifica, la gestione delle interferenze e delle incoerenze, la modellazione informativa multi-dimensionale, e le modalità di archiviazione e di consegna.

Il testo è tratto dal volume “Il BIM per la pubblica amministrazione” di Edoardo Accettulli e Pietro Farinati, edito da Maggioli Editore.

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