Dallo Spazio una barriera contro le fuoriuscite di petrolio in mare

Esiste un concorso internazionale che vede gli studenti provenienti da tutte le Università d’Europa impegnati nella sfida a elaborare progetti di sviluppo e trasferimento tecnologico partendo da tecnologie individuate tra quelle brevettate dall’Agenzia Spaziale Europea ESA’s S2UN Challenge.

 

L’evento ha lo scopo di creare dei gruppi interdisciplinari di giovani che approfondiscano e utilizzino le loro conoscenze lavorando su un caso studio, con l’obiettivo di arrivare ad una proposta di sfruttamento imprenditoriale di un brevetto.

 

Il progetto realizzato dal team PIER – Petroleum Innovative Enviromental Remediation – del Politecnico di Torino (Giuseppe Airò Farulla, Francesco Brundu, Luigi Colangelo, Pierluigi Freni, Matteo Stoppa) è arrivato secondo al concorso internazionale.

 

Grazie ad un percorso di formazione specifico, gestito dai professori Emilio Paolucci e Giuseppe Scellato del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione (DIGEP), il Politecnico ha coinvolto nel progetto i dottorandi. Il ruolo di mentor è stato svolto da manager provenienti dal mondo dell’industria per affrontare la sfida con un approccio più simile a quello aziendale, in termini di innovazione di prodotto e di processo.

 

Il gruppo di lavoro ha rivalutato l’applicazione di una struttura dispiegabile rigida brevetto ESA (A deployable tensegrity structure, especially for space application), priva di giunti meccanici (ora utilizzata in campo aerospaziale come antenna), in modo da utilizzarla come anello di contenimento, semplice da caricare a bordo delle navi, per limitare l’espansione in mare di un potenziale sversamento di petrolio (a causa di incidenti come falle in petroliere, naufragio di navi cisterne, etc). Il sistema ha il duplice vantaggio di passare dalla stato chiuso a quello aperto e attivo in meno di trenta minuti e di aumentare il suo volume di oltre 12 volte.

 

I giovani del team PIER hanno proposto un vero business plan che sviluppa il progetto dedicato al contenimento ed al recupero di petrolio a seguito di sversamenti accidentali in mare.

 

E anche se ci si augura che incidenti rilevanti non accadano, direi che il Bel Paese può andare orgoglioso di questa squadra di giovani e della loro idea.

 

Roberta Lazzari

 


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