Dl Infrastrutture, una Tremonti-infrastrutture in vista

Così come accaduto per gli investimenti, si profila una detassazione per le imprese che si aggiudicano un’opera pubblica. La misura sarà nel decreto per la crescita. Intanto i comuni rilanciano sul trasporto locale Rilanciare le opere pubbliche attraverso una detassazione degli investimenti. Una sorta di Tremonti-infrastrutture è tra le ipotesi sul tavolo per rilanciare la crescita. Una nuova legge ad hoc per spingere gli investimenti nel settore.

 

La misura dovrebbe essere contenuta nel decreto per lo sviluppo che entro una decina di giorni sarà varato dal Governo e punta a fare partire la strategia decennale per la crescita del Governo proprio dal settore infrastrutture con interventi che riguarderebbero le opere pubbliche ma anche i porti, gli aeroporti, le reti ferroviarie e le strade.
Mercoledì prossimo gli industriali e i rappresentanti del mondo bancario dovrebbero rivedersi al Tesoro con il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, per mettere a punto le misure per la crescita.

 

Misure che sarebbero a “costo zero”.  Per quanto riguarda le opere pubbliche c’è allo studio una versione della detassazione degli investimenti ribattezzata “Tremonti-infrastrutture” con l’obiettivo di abbattere il carico fiscale per le imprese che si aggiudicano la concessione per la realizzazione e gestione di un’opera pubblica. E per far questo si agirebbe su Irap e Ires. Gli effetti della Tremonti infrastrutture verrebbero diluiti negli anni.

 

L’esigenza sarebbe quella di individuare uno strumento alternativo al tradizionale contributo pubblico per la realizzazione di infrastrutture. Con questa defiscalizzazione si libererebbero risorse presso lo stesso concessionario dell’opera e si agirebbe appunto su Irap e Ires: con la prima si punterebbe ad agevolare il concessionario nel periodo in cui sostiene costi per l’opera ma non realizza utili. Mentre con l’Ires si agevolerebbe nel momento in cui gli utili iniziano a formarsi. Inoltre questo nuovo strumento ben si concilierebbe con la “finanza di progetto” e il vantaggio fiscale sarebbe “a tempo”.

 

Per facilitare ulteriormente la realizzazione delle opere si ipotizza anche che lo Stato possa parzialmente rinunciare al canone di concessione. La proposta allo studio fa parte di un pacchetto più ampio di misure per rilanciare il settore delle opere pubbliche attraverso il “partenariato pubblico-privato” o l’accelerazione dei meccanismi di finanziamento del Cipe (inserendo, per esempio, un termine certo per l’utilizzo delle risorse stanziate). Ma si ipotizzano anche società miste pubblico-privato per la gestione di strutture di trasporto sul territorio). E altre ipotesi allo studio riguardano l’Anas come, per esempio, il subentro nelle società miste dell’Agenzia nel ruolo di concedente e verifica dei poteri Anas in materia di approvazione dei progetti).

 

Si parla inoltre di un “pacchetto marittimo” per il rilancio della portualità e di disposizioni in materia ferroviaria per garantire la reciprocità dei servizi ferroviari con i paesi esteri e l’aumento delle risorse per la manutenzione della rete Rfi. Intanto, a proposito di infrastrutture, i sindaci vogliono “allineare i dati in vista dell’incontro politico di questa settimana finalizzato ad affrontare l’attuale situazione di emergenza in cui versano i servizi di trasporto pubblico locale nonché l’assenza di risorse dirette agli investimenti del settore”.

 

È questo il motivo che ha indotto l’Associazione dei comuni italiani ad inviare al ministro per i rapporti con le regioni e la coesione territoriale, Raffaele Fitto una nota contenente “il dettaglio delle risorse per l’anno 2011, come già individuate a normativa vigente, evidenziando quelle non ancora assegnate, nonché la necessità di individuare quelle per il 2012 nel rispetto degli impegni assunti”.

 

Dopo aver sottolineato come “a seguito della manovra contenuta nel decreto n. 78 del 2010 diverse regioni hanno ridotto in modo significativo i capitoli di bilancio destinati ai comuni per il finanziamento del trasporto pubblico locale in ambito urbano, quali autobus, tram, metropolitane, filobus, filovie, e che per compensare queste riduzioni è assolutamente necessario sbloccare i 400 milioni di euro destinati dalla prima manovra di quest’anno al trasporto pubblico locale di cui una parte potrà essere prevista anche al trasporto ferroviario”, l’Anci evidenzia anche la necessità di prevedere “la copertura per i prossimi anni, a partire dal 2012, e per gli ulteriori tagli di trasferimenti operati a seguito delle due manovre estive”. “Occorre avere ben presente – precisa l’Associazione – che tale situazione ha già comportato, e comporterà ancora di più il prossimo anno, una riduzione delle percorrenze chilometriche dei servizi di trasporto locale con una conseguente contrazione dei passeggeri trasportati e, purtroppo, anche una riduzione dei lavoratori impiegati in questi servizi”.

 

Tratto da lagazzettadeglientilocali.it


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