Dl Infrastrutture. Grandi Opere finanziate con i bond

Incentivi fiscali per chi sottoscriverà le obbligazioni emesse per finanziare la realizzazione delle grandi opere in Italia. È questa una delle ipotesi a cui stanno lavorando i tecnici del Ministero dell’economia e della Cassa depositi e prestiti nella definizione del dl infrastrutture all’esame del Governo.

Prende corpo infatti la voce secondo cui, nel testo del decreto che dovrà rilanciare il settore delle infrastrutture, sarà prevista la possibilità per le società di progetto di emettere bond obbligazionari per il finanziamento delle grandi opere in project financing.
Si sta lavorando per eliminare gli ostacoli che, finora, hanno in pratica impedito l’emissione di obbligazioni, limitando al contempo la sottoscrizione dei bond solo a soggetti ‘forti’ e ‘qualificati’ come Assicurazioni, Banche e Fondi Pensione.

Gli altri contenuti del dl infrastrutture
Tra i contenuti del pacchetto infrastrutture per la crescita è anche previsto che il Governo, tramite il Ministero dell’economia, abbia l’obbligo di approvare i decreti che sbloccano le risorse per la realizzazione delle infrastrutture entro 60 giorni dal via libera del Cipe.

Si sta lavorando anche per destinare l’extragettito Iva prodotto dal traffico generato da una nuova infrastruttura al finanziamento dell’opera, anche se questa proposta sarà verosimilmente limitata solo ai porti.

Sul versante dell’ammortamento di un’opera pubblica, si prevede la neutralizzazione del ‘valore di subentro’ (l’ammortamento che rimane al termine del periodo di concessione) per ebitarne l’impatto sulla finanza pubblica.

Sui tempi di progetto si rivedrà la procedura del promotore per dare certezza ai tempi e alle modalità di approvazione del progetto preliminare e dello schema di convenzione da parte del Cipe in modo da favorire il coinvolgimento delle banche già in fase di gara.

Nelle ipotesi di partenariato pubblico-privato, si delinea la possibilità di sostituire il contributo pubblico con la cessione di immobili pubblici. Nel pacchetto decreto viene proposta l’introduzione nell’ordinamento del ‘contratto di disponibilità’. In pratica è l’operazione di partenariato pubblico-privato in cui un ente pubblico affida al general contractor la costruzione a proprio rischio e spesa di un’infrastruttura privata adibita a servizio pubblico.

Previste, infine, per le opere di importo superiore agli 80 milioni di euro, procedure più rigorose per la verifica delle offerte anomale delle imprese (ribassi eccessivi rispetto al prezzo d’asta fissato inizialmente).

Fonte Il Sole 24 Ore


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico