Entro il 2016 la norma UNI sul Building Information Modeling

Entro il 2016 la norma UNI sul Building Information Modeling

Sul Building Information Modeling, l’ente nazionale di unificazione imprime una decisa accelerata per inserire il progetto di norma UNI sul BIM in inchiesta pubblica nel mese di settembre e pubblicare il documento con le linee guida entro il mese di dicembre. A dirlo è Alberto Pavan, coordinatore del GL UNI “Codificazione dei prodotti e dei processi costruttivi in edilizia“, impegnato in questi anni a definire la cornice tecnico-normativa per implementare il metodo, già da tempo adottato come standard in moltissimi Paesi europei ed extra europei, che consente di anticipare gli eventuali problemi operativi in cantiere e ridurre tempi di attuazione delle opere pubbliche e costi extra dovute a varianti non previste.

L’opera del gruppo di lavoro guidato da Pavan trova sponda nelle dichiarazioni del presidente del comitato UNI di indirizzo strategico delle costruzioni, Sergio Fabio Brivio, secondo cui: “Le ricadute economiche della digitalizzazione sono molto interessanti: si parla di un taglio dei costi di gestione di un progetto vicini al 30%”

Ma non si tratta solo di questo, precisa Brivio. Rispetto delle tempistiche di lavoro, trasparenza del processo, misurabilità in ogni fase del progetto della qualità che si viene ad ottenere: questi sono tutti aspetti che il BIM aiuta ad ottenere.

La norma UNI sul Building Information Modeling non riguarderà solo la progettazione, quindi il lavoro specifico di ingegneri, architetti e geometri, ma avrà ricadute anche sulla committenza, sul mondo finanziario del credito e sui gestori immobiliari e, ovviamente, le imprese di costruzioni. “Si tratta veramente di una norma di filiera”, conferma Pavan nella video intervista rilasciata la scorsa settimana nella sede milanese dell’UNI e che segue a stretto giro l’emanazione e l’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti (sulla norma tecnica di filiera per il BIM, l’UNI ha predisposto un’intera pagina con il link alle video interviste ad Alberto Pavan, riportata anche qui sotto, al provveditore alle oo.pp. Pietro Baratono e a Sergio Fabio Brivio).

E proprio sul codice contenuto nel decreto legislativo n. 50 del 2016, come anticipato oggi anche da Il Sole 24 Ore, il Ministero delle infrastrutture e trasporti è deciso a dare una scossa, facendo uscire in tempi brevissimi un nutrito pacchetto di decreti attuativi, tra cui quelli sulla qualificazione degli enti appaltanti, sui requisiti e livelli di progettazione e sulla programmazione delle opere pubbliche.

Infine, ricordiamo che è già disponibile il vademecum curato dal Consiglio nazionale degli Ingegneri per i servizi di ingegneria e architettura (testo del vademecum scaricabile qui) con la possibilità di scaricare gratuitamente gli applicativi per la definizione dei compensi per opere pubbliche da porre a base di gara predisposte dai big dell’informatica applicata all’ingegneria: compensus-LP di ACCA Software e Corrispettivi OP di Blumatica, come già anticipato qualche giorno fa. Entrambi gli applicativi sono aggiornati al nuovo Decreto Parametri (DM 17 giugno 2016) e alle disposizioni dell’attuale Codice dei contratti pubblici.

Il Building Information Modeling - BIM

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