Diamoci una scossa 2019. Secondo anno dell’iniziativa per la prevenzione sismica

Diamoci una scossa 2019. Secondo anno dell’iniziativa per la prevenzione sismica

diamoci una scossa 2019

La manifestazione Diamoci una scossa 2019, promossa da Fondazione Inarcassa, Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Inarcassa e Consiglio Nazionale degli Ingegneri, torna per il secondo anno consecutivo dopo il successo riscosso l’anno scorso, pur avendo generato alcuni dissensi.

Il disegnatore Roberto Mangosi, anche questa volta, presta la sua matita alla vignetta logo dell’evento che ritrae due tecnici professionisti intenti ad auscultare attentamente le parti componenti di un’abitazione per constatarne il suo stato di salute.

Un fumetto che riassume l’intento della campagna che ha come obiettivo la cura degli immobili esistenti attraverso azioni di prevenzione sismica“Lo slogan della Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica “Diamoci una Scossa!” ha inteso parafrasare Diamoci una mossa, in quanto si è deciso di non limitarsi alle parole, seppur importanti, ma di dar vita ad un programma di “prevenzione attiva” offrendo al Cittadino un incentivo reale per migliorare la sicurezza della propria abitazione”.

Nell’ambito dell’iniziativa Diamoci una scossa 2019, è previsto per il 20 ottobre 2019 lo svolgimento della seconda giornata Nazionale della Prevenzione Sismica, occasione durante la quale migliaia di professionisti volontari, architetti e ingegneri specialisti della progettazione sismica scenderanno in piazza nelle principali città Italiane per chiarire gli aspetti circa il rischio sismico, riferire quali agevolazioni fiscali sono a disposizione dei i cittadini e fissare visite tecniche informative gratuite presso gli immobili dei cittadini interessati, col fine di promuovere la cultura della prevenzione sismica.

Gli ordini territoriali coordinano l’iniziativa e quest’anno ad affiancare architetti ed ingegneri, ci saranno anche amministratori di condomini, geologi, geometri e associazioni di categoria, un immancabile supporto nell’attività di informazione. Il comitato scientifico vede la partecipazione di Fondazione Inarcassa, Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Protezione civile, CRUI, Reluis, Enea e Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Dopo il rodaggio dello scorso 2018, si prevede una maggiore rapidità nel rilascio del report post visita tecnica informativa, a detta di Andrea Prota, direttore del Dipartimento strutture della Scuola Politecnica della Federico II e Consigliere Segretario dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli. I numeri, descrivono l’ottima riuscita della scorsa edizione: oltre 500 punti informativi, circa 7 mila ingegneri ed architetti volontari, oltre 90 mila unità abitative coinvolte, ed oltre 500 mila cittadini interessati all’iniziativa.

Con l’iniziativa Diamoci una scossa 2019, non solo una giornata ma l’intero mese di novembre 2019 sarà dedicato alla prevenzione sismica. Vediamo nel dettaglio come e chi può richiedere una visita che potrà essere svolta dal 20 ottobre al 20 novembre 2019.

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Diamoci una scossa 2019: tutte le info per richiedere la visita tecnica informativa

Architetti e ingegneri, esperti in rischio sismico saranno a disposizione dei cittadini a titolo gratuito per l’esecuzione di una visita tecnica informativa da eseguirsi previo appuntamento presso l’immobile di coloro che ne fanno richiesta.

L’obiettivo della visita è quello di raccogliere i dati sullo stato dell’immobile per finalità statistiche. Al temine del sopralluogo al cittadino verrà fornito un prospetto contenente informazioni sui fattori di rischio quali ad esempio zona di edificazione, anno di costruzione, tipologia di edificio. Aspetti che vanno ad incedere sul grado di sicurezza dell’abitazione e correlati alle agevolazioni messe a disposizione per il miglioramento antisismico con detrazioni fiscali – Sisma Bonus ed EcoBonus – fino al 85% delle spese sostenute.

Come richiedere la visita? Gli interessati (proprietario, affittuario, amministratore di condominio, mandatario o titolare di diritto) possono procedere mediante compilazione dell’apposito form nella pagina dedicata all’iniziativa, inserendo dati personali e relativi all’abitazione sottoposta a visita tecnica informativa indicando la propria disponibilità, ovvero fasce orarie e i giorni da dedicare allo svolgimento della visita.

La visita avviene nel giorno e nell’orario combinati sulla base delle disponibilità indicate dal Cittadino, in sede di richiesta, e dal Professionista, in sede di registrazione.

La conferma dell’avvenuta prenotazione viene effettuata via sms e via mail all’interno della quale viene indicato il nome del professionista incaricato. Entro dieci giorni dalla richiesta, il Professionista contatterà il richiedente telefonicamente per concordare data e modalità della visita.

Diamoci una scossa 2019: sisma bonus un aiuto per ridurre le spese

Gli obiettivi dichiarati del sisma bonus sono quelli di intervenire su un patrimonio edilizio caratterizzato da un’elevata vulnerabilità (circa 9 milioni di edifici residenziali precedenti al 1974 anno della prima legge antisismica n. 64 del 2 febbraio 1974) e ridurre le enormi spese che ci troviamo ad affrontare ad ogni stato di emergenza successivo ad un evento sismico (una stima ANCE – Cresme del 2012 segnala che lo Stato ha speso 181 miliardi di euro per danni da terremoti dal 1944 al 2012, a cui vanno aggiunti i 24 (?) miliardi per il sisma del Centro Italia, pari ad un costo medio annuo di 2,8 miliardi di euro).

È possibile usufruire del sisma bonus per interventi realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo (in precedenza erano solo le abitazioni principali) e su quelli utilizzati per attività produttive. Le costruzioni adibite ad attività produttiva sono le unità immobiliari in cui si svolgono attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali.

Inoltre il beneficio si applica non solo agli edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ma anche a quelli situati nelle zone a minor rischio (zona 3). La scelta di aver incluso anche le zone sismiche 3 nasce dall’osservazione di come anche le aree ad intensità sismica medio bassa, che sempre circondano le ridotte aree epicentrali dei terremoti violenti, possano pesare sull’entità dei danni in modo più significativo delle aree epicentrali in relazione alla distribuzione territoriale della popolazione e delle relative attività presenti.

Per saperne di più sul sisma bonus, leggi il volume:

Classificazione della vulnerabilità sismica degli edifici e sisma bonus

Classificazione della vulnerabilità sismica degli edifici e sisma bonus


Roberto Cornacchia,Matilde Fiammelli , 2019, Maggioli Editore

Aggiornato alla legge n. 58/2019 (conversione del d.l. 34/2019 c.d. Decreto Crescita) il prontuario si configura come un supporto operativo indispensabile per il professionista nell’analisi e nell’interpretazione della disciplina per la classificazione della vulnerabilità sismica degli...


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