Enrico Corio, responsabile prodotti speciali Calcestruzzi: “E se il calcestruzzo potesse drenare l’acqua?”

Il 22 marzo 2012 la Giornata mondiale dell’Acqua ha compiuto vent’anni. Lo stesso giorno, presso la fiera di Roma, si è aperta Expo Edilizia. Il nesso tra i due avvenimenti? La presentazione, presso lo stand del Gruppo Italcementi, dell’ultimo nato della ricerca del gruppo di Bergamo: i.idro Drain, la nuova soluzione drenante per pavimentazioni civili e industriali. Abbiamo voluto incontrare l’ing. Enrico Corio, responsabile dei prodotti speciali di Calcestruzzi, per chiedergli qualche ragguaglio su questo prodotto, che promette di affrontare in modo innovativo il problema del drenaggio (e riutilizzo) delle acque meteoriche.

 

“Il concetto chiave attorno al quale ruota la proposta rappresentata dal nuovo i.idro DRAIN è quello della gestione sostenibile delle acque”, esordisce Corio. “Il prodotto rappresenta la risposta a una semplice domanda”

 

Ingegneri. Quale domanda?
Enrico Corio. E se un calcestruzzo potesse drenare l’acqua?

 

Ingegneri. Lo domando io a lei …
EC. Il nuovo i.idro DRAIN coniuga il concetto di una pavimentazione con funzioni strutturali al tema della sostenibilità ambientale e, nello specifico, a quello della tutela delle acqua e al drenaggio diffuso attraverso il terreno. Non è un caso, infatti, che la presentazione del nostro nuovo prodotto sia stata fatta il 22 marzo scorso, Giornata mondiale dell’Acqua, sia durante la manifestazione di Expo Edilizia, sia a un convegno organizzato alla Casa dell’Architettura di Roma davanti a una platea di tecnici.

 

Ingegneri. Qual è stata l’accoglienza del prodotto da parte dei progettisti?
EC. Molto positiva. Anche in occasione dei primi contatti con gli studi di ingegneria, a cui abbiamo presentato in anteprima il nuovo i.idro DRAIN, è emerso un forte interesse da parte dei progettisti per una soluzione in grado di garantire la resistenza propria di una pavimentazione in calcestruzzo con caratteristiche idrauliche e con l’ulteriore vantaggio di lasciare al tecnico la “scelta” di cosa fare dell’acqua drenata.

 

Ingegneri. E quale è il vantaggio per la gestione delle acque?
EC. Le potenzialità del sistema sono evidenti in presenza di una corretta progettazione, oltre al fatto di impedire il ristagno delle acque meteoriche superficiali, anche in presenza di precipitazioni intense, l’impiego di questa soluzione consente una riduzione dei costi di gestione delle acque. Non a caso, è anche per questo motivo che molti enti pubblici, Comuni in particolare, si interessano sempre più all’adozione di sistemi in grado di assicurare un drenaggio idrico sostenibile.
L’acqua, infatti, viene incamerata all’interno della struttura di i.idro DRAIN, che funge da vasca di laminazione o, in altri termini, agisce come un polmone in grado di rilasciare gradualmente ed efficacemente l’acqua nel terreno. In funzione del tipo di sistema di raccolta delle acque piovane impiegato, il prodotto permette il recupero delle acque bianche per il successivo riutilizzo, ad esempio, per scopi irrigui.

 

Ingegneri. Quali altre caratteristiche sono degne di nota?
EC. Tra i vantaggi che il prodotto presenta sono da citare senz’altro la sua sostenibilità ambientale per i motivi che abbiamo ampiamente detto, ma va ricordato anche che, grazie all’effetto albedo (il potere riflettente di una superficie), dovuto alla sua colorazione chiara e alla maggiore circolazione dell’aria attraverso i suoi vuoti, i.idro DRAIN contribuisce a diminuire l’effetto “Isola di Calore” con una riduzione del calore di superficie fino a 30 °C rispetto a una pavimentazione tradizionale in asfalto. Vorrei citare anche la maggiore sicurezza che una pavimentazione drenante garantisce a cittadini e alle automobili. Evitando la formazione delle pozzanghere, infatti, non si creano le condizioni per la formazione di lastre di ghiaccio pericolose durante il periodo invernale e, se impiegato nei parcheggi, i.idro DRAIN evita il manifestarsi del fenomeno dell’aquaplaning.
Anche la valenza estetica di una pavimentazione realizzata con questo prodotto è un altro plus da ricordare. i.idro DRAIN può essere infatti impiegato sia nella sua colorazione naturale grigia, bianca se addizionato con il principio attivo TX Active® “mangia smog”, o – soprattutto nella versione sacco – colorata in base alle esigenze del committente.
Infine, da non trascurare è la possibilità di avere il prodotto in due versioni: il sacco o la betoniera. Questo consente di adattarsi alle diverse dimensioni dei cantieri: dai medio piccoli a quelli più grandi.

 

Ingegneri. Ha citato il cantiere, come avviene la messa in opera del prodotto?
EC. La posa di i.idro DRAIN avviene “a freddo” quindi senza emissioni in atmosfera e rischi per la sicurezza degli operatori. Grazie alla particolare lavorabilità dell’impasto, e a seconda del tipo e dimensione della pavimentazione, può essere steso mediante vibro-finitrici stradali o a mano mediante apposite attrezzature da cantiere. La tipologia e il grado di costipazione raggiunta influenzano le prestazioni finali di resistenza meccanica e la percentuale di vuoti. Ovviamente la superficie di applicazione deve essere un substrato regolarizzato drenante in ghiaia.

A cura di Mauro Ferrarini

 

L’intervista integrale all’ing. Enrico Corio sarà pubblicata sul numero 3 della rivista Ingegneri


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