Esplosione Viadotto Morandi. In avvio le fasi di posizionamento cariche

Esplosione Viadotto Morandi. Partono le fasi di posizionamento delle cariche

esplosione viadotto Morandi

Da cronoprogramma attuale, l’operazione di esplosione viadotto Morandi a Genova, che interessa la parte di struttura ancora in piedi, era prevista per venerdì 28 giugno alle ore 10.00 per poi essere ridefinita alle 9.00, giorno durante il quale si attende l’arrivo via mare della prima porzione di impalcato del nuovo ponte Genova, direttamente dallo stabilimento Fincantieri Castellammare di Stabia. Intanto si procede con la prima gettata di cemento intorno alla pila 9, crollata poco meno di un anno fa.

La fine dei lavori di demolizione era stata prevista entro il 31 luglio 2019 con termine della costruzione ad aprile 2020 e consegna opera per il 15 dello stesso mese.

Qualche giorno fa Marco Bucci, sindaco di Genova e commissario straordinario per la ricostruzione, ha ribadito la priorità circa la tutela della popolazione coinvolta nelle operazioni ed evidenziato il necessario rispetto dei tempi, dichiarando:” faremo tutto il 27. Altrimenti sarà il 28 ma non possiamo più aspettare, ogni giorno è un giorno in meno per il benessere di Genova, non possiamo permetterci il lusso di posticipare”.

Tuttavia è alta la probabilità che si possa slittare l’esplosione viadotto Morandi a sabato 29, giorno privilegiato tra i tecnici in quanto comporterebbe meno problemi per il blocco viario obbligatoriamente previsto durante l’esplosione e nelle ore a seguire, per permettere i controlli sull’amianto nell’etere. Ad essere chiuse saranno: via Fillak, via Perlasca, via 30 Giugno, oltre al tratto di autostrada della A7 che va verso il casello di Genova Ovest. La riapertura è prevista per le 22, salvo mutamenti delle tempistiche programmate.

I tempi di ricostruzione, previsti da Salini Impregilo e Fincantieri (riuniti nella società PerGenova), sono strettamente dipendenti da quelli di demolizione.

Come avverrà l’esplosione Viadotto Morandi?

L’operazione di esplosione viadotto Morandi prevede l’uso di uno speciale detonatore. Lo strumento, prodotto da un’azienda spagnola, consentirà l’esecuzione di una serie di esplosioni programmate per le ore 9 di venerdì 28 giugno per l’abbattimento delle pile 10 e 11 del moncone est rimasto in piedi.

La strumentazione verrà posizionata, secondo un protocollo di sicurezza, nel vicino tunnel autostradale che porta al casello di Genova Ovest. Il materiale esplosivo di oltre una tonnellata di quantità, proveniente da Cuneo, non sarà stoccato ma sarà direttamente posizionato sulla struttura, almeno due giorni prima della prevista operazione di detonazione.

La pianificazione prevede una sequenza ben definita delle operazioni di demolizione con un planning della tempistica che vede in primis il collasso degli stralli di collegamento tra il ponte e l’elicoidale dell’autostrada, poi il resto della struttura sarà soggetto ad un’altra esplosione che ne controllerà la caduta.

Il sollevamento delle polveri prodotte dai lavori rappresenta un problema non da poco data la vicinanza delle abitazioni all’area soggetta all’intervento. L’abbattimento delle polveri sarà risolto attraverso l’ausilio di cannoni nebulizzanti che garantiranno il deposito del materiale sul terreno evitando la dispersione aerea.

L’area interessata dalla delicata operazione, di esplosione del viadotto Morandi, sarà interdetta ai non addetti e l’accesso consentito ai soli esplosivisti, tecnici e periti direttamente coinvolti nella gestione dell’esplosione Viadotto Morandi.

Leggi anche: Demolizione ponte Morandi. Una fine che rappresenta un inizio

Amianto esplosione viadotto Morandi. Come si procederà in merito?

Non è stato facile procedere con l’esecuzione di esplosione del viadotto Morandi per via della sua complessità a partire dalla presenza di amianto naturale riscontrata nel cemento armato, in merito alla quale sono intervenuti l’Osservatorio Nazionale Amianto e il Comitato di Certosa, che hanno presentato nelle scorse settimane,al Procuratore della Repubblica, Francesco Cozzi, e al Segretario della Procura Generale della Corte di Appello di Genova, una diffida legale all’uso dell’esplosivo sulle pile 10 e 11 dell’ex viadotto Morandi in quanto la popolazione non sarebbe stata messa a conoscenza adeguatamente sull’esplosione del viadotto Morandi e neppure relativamente alle fasi di evacuazione, stoccaggio e trasporto dei detriti delle due pile interessate.

Una situazione controversa che si pone tra la sicurezza dei più di 3 mila residenti delle aree circostanti e la necessità di ripartire dando vita al nuovo viadotto Genova.

Ai dubbi e ai timori sollevati delle persone coinvolte, hanno risposto il consigliere delegato alla Protezione civile, Sergio Gambino, e Luciano Grasso, responsabile Ambiente e Sanità della struttura commissariale che ha dichiarato: “pubblichiamo l’agenda di cantiere, tutte le analisi e le fasi di lavorazione. Oggi parliamo della demolizione delle “pile”: ora il quadro è completo, abbiamo il piano della Protezione Civile e la Prefettura lo ha giudicato completo. Ci sono stati più di 60 accessi degli organi di vigilanza da gennaio a oggi e vagliamo tutte le segnalazioni che ci arrivano. Abbiamo affrontato il problema dell’amianto e delle polveri, abbiamo fatto un piano specifico per le fasce deboli, minori e ultra 85enni. Nessuno sarà lasciato in balìa della situazione.”

Le famiglie sgombereranno a partire dalle 7 del mattino e verranno dislocate tra 8 centri di accoglienza e saranno forniti i pasti sia a pranzo sia a cena. Il termine delle operazioni di esplosione del viadotto Morandi e dell’emergenza sarà sancito dall’invio di un sms. Nel caso non dovesse essere possibile il rientro presso le abitazioni sono previsti ulteriori piani di accoglienza e tutela della popolazione.

Immagine di copertina ©LaStampa

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