Decreto Salva Italia e Società di capitali: gli ingegneri bocciano la logica del profitto

Non si possono appaltare agli industriali i servizi intellettuali come quelli dell’ingegneria. Un no secco, dunque, alle società di capitale così come concepite, ora, dal Governo Monti che consente a soggetti terzi – anche non professionisti – di detenere la maggioranza delle imprese operanti nel settore dei servizi ingegneristici. Con il rischio di consegnare a centri di interesse, ben individuati, il compito di salvaguardare i diritti dei cittadini che, invece, la stessa Costituzione affida ai professionisti.

 

Sentenza senza appello, quindi, quella emersa a margine dell’approfondimento giornalistico pomeridiano di Sky Tg24 da parte del Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano, su questo provvedimento contemplato nell’ambito del Decreto “Salva-Italia”. Speranza invece per la riforma delle professioni.

 

Ha le idee chiare Zambrano sul futuro della categoria: avanti tutta con il riassetto degli ordinamenti professionali, parola d’ordine fare presto. Anzi, di più, gli ingegneri non temono affatto la famigerata data del 13 agosto 2012, termine entro il quale tutte le categorie devono adeguarsi al d.l. n. 138 del 13 agosto 2011.

 

Gli Ingegneri addirittura rilanciano, “noi, in effetti, siamo già pronti –  incalza Zambrano – abbiamo da tempo depositato al Ministero della Giustizia una proposta di ordinamento delle professioni tecniche le cui istanze sono state già, in parte, recepite”. E la categoria auspica che anche per la società di capitali possa esserci un epilogo positivo “non possiamo permettere – stigmatizza Zambrano – che prevalga la sola logica del profitto a discapito della qualità e dell’etica professionale. L’art. 10 del d.l. 183/2011 va rivisto: possibile l’ingresso dei soggetti terzi nel capitale delle società solo per quote di minoranza”.

 

Ma non finisce qui. Sotto l’albero di Natale il Governo Monti troverà un ulteriore “pacchetto” di proposte promosso dagli ingegneri, condiviso anche con i rappresentanti delle altre categorie tecniche, con uno scopo preciso. Avviare una riforma davvero innovativa, coerente alle reali esigenze del Paese, nell’interesse dei cittadini e del territorio.      


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