Europa 2020: nazioni green e isole che aspirano all'autonomia energetica

Europa 2020: nazioni green e isole che aspirano all’autonomia energetica

Europa 2020

La strategia Europa 2020 è stata elaborata dall’Unione Europea con l’obiettivo di raggiungere una crescita economica, produttiva e sostenibile.

Tra i target prefissati: incrementare l’occupazione, investire in ricerca e sviluppo (R&S), alzare il grado di istruzione nella popolazione, ridurre la condizione di povertà ed esclusione sociale ed esercitare azioni per contrastare i cambiamenti climatici, incrementando l’efficienza energetica e ricavando il fabbisogno di energia da fonti rinnovabili.

Relativamente a quest’ultimo punto, i traguardi da raggiungere interessano, in particolare, la riduzione delle emissioni di gas a effetto del 20% rispetto ai livelli del 1990, la produzione del 20% del fabbisogno di energia da fonti rinnovabili e l’aumento del 20% l’efficienza energetica.

In vista di tali programmi, i paesi dell’Unione Europea si stanno adoperando e nel 2017, già alcuni paesi sono in grado di rispondere agli obiettivi Europa 2020 per quanto concerne la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Gli obiettivi sono nazionali. Tale caratteristica consente a ciascun paese dell’UE di verificare i propri progressi sulla base del proprio potenziale energetico ed economico.

Quali sono i paesi già in linea con gli obiettivi Europa 2020 per le energie rinnovabili?

I dati in percentuale, sull’ energia proveniente da rinnovabili, sono stati elaborati dall’Eurostat e tra i Paesi virtuosi in materia di rinnovabili, ci sono: Svezia (54,5% del totale), Finlandia (41%), Lettonia (39%), Danimarca (35,8%) e Austria (32,6%). La percentuale di energia da fonti rinnovabili ha interessato il 29,2% in Estonia, il 27,3% in Croazia, il 25,8% in Lituania, il 24,5% in Romania, il 18,7% in Bulgaria, il 18,3% in Italia, il 14,8% in Repubblica Ceca ed il 13,3% in Ungheria.

Ambiziosa la Francia che nel 2020 vorrebbe raggiungere il 23%, ma che al momento si mantiene sul 16,30% (-6,70%).

Tra i Paesi, che non hanno ancora centrato i target, ci sono: Olanda a -7,40% rispetto al 14% previsto, Polonia, con solo il 10,9% di rinnovabili e molto lontana – 4,4 punti percentuali – dai suoi obiettivi nazionali e Germania quasi vicina(-2,50%) al suo obiettivo del 18%.

I risultati se osservati in relazione all’intera area europea, mostrano l’incremento che si è avuto nel 2017. La percentuale di energia rinnovabile ha raggiunto il 17,5% (+0,5% rispetto al 2016), un dato più di quattro volte superiore a quello del 2004 (8,5%).

La corsa al traguardo è in atto e se per Europa 2020 ci si aspetta la copertura del 20% del consumo finale di energia da fonti rinnovabile, la percentuale fissata per il 2030 è del 32%.

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Clean Energy for EU Islands: quali sono le isole che ambiscono ad un’autosufficienza energetica?

Nell’ambito del progetto Clean Energy for EU Islands, promosso dalla Commissione europea, si avvia il processo di transizione energetica per le isole europee con l’obiettivo di renderle autosufficienti a livello energetico, prospere e sostenibili.

Le fonti di energia rinnovabile, come l’eolico, il solare e il moto ondoso non mancano, ma nonostante ciò, più di 220 isole europee sono dipendenti dai combustibili fossili. Il passaggio verso un’energia pulita può contribuire al raggiungimento di un’autosufficienza energetica, ma anche alla nascita di nuove opportunità lavorative. Con tale fine, il coinvolgimento di cittadini, comuni, imprese locali, università e scuole, è indispensabile affinché la transizione sia possibile.

Tra le 26 isole interessate al progetto, le isole Aran (Irlanda), l’arcipelago di Cherso-Lussino (Croazia), Sifnos (Grecia), Culatra (Portogallo), Salina (Italia) e La Palma (Spagna), rientrano nella prima fase pertanto svilupperanno e pubblicheranno i loro programmi di transizione verso l’energia pulita entro l’estate 2019.

Seguiranno con obiettivo estate 2020: Hvar, Brač e Korčula (Croazia), Kökar (Finlandia), Marie-Galante e Nuova Caledonia (Francia), Creta e Samos (Grecia), Cape Clear (Irlanda), Favignana e Pantelleria (Italia), Azzorre (Portogallo), Ibiza, Maiorca, Minorca e A Illa de Arousa (Spagna), Gotland e Öland (Svezia), Orkney e Scottish Islands (Regno Unito).

“Le 26 isole selezionate presentano un notevole potenziale ed entusiasmo per lo sviluppo di collaborazioni forti e durature tra i vari soggetti interessati alla transizione verso l’energia pulita. Iniziando su questa strada, non solo diventeranno più autonome e prospere dal punto di vista energetico, ma forniranno anche esempi ispiratori per altre isole e per l’Europa nel suo complesso. Questo, a sua volta, aiuterà l’UE a raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi climatici ed energetici, dichiara Dominique Ristori, direttore generale per l’Energia della Commissione europea.

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