Ecoreati: puniamo i delitti ambientali solo se abusivi?

Ecoreati: puniamo i delitti ambientali solo se abusivi?

L’inquinamento, il disastro ambientale, l’impedimento dei controlli e il traffico di materiale radioattivo, ovvero i crimini contro l’ambiente non sono più contravvenzioni ma delitti. Il Senato ha approvato gli ecoreati. I tempi di prescrizione raddoppiano e le pene possono arrivare fino a 15 anni di reclusione. Niente più decorrenza dei termini per disastri, niente più vergogne quali la strage da amianto.

Altri Paesi dell’Unione europea, quali Francia, Spagna, Austria e Germania, hanno adottato questo tipo di reati nel proprio ordinamento da anni. Ora anche l’Italia si è unita a loro.

Ripercorrendo la storia nel nostro Paese, si può partire dal 1997-1998, quando vennero fatte le prime proposte di legge. Quindi nel 1999 il Governo propose un Disegno di Legge inerente i 4 ecoreati contro l’aria, l’acqua, il suolo e il patrimonio naturale italiano, ma mancò la conversione in Legge.

Nel 2001 venne sancita la norma contro i trafficanti di rifiuti, ma la questione ecoreati trova la parola approvazione solo oggi, nel 2015.

In dettaglio i nuovi reati contro l’ambiente sono:

– Inquinamento ambientale: compromissione o deterioramento significativi e misurabili dello stato preesistente delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo e del sottosuolo o di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna.

– Disastro ambientale: alterazione irreversibile dell’ecosistema, oppure dell’equilibro di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa, o ancora l’offesa alla pubblica incolumità in ragione della rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione o dei suoi effetti lesivi.

– Traffico e abbandono materiali ad alta radioattività: cessione, acquisto, ricezione, trasporto, importazione, esportazione, procura, detenzione, trasferimento, abbandono, o disfacimento di materiale ad alta radioattività.

– Impedimento controllo: negare l’accesso, predisporre ostacoli o mutare artificiosamente lo stato dei luoghi, impedendo, intralciando o eludendo l’attività di vigilanza e controllo ambientali e di sicurezza e igiene del lavoro, ovvero compromettendone gli esiti.

Tuttavia c’è chi non si sente pienamente soddisfatto di questa legge, che introduce nel nostro ordinamento il reato di disastro ambientale solo se cagionato abusivamente, come a dire che non ci sono reati ambientali che non sono abusivi.

Una spiegazione a questo avverbio potrebbe essere data dal fatto che, ad esempio, le aziende a produzione pericolosa possiedono un’autorizzazione (quali l’Autorizzazione Integrata Ambientale – AIA) ad operare con prescrizioni molto rigide; pertanto la violazione di queste prescrizioni implica un comportamento abusivo, facendo rientrare il caso nel raggio di punibilità del nuovo delitto.

Senza l’avverbio abusivamente, però, sarebbe punibile chiunque cagiona un disastro ambientale, indipendentemente dal possesso e dal rispetto di un’autorizzazione, al pari del codice penale che punisce (senza abusivamente) chi provoca un incendio o un crollo.

La sfera di punibilità degli ecoreati si limita quindi agli abusivi?


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico