Droni: gli impieghi dei sistemi SAPR dall’ambito militare a quello civile

#BringBackOurGirls , anche in questo hashtag attualissimo potremo ritrovare presenza e prezioso contributo degli Aeromobili a Pilotaggio Remoto o Unmanned Aerial Vehicle/System (i droni), è infatti da poco riportata dalle agenzie di stampa la notizia che il sequestro delle oltre 200 ragazze in Nigeria viene monitorato da UAV militari della US Air Force dopo l’ondata di sdegno che si è creata nelle scorse settimane in tutto il mondo in seguito a questo triste episodio.

 

Analizziamo in dettaglio questo fenomeno cercando di comprendere il motivo dell’enorme interesse che questi sistemi stanno evocando negli ultimi tempi.

 

Naturalmente i primi APR nascono in ambito militare, si parla di palloni aerostatici riempiti di esplosivo con cui gli Austriaci attaccarono Venezia nel 1849, (idea peraltro ripresa infruttuosamente dai Giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale sfruttando le correnti d’alta quota che spirano nel Nord Pacifico dall’Asia verso il continente americano), in seguito l’utilizzo sempre più vasto dei sistemi radio porta a dei prototipi di aromobili ad ala fissa riempiti di esplosivo da dirigere verso il nemico durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale o da usare come bersaglio per l’artiglieria contraerea.

 

Un discorso a parte riguarda lo sviluppo della bomba volante V-1 da parte della Germania Nazista che accoppia ad un sistema totalmente autonomo di guida un sistema di propulsione a getto mediante pulsoreattore creando il primo vero missile da crociera, un sistema d’arma che avrà immenso sviluppo negli anni a seguire ed è ampiamente utilizzato e sviluppato a tutt’oggi.

 

Ma è con l’avvento della guerra fredda che si assiste ad un grande sviluppo di APR per missioni di ricognizione e aerobersagli . L’abbattimento del Lockeed U-2 americano sopra Sverdlovsk che portò alla cattura da parte dei Sovietici del pilota american Francis Gary Powers (e del relitto quasi intatto del velivolo pieno zeppo di apparecchiature sofisticate e segretissime) aveva portato grandissimo imbarazzo e preoccupazione negli Stati Uniti e nei loro alleati e, se da una parte portò allo sviluppo del più stupefacente e veloce aereo da ricognizione mai costruito, l’SR-71 Blackbird, e diede grande impulso allo sviluppo di sistemi di sorveglianza basati su satelliti in orbita bassa, dall’altra portò allo sviluppo di sistemi APR da ricognizione per tutta una tipologia di missioni denominate dull, dirty & dangerous (noiose, sporche e pericolose) dove la semplicità (basso costo di produzione e di manutenzione, sottosistemi poco sofisticati e spendibili) e le ridotte dimensioni erano il vero segreto della loro efficacia.

 

Durante la Guerra del Libano nel 1982 piccoli aerei israeliani teleguidati da ricognizione furono il cardine fondamentale di una operazione militare volta alla soppressione del sofisticato ed imponente sistema di difesa aerea missilistico nella Valle della Bekaa. Questo momento segna una svolta fondamentale per la drastica semplificazione dei requisiti di costruzione ed utilizzo degli APR: si assiste alla contemporanea maturazione di sistemi radio per uplink/downlink affidabili e utilizzabili con pochissima preparazione, sistemi elettro-ottici per ricognizione estremamente compatti ed affidabili e con l’introduzione di materiali compositi facilmente reperibili quali fibre di vetro, le forze aeree si possono dotare di un sistema di sorveglianza di buona autonomia, grandissima efficacia ed affidabilità e per di più molto poco visibile ai radar di difesa aerea.

 

La fine della Guerra Fredda ci ha regalato una gran messe di ricadute tecnologiche tra i quali questi sistemi APR che possono essere oramai costruiti anche da piccole aziende e comprati in un megastore di elettronica per poche centinaia di euro per gli usi più svariati; inoltre alla configurazione tradizionale ad ala fissa e propulsore ad elica con motore a combustione interna o elettrico, si è affiancata una promettente categoria di APR a decollo verticale in configurazione quadricottero o esacottero con motore elettrico e batterie di tipo commerciale.

 

Le potenzialità di utilizzo sono indubbiamente innumerevoli (e a volte anche sovrastimate, forse per esigenze di marketing da parte del soggetto che afferma di poter fornire un servizio con l’utilizzo di APR anche contro le più banali leggi della fisica…); e proprio per questo di recente in molti paesi del mondo si è sviluppata l’esigenza di una normativa da parte degli Stati per disciplinare questo settore in crescita esponenziale non solo dal punto del numero di utilizzatori ma anche sui numeri degli investimenti per ricerca e sviluppo.

 

Infine il grande sviluppo dell’elettronica di consumo a basso costo ha permesso ad ognuno di noi  di dotarsi di affidabili dispositivi personali di comunicazione radiomobile multibanda (2G,3G,4G,Bluetooth WiFi) con altissima potenza di elaborazione ed era inevitabile il sorgere di sistemi di guida di questi APR tramite applicazioni software dedicate e di semplice utilizzo, ognuno potrebbe diventare pilota di APR oramai, e parafrasando una nota pubblicità attuale di un costruttore di smartphone, “ha in mano una potenza che non si aspettava”.

 

Sull’onda dello sviluppo degli Aeromobili a Pilotaggio Remoto per applicazioni civile ed in particolare per Ingegneri, l’Ordine degli Ingegneri di Roma e Provincia ha organizzato un convegno presso l’Università Europea di Roma il primo aprile di quest’anno.

 

Al convegno, che ha avuto una grandissima adesione, hanno preso parte esperti della materia e aziende del settore.

 

Nelle parole del presidente dell’Ordine, l’ing. Carla Cappiello, i minidroni vengono considerate una “una sintesi di ingegneria spaziale, elettronica e informatica. Un ambito nel quale si sta investendo parecchio e nel quale il nostro Paese conta circa trecento aziende, interessate anche alla ricerca”.

 

Nonostante, la normativa recentemente rilasciata dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, limiti molto l’utilizzo dei minidroni, per motivi di sicurezza, certamente già si intravedono molte possibili applicazioni nei seguenti ambiti

– Impiego nei cantieri

– Impiego nei rilievi termici

– Impiego nelle emergenze

 

Applicazioni che meritano sicuramente un approfondimento dettagliato.

 

Articolo degli ingg. S. Coltellacci e M. Nava


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico