Demolizione Ponte Morandi. Una fine che rappresenta un inizio

Demolizione Ponte Morandi. Una fine che rappresenta un inizio

Demolizione Ponte Morandi

Le operazioni di demolizione Ponte Morandi, hanno avuto inizio il 15 dicembre 2018 nelle aree non sottoposte a sequestro e sono proseguite incessantemente col fine di rispettare il cronoprogramma stabilito dalla Struttura Commissariale.

Da demolire ci sono ancora oltre mille metri di viadotto che giace martoriato nei quartieri di Sampierdarena e Cornigliano a Genova, che sono stati loro malgrado, lo scenario del tragico evento del crollo della struttura. Una ferita difficile da rimarginare.

Lo scorso 8 febbraio 2019 è partita l’operazione demolizione Ponte Morandi che ha interessato la parte dell’impalcato tra le pile n.7 e n.8. Un’ operazione delicata dal punto di vista sia tecnico, sia morale che segna la fine di una struttura, di un’epoca ma soprattutto rappresenta un nuovo inizio.

“Su quei pistoni idraulici – ha scritto Danilo Toninelli sui social – non viene giù solo un pezzo del vecchio ponte. Stiamo abbattendo un sistema di gestione dei beni pubblici che ha messo gli interessi di pochi davanti alla sicurezza e al benessere di tutti”. 

All’avvio delle operazioni oltre al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, erano presenti anche il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il commissario Straordinario per la Ricostruzione del Viadotto Polcevera, Marco Bucci ed il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.

Leggi anche: Il crollo del Viadotto Polcevera non può cancellare anni di ingegneria

Demolizione Ponte Morandi. Come si è svolta l’operazione?

L’operazione di smontaggio, delle 916 tonnellate di struttura, ha avuto inizio nella notte di giovedì 7 febbraio 2019, durante la quale sono stati eseguiti gli ultimi controlli sui macchinari utilizzati per la discesa della porzione di impalcato lunga 36 metri e larga 18 metri. La demolizione è partita alle ore 08.15 di venerdì 8 febbraio 2019 e si è conclusa alle ore 18.20 dell’8 febbraio 2019.

L’operazione durata 10 ore fu commentata, poco prima della sua partenza, dal direttore dei progetti speciali dell’impresa Fagioli S.p.A, Paolo Cremonini, che ha definito le fasi dell’attività di demolizione Ponte Morandi, dichiarando: operazione complicata, come tutte quelle di grandi componenti. L’impalcato da sollevare, i denti da tagliare e una volta completati i tagli, l’abbassamento del pezzo”.

La Fagioli S.p.A, assieme alle aziende: Fratelli Omini S.p.A, Vernazza Autogru S.R.L., Ipe Progetti S.R.L. e Ireos S.p.A, è affidataria dell’appalto pubblico dei lavori di demolizione, rimozione e smaltimento dei materiali di risulta del Viadotto Polcevera.

La fase del taglio senz’altro è stata la più delicata, ma non meno importanti sono stati gli altri passaggi che hanno permesso l’atterraggio della struttura. Le parole di Roberto Carpaneto, Ad di Rina Consulting società coordinatrice dei lavori di demolizione, riassume il pensiero di tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell’operazione: “Siamo soddisfatti di come si è svolta l’operazione. Nulla era scontato e la notte scorsa tutto il team di cantiere ha lavorato per garantire il massimo del risultato. Non sono certo mancati passaggi delicati che sono stati tutti brillantemente affrontati e risolti dalla squadra. Non potrò mai dimenticare il silenzio assoluto negli attimi successivi alla fase di taglio, una prova reale al culmine della concentrazione e impegno che tutti hanno messo in campo per la riuscita di un’operazione assolutamente unica per dimensioni e complessità”.

Il sistema di pistoni strand jack ha consentito la discesa della trave Gerber per 48 metri, con una velocità variabile dai 5 ai 7 metri all’ora. Rallentamenti sono stati necessari a causa dell’azione del vento che negli scorsi giorni ha interferito nelle attività.

Il prossimo passaggio, previsto forse per la prossima settimana, interesserà l’impalcato tra le pile n.6 e n.7, mentre per la pila n.8 si era parlato di demolizione attraverso il posizionamento di microcariche esplosive. Quest’ultima disposizione, molto probabilmente, verrà rivalutata stando a quanto annunciato da Marco Bucci, l’ 11 febbraio 2019: “visto che lo smontaggio meccanico del viadotto ha funzionato bene, stiamo valutando la possibilità di non usare l’esplosivo per la “pila 8”, precisando comunque che “per ora è solo un’ipotesi da valutare”.

Mentre avviene la demolizione Ponte Morandi. Come procedono le perizie?

Dal laboratorio svizzero, dove sono stati eseguiti i test sui reperti del ponte Morandi, sono emersi interessanti dettagli: “sono presenti alcuni difetti di compattazione sotto forma di soffiature o pori lungo il contatto tra l’aggregato e la pasta cementizia. La pasta cementizia è molto densa con una ridotta porosità capillare”.

Nella relazione tecnica, disposta dagli esperti di Zurigo, le notizie sui trefoli non sono buone: Tutti i trefoli e i fili (del reperto 132) mostrano segni di corrosione di diversi gradi. Diversi trefoli mostrano una perdita totale della sezione trasversale dovuta alla corrosione nella zona terminale. Ciò indica un processo di degrado in atto da molto tempo”. Viene inoltre riportato: “Nell’area dei trefoli rotti sono stati rinvenuti corpi estranei come materiale di iuta concrezionato, residui di grasso su parti in acciaio e frammenti di asfalto libero. I numerosi frammenti indicano una certa fragilità dei singoli fili. Una controindicazione è rappresentata dalle evidenti deformazioni plastiche dei singoli pezzi di filo e trefoli. Inoltre, i frammenti potrebbero anche essersi separati dal resto del filo a causa della perdita totale della sezione trasversale locale dovuta alla corrosione”.

Potrebbe interessarti: Ricostruzione Viadotto Genova, a Salini-Impregilo, Fincantieri e Italferr. Stralli "innocenti"?

La relazione che riporta i risultati delle analisi eseguite sui materiali, messa a disposizione delle parti durante l’udienza dell’incidente probatorio, è stata redatta in lingua tedesca pertanto periti e consulenti si sono dedicati alla traduzione del contenuto altamente tecnico. Tuttavia da parte degli Avvocati di Autostrade per l’Italia e delle parti civili, è stata richiesta la dichiarazione di nullità della traduzione perché realizzata solo in presenza degli ausiliari della procura e quindi in assenza del contraddittorio delle parti.

La strada in tribunale è ancora lunga ma i lavori procedono a ritmo costante con l’obiettivo di rispettare le tempistiche e di ridare una nuova infrastruttura ed una nuova speranza alla città di Genova.

Immagine di copertina ©ANSA/LUCA ZENNARO

Ti consigliamo:

Decreto Genova: tutti i contenuti del D.L. emergenze

Decreto Genova: tutti i contenuti del D.L. emergenze


Monica Greco , 2018, Maggioli Editore

Dal D.L. 109 fino alla legge 130/2018. Le misure per Genova, Ischia e i territori colpiti dal sisma, le opere pubbliche, l’ingegneria civile e i trasporti, la ricostruzione e il consolidamento di abitati e immobili. Contiene:- Interventi urgenti per il sostegno e la ripresa economica del...


8,90 € Acquista

su www.maggiolieditore.it


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *