Dottorato di ricerca. Tutte le risposte su stipendio, titolo e durata del corso

Dottorato di ricerca. Tutte le risposte su stipendio, titolo e durata del corso

Quanto guadagna un dottorando? Quanto dura un corso di dottorato di ricerca e come è strutturato? Quali sono le finalità del titolo?

Proviamo a rispondere alle domande con questo articolo guida, che riassume le informazioni principali relative al dottorato di ricerca. Le informazioni riportate cono tratte dalla “Guida al dottorato” elaborata dall’ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia che rappresenta e tutela i dottorandi, gli assegnisti di ricerca e i ricercatori in formazione.

Innanzitutto è necessario precisare cosa si intende per dottorato di ricerca che in Italia rappresenta il più alto grado di istruzione previsto.  Si tratta di un corso universitario di terzo livello durante il quale il dottorando è seguito da un docente tutor che lo guida nelle attività formative e di ricerca. Obiettivo del dottorato di ricerca è quello di formare una figura in grado di acquisire gli strumenti umani, scientifici e metodologici per diventare ricercatore.

Per poter accedere al dottorato di ricerca è necessario sostenere un concorso pubblico presso gli atenei che annualmente pubblicano un bando dove sono riportati termini, modalità per la presentazione della domanda e requisiti di ammissione.

Le prove del concorso solitamente prevedono più fasi:

  • 1 – valutazione dei titoli,
  • 2 – prova scritta,
  • 3 – colloquio orale su titoli, prova scritta e progetto di ricerca che si intende svolgere.

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A cosa serve il titolo di dottorato di ricerca?

Il titolo, che il dottorando consegue al termine del percorso di studi, certifica il possesso delle conoscenze e delle abilità, riconosciute dallo Stato, per effettuare ricerca nel campo in cui è stato svolto il dottorato di ricerca.

In Italia è ancora poco riconosciuto nel mercato del lavoro a differenza di quanto accade nelle aziende ed enti di ricerca stranieri.

Per chi ha interesse a svolgere la propria carriera nel settore pubblico va precisato che il titolo di dottore di ricerca dà diritto al riconoscimento di punteggio in concorsi pubblici e con la riforma Gelmini (2010) il titolo di dottore di ricerca è divenuto requisito per il conferimento della maggior parte degli incarichi e contratti presso le Università.

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Come sono strutturati i corsi?

La durata del dottorato non può essere inferiore ai tre anni, come stabilito dall’art.6 comma 1 del DM 45/2013. In Italia, gran parte dei dottorati ha una durata di tre anni, tuttavia esistono alcuni corsi che prevedono una durata di quattro anni.

Il percorso di studio prevede, da parte dei dottorandi, una relazione scritta e orale, sull’attività svolta alla fine di ogni anno. È il collegio dei docenti poi a proporre al rettore l’esclusione dal corso od il passaggio all’anno successivo. In alcune sedi sono previste anche relazioni quadrimestrali. Inoltre per alcuni dottorati di ricerca è previsto lo svolgimento di specifici esami alla fine di corsi obbligatori stabiliti dal collegio docenti da svolgersi solitamente durante il primo o secondo anno. 

Per tutti i dottorandi, indipendentemente dalla borsa di studio, esiste l’obbligo di frequenza secondo le modalità stabilite dal proprio Collegio Docenti. Al termine del corso, i dottorandi devono sostenere un esame finale sull’argomento della loro ricerca (tesi).

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Il dottorato di ricerca è un lavoro a tutti gli effetti?

Per la legislazione italiana, il dottorando è uno studente iscritto a un corso di dottorato, e in questo senso è tenuto a conseguire degli obiettivi formativi indicati dal collegio dei docenti e può beneficiare di alcuni diritti riconosciuti agli studenti, come ad esempio le agevolazioni per i trasporti pubblici e alcuni benefici per il diritto allo studio.

Resto però poco chiaro questo aspetto in quanto secondo l’ADI il dottorando svolge anche attività lavorativa, deve infatti dimostrare una certa autonomia nella gestione dei fondi assegnati, del proprio progetto di ricerca, delle proprie pubblicazioni. Inoltre, versa i contributi alla Gestione Separata INPS come i lavoratori parasubordinati.

Sono beneficiari dell’indennità di disoccupazione gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata presso l’INPS, non pensionati e privi di partita IVA; sono invece esclusi i dottorandi senza borsa di studio ed i borsisti di ricerca.

I dottorandi al momento non godono del diritto all’indennità di malattia riconosciuto invece ai lavoratori.

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Quanto guadagna un dottorando?

Dei posti messi al bando dalle università, ci sono quelli che prevedono una borsa di studio messa a disposizione dall’università stessa o da un ente esterno.

ADI specifica che a seguito dell’emanazione da parte del MIUR del DM. 40 del 25 gennaio 2018, con cui entra in vigore l’aumento dell’importo minimo della borsa di dottorato, l’ammontare annuo lordo della borsa è di 15.343,28€ comprensivo dei soli oneri contributivi INPS a carico del dottorando. L’importo netto mensile della borsa è pari dunque a 1132,72€.

Mentre per quanto riguarda il pagamento delle tasse di iscrizione e frequenza ai corsi di dottorato, questo è previsto solo per i dottorandi borsisti. A partire dall’a.a. 2017/2018, la Legge di Bilancio 2017 ha abolito le tasse universitarie per i dottorandi senza borsa.

L’unica tassa che è dovuta a tutti i dottorandi è quella per il diritto allo studio universitario di importo variabile in base al territorio regionale.

I contenuti a cura della redazione di www.ingegneri.cc sono elaborati e visionati da Simona Conte, Giulia Gnola, Daniel Scardina, Gloria Alberti. Gli approfondimenti tecnici si rivolgono ad un pubblico di professionisti che intende restare aggiornato sulle novità di settore.