Decreto SCIA in Gazzetta: l’analisi del testo

Decreto SCIA in Gazzetta: l’analisi del testo

Lo scorso 13 luglio, sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 è stato pubblicato il decreto legislativo 30 giugno 2016, n. 126 recante ”Attuazione della delega in materia di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), a norma dell’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124”. Il Decreto SCIA, infatti, è stato emanato in attuazione della riforma della pubblica amministrazione partita con la legge delega 124/2015.

In attesa di vedere in Gazzetta Ufficiale anche il secondo decreto (il c.d. Decreto SCIA 2 di cui si può consultare la bozza approvata dal Governo e non ancora in vigore dal sito Ediltecnico.it), abbiamo chiesto all’avvocato Alessandra Mineo, curatrice della rubrica di rassegna di legislazione e giurisprudenza del mensile L’Ufficio Tecnico di tracciare i contenuti della norma.

“Con il decreto legislativo in esame”, spiega Mineo, “a cui le Regioni dovranno adeguarsi entro il 1° gennaio 2017, viene modificata la disciplina generale applicabile ai procedimenti relativi alle attività private non soggette ad autorizzazione espressa e soggette a segnalazione certificata di inizio di attività, incluse le modalità di presentazione delle segnalazioni o istanze alle pubbliche amministrazioni. Resta ferma, ovviamente, la disciplina delle altre attività private non soggette ad autorizzazione espressa”.

Ricordiamo che l’art. 5 della legge n. 124/2015 aveva delegato il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi per la precisa individuazione dei procedimenti oggetto di segnalazione certificata di inizio attività o di silenzio assenso, nonché di quelli per i quali è necessaria l’autorizzazione espressa e di quelli per i quali è sufficiente una comunicazione preventiva. Al Governo è stata anche richiesta l’introduzione di una disciplina generale delle attività non assoggettate ad autorizzazione preventiva espressa, nonché la definizione delle modalità di presentazione e dei contenuti standard degli atti prodotti dagli interessati e delle modalità di svolgimento della successiva procedura.

Le novità del Decreto SCIA

“L’articolo 3 del nuovo decreto modifica gli articoli 19, 20, 21 e 29 della l. n. 241/1990 e inserisce i nuovi articoli 18-bis e 19-bis relativi, rispettivamente, alla «Presentazione delle istanze, segnalazioni o comunicazioni» ed alla «Concentrazione dei regimi amministrativi». Con il nuovo decreto legislativo è previsto l’utilizzo di un unico modulo valido su tutto il territorio nazionale, da presentare (anche) in via telematica presso un unico ufficio competente che avrà il compito di interagire con tutti gli altri uffici e/o amministrazioni interessate”, prosegue l’avvocato Mineo.

Focus sul nuovo articolo 18-bis della l. 241/1990 (introdotto dal Decreto SCIA)

L’art. 18-bis aggiunto alla legge n. 241/1990, prevede che dell’avvenuta presentazione di istanze, segnalazioni o comunicazioni è rilasciata immediatamente, anche in via telematica, una ricevuta, che attesta l’avvenuta presentazione dell’istanza, della segnalazione e della comunicazione e indica i termini entro i quali l’amministrazione è tenuta, ove previsto, a rispondere, ovvero entro i quali il silenzio dell’amministrazione equivale ad accoglimento dell’istanza; se la ricevuta contiene le informazioni di cui all’art. 8 della legge n. 241/1990 (l’amministrazione competente; l’oggetto del procedimento promosso; l’ufficio e la persona responsabile del procedimento; la data entro la quale, secondo i termini previsti dall’articolo 2, commi 2 o 3, deve concludersi il procedimento e i rimedi esperibili in caso di inerzia dell’amministrazione; nei procedimenti ad iniziativa di parte, la data di presentazione della relativa istanza; l’ufficio in cui si può prendere visione degli atti), essa costituisce comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell’art. 7 della stessa legge.

La data di protocollazione dell’istanza, segnalazione o comunicazione non può comunque essere diversa da quella di effettiva presentazione; le istanze, segnalazioni o comunicazioni producono effetti anche in caso di mancato rilascio della ricevuta, ferma restando la responsabilità del soggetto competente; nel caso di istanza, segnalazione o comunicazione presentate ad un ufficio diverso da quello competente, i termini di cui agli artt. 19, comma 3 (ossia, il termine di sessanta giorni per inibire l’attività e rimuovere gli eventuali effetti dannosi), e 20, comma 1 (ossia, il termine per la determinazione del silenzio-assenso), decorrono dal ricevimento dell’istanza, segnalazione o della comunicazione da parte dell’ufficio competente.

Focus sul nuovo articolo 19-bis della l. 241/1990 (introdotto dal Decreto SCIA)

L’introdotto art. 19-bis della l. n. 241/1990 prevede, al comma 1, che: “Sul sito istituzionale di ciascuna amministrazione è indicato lo sportello unico, di regola telematico, al quale presentare la SCIA, anche in caso di procedimenti connessi di competenza di altre amministrazioni ovvero di diverse articolazioni interne dell’amministrazione ricevente. Possono essere istituite più sedi di tale sportello, al solo scopo di garantire la pluralità dei punti di accesso sul territorio”.

Inoltre, continua Mineo: “Se per lo svolgimento di un’attività soggetta a SCIA sono necessarie altre SCIA, comunicazioni, attestazioni, asseverazioni e notifiche, l’interessato presenta un’unica SCIA allo sportello di cui al comma 1. L’amministrazione che riceve la SCIA la trasmette immediatamente alle altre amministrazioni interessate al fine di consentire, per quanto di loro competenza, il controllo sulla sussistenza dei requisiti e dei presupposti per lo svolgimento dell’attività e la presentazione, almeno cinque giorni prima della scadenza dei termini di cui all’articolo 19, commi 3 e 6-bis, di eventuali proposte motivate per l’adozione dei provvedimenti ivi previsti” (comma 2).

Qualora, “l’attività oggetto di SCIA è condizionata all’acquisizione di atti di assenso comunque denominati o pareri di altri uffici e amministrazioni, ovvero all’esecuzione di verifiche preventive, l’interessato presenta allo sportello di cui al comma 1 la relativa istanza, a seguito della quale è rilasciata ricevuta ai sensi dell’articolo 18-bis. In tali casi, il termine per la convocazione della conferenza di cui all’articolo 14 decorre dalla data di presentazione dell’istanza e l’inizio dell’attività resta subordinato al rilascio degli atti medesimi, di cui lo sportello da’ comunicazione all’interessato” (comma 3).

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