FASE 3 sicurezza Covid-19: le indicazioni INAIL dal DPCM 11 giugno 2020

FASE 3 sicurezza Covid-19: le indicazioni INAIL dal DPCM 11 giugno 2020

FASE 3 sicurezza Covid-19

Siamo ufficialmente alla fase 3 del piano emergenziale, scattato con l’avvio della pandemia da Covid-19.

A sancire l’inizio della nuova fase è il DPCM dell’11 giugno 2020 che prevede ulteriori disposizioni attuative del decreto legge n. 19 del 25 marzo 2020, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, e del decreto legge n. 33 del 16 maggio 2020 da attuare per l’intero territorio nazionale e valide a partire dal 15 giugno 2020 fino al 14 luglio 2020, salvi i diversi e specifici termini di durata delle singole misure previsti dalle disposizioni del decreto.

Le disposizioni del DPCM 11 giugno 2020 sostituiscono il DPCM del 17 maggio 2020.

Alla luce del DPCM 11 giugno 2020 e a proposito di Fase 3 sicurezza Covid-19, INAIL fornisce ulteriori disposizioni attuative per il contenimento dell’emergenza e per il ritorno progressivo al lavoro, al fine di garantire adeguati livelli di tutela della salute e sicurezza di tutti i lavoratori.

Per la messa in atto del modello organizzativo di prevenzione, INAIL si rifà a quanto già indicato nel documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione, fornendo indicazioni per la fase 3 sicurezza Covid-19 su lavoro agile e protocolli. Vediamo nel dettaglio.

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FASE 3 sicurezza Covid-19: anche lavoro agile e protocolli

Con il DPCM 11 giugno 2020, viene raccomandato che per le attività professionali si continui ad attuare anche la modalità di lavoro agile, incentivando l’uso di ferie, congedi retribuiti per i dipendenti e degli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva.

Continua l’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio e di strumenti di protezione individuale e vengono incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro.

Sull’intero territorio nazionale per tutte le attività produttive industriali e commerciali e per quelle di trasporto pubblico di linea terrestre, marittimo, ferroviario, aereo, lacuale e nelle acque interne devono essere rispettati i contenuti dei rispettivi protocolli.

La sospensione fino al 14 luglio 2020, secondo il DPCM 11 giugno 2020 è prevista per le fiere e i congressi, mentre i corsi professionali potranno essere svolti in presenza, ad eccezione degli esami di maturità.

Nelle università, nelle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e negli enti pubblici di ricerca possono essere svolte alcune attività didattiche di alta formazione e/o di laboratorio o sperimentali a condizione, tra l’altro, che vengano adottate misure organizzative di prevenzione e protezione di cui al “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” pubblicato dall’INAIL.

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FASE 3 sicurezza Covid-19: cosa accade per pubbliche amministrazioni?

Come svolgeranno l’attività lavorativa i dipendenti delle amministrazioni pubbliche? Anche per questa categoria di lavoratori vengono individuate misure organizzative, di prevenzione e protezione adeguate al rischio di esposizione a SARS-COV-2, secondo i contenuti del documento tecnico già sopra citato “Ipotesi di rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” approvato dal CTS nella seduta n. 49 del 09/04/2020 e pubblicato da INAIL.

Nell’ottica sia della tutela della salute dei lavoratori sia del rischio di aggregazione per la popolazione, le amministrazioni pubbliche mettono in atto misure e programmi per lo svolgimento del lavoro agile da parte dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e degli organismi di diritto pubblico con l’obiettivo di migliorare la connettività e di acquisire le necessarie dotazioni informatiche mobili, servizi in cloud e licenze per attivare il lavoro agile.

Con la direttiva 3/2020 del Ministro per la pubblica amministrazione, si invitano le amministrazioni ad individuare ogni misura utile a consentire la dematerializzazione dei procedimenti (ad es. provvedere, mediante il personale in presenza, alla scansione e all’invio della documentazione al personale in modalità agile; provvedere all’utilizzo di cloud, offerti gratuitamente anche in questa fase da provider privati, per l’archiviazione di documentazione), di modo tale che tutti i dipendenti possano svolgere la propria prestazione a pieno regime.

La direttiva mette in evidenza anche il necessario ricorso all’attività formativa come strumento di accompagnamento del proprio personale nel processo di trasformazione digitale dell’amministrazione e di diffusione della capacità di lavorare in modalità agile per il raggiungimento degli obiettivi assegnati, limitando al massimo il rischio di stress correlato alle nuove modalità di lavoro e garantendo il diritto alla disconnessione.

L’obiettivo è anche quello di accelerare l’innovazione organizzativa come presupposto per incrementare il ricorso al lavoro agile nella fase successiva all’emergenza, affinché ciascuna amministrazione metta in atto azioni di analisi organizzativa, di monitoraggio e di semplificazione delle procedure, oltre a quelle sopra indicate di investimento nelle tecnologie informative e di sviluppo delle competenze.

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