DDL Concorrenza: prove di “compromesso storico” tra professionisti e società di ingegneria?

DDL Concorrenza: compromesso storico tra professionisti e società di ingegneria?

Non si sa ancora quanto apprezzato dalle parti, soprattutto lato società di ingegneria e architettura, ma le ultime notizie circolate sull’iter dei lavori del DDL Concorrenza lasciano presagire una sorta di “compromesso storico” (foto di apertura) tra le opposte esigenze dei liberi professionisti e degli ingegneri, rappresentati dalla Rete delle Professioni Tecniche, e le società di ingegneria e architettura, rappresentate dall’OICE.

Facciamo un passo indietro e riepiloghiamo brevemente la vicenda. Lo scorso autunno il Tribunale di Torino ha respinto la richiesta di una società di ingegneria di vedersi pagare l’onorario da parte di un committente, portando a giustificazione della decisione il fatto che, per l’ordinamento italiano, le società di ingegneria non possono stipulare contratti con soggetti privati (leggi la notizia).

Nel mentre è iniziato l’iter per la legge sulla concorrenza. Nel testo del disegno di legge è stato inserito all’art. 31 un dispositivo che cancella tale limitazione, ripristinando la facoltà da parte delle società di ingegneria di contrarre affari anche con i soggetti privati.

Nel corso di una recente audizione alla Commissione finanze e attività produttive della Camera, l’OICE ha posto l’accento sul fatto che il divieto di esercizio della professione in forma societaria, risalente ad una legge del 1939, è da ritenersi abrogato dal 1997, quando fu approvata la legge “Bersani”; ed è questo che espressamente e correttamente afferma la norma proposta nel ddl Concorrenza adesso all’esame del Parlamento, anche con riferimento al riconoscimento giuridico delle società di ingegneria nell’ambito privato.

Non si è fatta attendere la dura reazione della Rete delle Professioni Tecniche che, in sostanza, chiedendo lo stralcio dell’art. 31 dal DDL Concorrenza, vuole ribadire la netta differenza tra società tra professionisti e società di ingegneria e architettura, impedendo a queste ultime l’accesso al mercato dei privati.

Lo scambio di battute da RPT e OICE è stato al calor bianco con colpi bassi e frecciate grondanti veleno (leggi l’articolo).

E adesso? Prove di “Compromesso storico”?

A quanto si legge (Italia Oggi del 21 luglio) pare che la relatrice del DDL Concorrenza, Silvia Fregolent, sia propensa per una sorta di compromesso. Da un lato, infatti, le società di ingegneria potranno accedere al mercato dei privati ma solo se equiparate alle società tra professionisti (STP) e, quindi, sotto il controllo deontologico degli ordini professionali.

Come ha spiegato al quotidiano giuridico ed economico, i lavori della commissione sul DDL Concorrenza sono orientati a rendere validi rapporti contrattuali “intercorsi dalla data di entrata in vigore della medesima legge tra soggetti privati e società di ingegneria”, a patto che, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, queste società risultino in possesso di determinati requisiti (partecipazione a una sola STP, esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci, controllo deontologico).


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