FER, cogenerazione ad alto rendimento e generazione distribuita: cosa non funziona

Riportiamo di seguito il testo della Lettera della Federazione Ascomac inviata in data odierna al Presidente del Consiglio ed ai Ministri dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico, dell’ambiente, tutela del territorio e del mare, per la semplificazione e la pubblica amministrazione in materia di corrispettivi tariffari e oneri di sistema previsti dapprima dallo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2012/27/Ue in materia di efficienza energetica e ora dal c.d. decreto Competitività in corso di emanazione.

 

Egregio Signor Presidente dott. Renzi,

con la presente mi riferisco a due Provvedimenti del Suo Governo, in materia di Energia:

 

1. Lo Schema di Decreto Legislativo recante attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/1257/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE – Atto Camera n. 90 in attesa del Parere delle Commissioni parlamentari competenti.

2. Il DL c.d. Misure per la competitività con particolare riguardo alle bollette energetiche, corrispettivi tariffari e oneri di sistema.

 

Nell’apprezzare in generale le attività in corso del Suo Governo e, soprattutto, i principi ispiratori delle azioni intraprese, tra i quali semplificazione e chiarezza della normativa, in relazione ai provvedimenti sopra citati, sottoponiamo alla Sua attenzione due questioni: una di metodo e l’altra di merito.


Generazione distribuita, fonti rinnovabili, cogenerazione ad alto rendimento – SEU (Sistemi efficienti di utenza) – RIU (Reti interne di utenza)

In base ai principi di certezza del diritto, di semplificazione e stabilità della normativa, di sviluppo economico responsabile e sostenibile:

Nel metodo non riusciamo a comprendere come un medesimo tema – Corrispettivi tariffari e oneri di sistema su Generazione distribuita, FER e Cogenerazione ad alto rendimento – sia trattata in due provvedimenti diversi, emanati dal Suo stesso Governo, peraltro in un periodo di tempo molto breve l’uno dall’altro.

 

Il primo – Schema di decreto legislativo di recepimento della Direttiva sull’Efficienza energetica – all’art. 11:

1. affida all’AEEGSI “poteri legislativi” sul mercato elettrico che, riteniamo, esulino dalla competenza di carattere regolatorio attribuita alla Autorità dalla legge istitutiva

2. introduce, a regime, corrispettivi ed oneri a carico della generazione distribuita, fonti rinnovabili e cogenerazione ad alto rendimento, “superando” il principio di diritto indicato dalla Legge e ribadito dalla AGCM Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nella segnalazione al Governo ed al Parlamento AS 898 del 2011: corrispettivi tariffari ed oneri generali e speciali di sistema si pagano solo sull’energia prelevata.

 

Il secondo – c.d. DL Competitività – stabilisce, sic et simpliciter, superando il passaggio parlamentare in corso sul medesimo tema, che dal 2015 corrispettivi tariffari e oneri di sistema si versino sulla energia consumata e quindi anche autoprodotta e/o prelevata dalla rete, anticipando e precedendo la norma dello stesso Governo che, nello schema di Decreto Legislativo, attribuisce all’AEEGSI determinati compiti “legislativi”, peraltro come detto, a nostro parere, di dubbia legittimità.


Conclusioni

Invece di semplificare e stabilizzare nel tempo la normativa, per dare finalmente certezze ai cittadini ed agli investitori, la percezione se non certezza è la “consueta e tradizionale” duplicazione della normativa sulla stessa materia.

 

Continuando nel ragionamento, il Governo attribuirebbe, con il nuovo D.L. Competitività, alle RIU (Reti interne di utenza) ed ai SEU (sistemi efficienti di utenza costituiti da impianti di generazione di energia alimentati da FER o in assetto cogenerativo ad alto rendimento – cogenerazione CAR per un solo cliente finale) oneri sull’energia elettrica consumata e non prelevata dalla rete, in misura pari al 10% dei corrispondenti importi unitari dovuti sull’energia prelevata dalla rete qualora i predetti sistemi accedano ad incentivi statali sull’energia prodotta, e, in misura pari al 5%, negli altri casi.

 

In sintesi, Signor Presidente, viene introdotto un nuovo Principio giuridico nel nostro Ordinamento, culla del diritto, in base al quale :

1. utilizzi il sistema elettrico nazionale: no

2. utilizzi sistemi ad alta efficienza come la CAR per autoproduzione: si

3. hai richiesto incentivi: no

Risultato: paghi comunque una tassa, di misura elevata o ridotta non importa, certamente rivedibile nel tempo (biennalità) per garantire la parità di gettito.

 

Motivazione: non ridurre l’entità complessiva dei consumi soggetti al pagamento degli oneri. L’importante è conseguire la parità di gettito più che i risultati, in termini di minori costi di esercizio legati agli investimenti in efficienza energetica e quindi in minore importazione di prodotti fossili.

 

L’alternativa, per chi potrà farlo, è di isolarsi completamente dalla rete elettrica nazionale, cercando “solo e disperato” di mantenere competitivo il proprio prodotto.

Di diritto e di fatto, nella applicazione dei corrispettivi tariffari e degli oneri di sistema: la energia autoprodotta e autoconsumata in sito, per uso proprio da un solo cliente finale, che ha deciso di investire in tecnologia ad alta efficienza per ridursi i costi di approvvigionamento energetico, con l’attribuzione di una serie di tasse a fronte di un servizio di pubblica utilità mai acquistato dallo stesso cliente finale né tanto meno reso dal distributore viene equiparata alla energia prelevata dalla rete per i quali è legittimo versare corrispettivi e oneri a fronte di un servizio di pubblica utilità reso dal distributore in concessione,


Conclusioni

Di diritto e di fatto: la nuova tassa sull’Efficienza energetica, e ancor più sugli investimenti in efficienza energetica, stimabile in base a prime simulazioni in € 4/6 MWh consumato in funzione delle taglie, penalizza gli investimenti del cliente finale efficiente, a partire dall’industria, come quella Cartaria tanto per citare un caso, che fa del SEU con unità CAR uno strumento di competitività per ridursi i costi energetici, oltre che dei Soggetti come le ESCo che fondano sull’efficienza energetica diffusa la propria attività, investita per il cliente finale.

 

Mi permetto da cittadino, più che da cliente finale o da operatore, chiederLe: quale sia il senso di installare e incentivare una tecnologia ad alta efficienza come la cogenerazione ad alto rendimento in un distretto industriale, in un centro commerciale, nei condomini, quando, nel caso di specie, il prodotto di questa tecnologia è utilizzato dall’investitore condòmino solo in parte, e cioè solo energia termica, perché quella elettrica, ora anche tassata dal nuovo D.L competitività, va prima riversata in rete e poi ricomprata tramite contatore dal singolo condomino.

 

In sintesi, non solo il condòmino/investitore in efficienza energetica è ostacolato, dovendosi ricomprare l’energia elettrica da contatore, ma ora “ancor meglio”, anche se non chiede incentivi, e questo è il fatto più “grave”, paga una percentuale, rivalutabile nel tempo.


Il Legislatore pensa che questo sia il percorso per promuovere l’Efficienza Energetica? e che questa sia l’Efficienza da promuovere?

Riteniamo invece che investimenti privati in risparmio energetico in sito – condominio, centro commerciale, distretto industriale – possano e debbano trovare risposta nel combinato di Generazione distribuita da FER e CAR ad alta efficienza unitamente al Consumo ad alta efficienza di energia ed all’Utilizzo ad alta efficienza per trasporto e mobilità sostenibile (elettrica) verso Città/Territorio decarbonizzate senza versare corrispettivi di sorta.

 

E questo, sia chiaro, non perché si tratti di un incentivo implicito (come sostenuto dalla AEEGSI) o dalla mera volontà di sottrarsi al pagamento di e corrispettivi e oneri, ma perché non viene utilizzato il servizio in concessione. Altrimenti, come previsto dal DL Competitività, è come obbligare il cittadino a pagare il pedaggio di un’autostrada che non percorre.


Proposta

Al di là di pagare o no una nuova tassa, considerato che il tema della riduzione dei costi energetici è uno dei punti del Suo Governo, Signor Presidente colga con passione e coraggio questa occasione di revisione delle Bollette energetiche o meglio del recepimento della Direttiva 2012/27/UE in materia di efficienza energetica per liberalizzare il trasferimento dell’energia autoprodotta, verde da FER ed efficiente da CAR, “là dove serve” in sito – condomini, centri residenziali, centri commerciali, quartieri, distretti industriali magari collegati in questo caso da un contratto di rete tra imprese – non più per un solo cliente finale ma per tutti i clienti finali che risiedono in quel sito, aggregandoli attraverso Programmi di miglioramento di efficienza energetica (V. D.Lgs. n. 115/2008 e smi).

 

Programmi rivolti, appunto, a pluralità di clienti finali e gestiti dalle ESCo. Si otterrà così non più un’efficienza “verticale”, limitata, legata non più soltanto alla maniglia, al doppio vetro, all’appartamento, ma all’Immobile di cui gli appartamenti fanno parte, ad una serie di immobili, al Quartiere, alla Città/Territorio intera. E’ questa l’Efficienza energetica diffusa in cui fortemente crediamo.

 

Questa, Sig. Presidente, la Vision che sottoponiamo all’attenzione Sua e del Suo Governo per la promozione della Generazione distribuita/Consumo/Utilizzo ad alta efficienza dell’energia che, attraverso il Risparmio energetico, l’Indipendenza energetica e la Decarbonizzazione, colga la sfida della Sostenibilità responsabile, che il Paese attende da tempo, anche e soprattutto in termini di Lavoro e Occupazione.


Bolletta energetica. Proposte di riduzione dei costi della bolletta energetica

Nel corso degli ultimi sette anni, la nostra Federazione ha presentato diverse proposte in termini di liberalizzazione del trasferimento dell’Energia in sito, come previsto dall’Atto 54/2007 dell’AEEG e dall’Atto Senato n. 229 di recepimento della Direttiva 2006/32/CE (art. 10, comma 1) sempre in tema di efficienza e di SEU e, da ultimo, in occasione della Audizione sulla SEN della X Commissione della Camera dei Deputati (V. Slide da pag. 17 del documento).


Di seguito il principio di diritto: qualora l’impianto per la produzione di energia elettrica sia realizzato all’interno della proprietà di un unico cliente finale, anche da un soggetto diverso dal cliente finale e sia collegato all’impianto del medesimo cliente, il trasferimento dell’energia elettrica prodotta alle apparecchiature di consumo del cliente non si configura come attività di distribuzione, intesa come servizio di pubblica utilità”.

 

Più che imporre nuove tasse, ora anche sull’efficienza energetica, riteniamo da sempre che l’alleggerimento della bolletta energetica a carico dei cittadini – imprese, famiglie, amministrazioni pubbliche – possa e debba essere effettuata distinguendo tra aiuto all’investimento in tecnologia efficiente e sostegno all’esercizio dell’energia “verde ed efficiente”, rivedendo il metodo di attribuzione dei benefici fiscali quali:

a. aiuto all’investimento – a carico della fiscalità generale – in tecnologie a basso impatto ambientale anche nei processi di riconversione industriale dei siti di interesse nazionale contaminati, al fine di attivare crescita ed occupazione “verde”

b. sostegno all’esercizio – a carico delle bollette energetiche – dell’energia generata/utilizzata/consumata da sistemi e tecnologie altamente efficienti, attraverso la valorizzazione nella bolletta energetica, della sola energia prodotta, autoprodotta o utilizzata/consumata (e non più anche della tecnologia che la genera)

c. misure in favore delle imprese e dei soggetti privati che acquistano tecnologie, sistemi e prodotti ad alta sostenibilità

d. accesso agevolato ai benefici previsti dal Fondo rotativo per il finanziamento di programmi e misure finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto.

 

È di tutta evidenza che il tenere distinti l’aiuto all’investimento dal sostegno all’esercizio:

– eviti fenomeni speculativi e scelte “convenienti” del miglior incentivo

– comporti una riduzione degli oneri a carico del cittadino/cliente finale in bolletta energetica

– premi le migliori tecnologie nei tempi di ammortamento fiscalmente previsti

– consenta al consumatore finale di non dovere pagare per anni/decenni bollette energetiche onerose che finiscono per valorizzare tecnologie nel tempo già ammortizzate e tecnologicamente superate se non inefficienti

– stimoli l’innovazione e la ricerca in nuove tecnologie di generazione/consumo/utilizzo di energia ad alta efficienza

– promuova la filiera industriale, distributiva e dei servizi dell’Efficienza energetica e con essa la Occupazione responsabile

 

Anche in questo caso, sottolineiamo la necessità di coordinamento tra le diverse normative in materia di fiscalità energetica ed ambientale alla luce di quanto disposto dalla Legge Delega Fiscale n, 23/2014 e dei relativi Decreti legislativi attuativi previsti dal relativo art. 15.


La buona notizia

Tra i temi di equità sociale segnalati alle Istituzioni dalla nostra Federazione evidenziamo il caso della Integrazione dei ricavi a copertura degli oneri per lo sconto ai dipendenti, da noi segnalato già nel 2012 sia in occasione della Audizione pubblica avanti la AEEG così come nel documento relativo alla SEN.

Apprezziamo il fatto che il Suo Governo abbia fatto proprio e realizzato un Atto di Equità di trattamento tra cittadini – clienti finali.

 

Richiesta

In un momento di grave crisi economica quale quello affrontato dal Paese ed alla politica di rigore e di riduzione della spesa pubblica del Governo rivolta a tutti i cittadini, segnaliamo l’art. 37 della Delibera AEEG 199/2011 recante “Integrazione dei ricavi a copertura degli oneri per lo sconto ai dipendenti” (Estratto – Segnalazione Ascomac 2012, pag. 9, Spending review e Rigore)

 

Oltre che poter conoscere l’importo globale di tale agevolazione, ci si chiede se in un momento economicamente molto complesso per i cittadini, non sia necessario ed opportuno eliminare rapidamente “privilegi” di alcuni come quello in oggetto, alleggerendo così la bolletta elettrica di tutti i clienti finali.

 

Poco o tanto che sia, non importa. È un Segnale “del e per” il Paese.

 

Di fatto, ad oggi uno sconto sui consumi elettrici riconosciuti dalle imprese distributrici e dalla società Terna, fino al 31 dicembre 2019 in base a CCNL ai dipendenti del settore, è stato pagato non dalle imprese citate come bonus ai propri dipendenti, ma dal cliente finale in bolletta energetica con il versamento dei corrispettivi tariffari (sic!).

 

Fondi che potevano e potrebbero essere utilizzati a favore delle fasce deboli e disagiate.

 

Nel rimanere a disposizione per chiarimenti nel merito di quanto esposto con Lei ed i Suoi Uffici, con l’auspicio che queste prime note possano costituire elemento di stimolo per un ripensamento nell’immediato dei contenuti dei provvedimenti citati, unitamente ad una revisione unitaria del sistema in una Vision che valorizzi la Generazione distribuita per il Risparmio energetico, in un percorso per la Decarbonizzazione verso la Sostenibilità, voglia gradire, Signor Presidente, i miei più cordiali saluti e l’Augurio sincero di Buon Lavoro.


Carlo Belvedere, Segretario Generale ASCOMAC


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