Dopo l’Internet delle Cose, arriva l’Internet del Sistema Solare

Dopo l’Internet delle Cose, arriva l’Internet del Sistema Solare

È già una realtà. La NASA ha infatti annunciato di avere compiuto un decisivo passo in avanti per la predisposizione di una rete Internet per il Sistema Solare che, una volta perfezionato, consentirà di esportare il Web fino a Marte eoltre. Come spiega Erin Mahoney sul sito dell’agenzia spaziale americana, infatti, sulla stazione orbitante internazionale è stato installato a giugno il servizio Delay/Disruption Tolerant Networking (DTN), che avrà l’obiettivo di migliorare l’accesso ai dati da parte dei ricercatori in orbita, incrementando l’efficienza della banda larga.

La novità della trasmissione dati alla base dell’Internet del Sistema Solare, che ha il suo cuore nel DTN, consiste nel fatto che le informazioni non dovranno più viaggiare da “A” a “B” senza soluzione di continuità, potendo contare invece su un sistema di “immagazzinamento e trasmissione” dei dati a tappe (store and forward). In altri termini, pacchetti di dati arriveranno ai nodi lungo la linea di trasmissione, saranno immagazzinati e successivamente inviati al nodo successivo pronto a riceverli e così via fino alla destinazione finale. Gli attuali protocolli Internet, invece, spiegano dalla NASA, richiedono che tutti i nodi di trasmissione siano contemporaneamente attivi.

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Finora le trasmissioni spaziali sono avvenute tramite “autostrade” a singola corsia. Le future esplorazioni spaziali richiederanno invece un sistema simile a Internet. Foto NASA.

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Il Disruption Tolerant Networking (DTN) sosterrà l’Internet del Sistema Solare, consentendo ai dati di “sostare” nei nodi e di essere ritrasmessi a tappe fino alla destinazione finale. Foto NASA.

I risultati ipotizzabili in futuro di questa nuova trasmissione saranno la possibilità di trasmettere dati verso vascelli robotici in viaggio nello spazio profondo e, un giorno, anche verso insediamenti umani sui pianeti diversi dalla nostra Terra. Oggi il servizio DTN, installato nella suite di software Telescience Resource Kit (TReK) usata dagli astronauti sulla stazione, aiuterà a migliorare sensibilmente la trasmissione dei file da e verso la Terra.

Oltre alle future applicazioni nello spazio, il DTN potrà essere impiegato anche sulla Terra, per garantire, ad esempio, la copertura Internet in zone isolate dove le comunicazioni tradizionali non possono essere mantenute come nella zona di un disastro naturale. A confermare che l’Internet delle Stelle non sarà solo una tecnologia ad appannaggio di astronauti e ricercatori in orbita è stato uno dei padri di questo sistema, Vinton G. Cerf, inventore del protocollo TCP/IP e Internet chief evangelist di Google.

“Questo passaggio”, fanno sapere dall’Agenzia spaziale statunitense, “rappresenta il risultato di oltre una decade di lavoro condotto dal programma della NASA per i sistemi di esplorazione avanzata, con l’obiettivo di realizzare rapidamente prototipi e mezzi in grado di supportare la colonizzazione umana dello spazio profondo oltre l’orbita terrestre in sicurezza”.


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