Dall’emergenza alla Sicurezza Sismica dei capannoni

Gli eventi sismici accaduti in alcuni Comuni delle Regioni Emilia Romagna, Veneto e Lombardia hanno avuto rilevante impatto sugli immobili ad uso produttivo, innescando una relativamente rapida risposta da parte del legislatore in tema di agibilità e sicurezza sismica. Il quadro normativo, con riferimento al momento attuale, è abbastanza chiaro e può essere riassunto con uno schema qui riportato.

 

Tuttavia il decreto legge 74/2012, all’interno della strategia in due fasi (agibilità provvisoria nell’elencare i criteri per certificare l’agibilità provvisoria di fabbricati ad uso produttivo, necessitava di un approfondimento. E’ così che negli ultimi giorni due guide sono state rese pubbliche, come vedremo con modalità e validità differenti, da parte, in ordine cronologico, del Dipartimento della Protezione Civile e del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

 

La Fondazione Eucentre sta operando nei Comuni terremotati


Linee Guida vs. Linee di Indirizzo
Il documento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è stato elaborato d’urgenza al fine di fornire delle Linee Guida (LG) atte a fornire utili indicazioni operative ai tecnici incaricati ed ai responsabili delle strutture produttive, per la Valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica. Si tratta di un documento di 12 pagine che approfondisce in modo “prestazionale” i tre punti elencati dal decreto legge 74/2012. Deliberato dall’Assemblea generale, nell’Adunanza del 22 giugno 2012 con parere favorevole, tuttavia non sembra avere un livello di cogenza sufficiente a costituire riferimento assoluto per il lavoro dei professionisti, sebbene provenga da un organo ufficiale.

 

Sull’altro fronte, il documento del Gruppo di Lavoro Agibilità Sismica dei Capannoni Industriali, composto da Dipartimento Protezione Civile, Reluis, CNI, Assobeton e Federazione Ordini Ingegneri dell’Emilia Romagna, dal titolo Linee di indirizzo per interventi locali e globali su edifici industriali monopiano non progettati con criteri antisismici (Ld’I), appare come un manuale operativo che in circa 150 pagine illustra criteri generali e modalità di intervento sottoforma di schede tecniche dettagliate. Sebbene la Protezione Civile abbia gli strumenti per emettere Ordinanze (le OCDPC che prendono il posto delle OPCM), le Ld’I non hanno carattere di cogenza e sono state rese pubbliche solo in formato di bozza, in data 19 giugno 2012.

 

Il Consorzio Reluis lavora per il post-emergenza nei siti terremotati

Il Consorzio Reluis lavora per il post-emergenza nei siti terremotati


Guida operativa all’agibilità sismica
Entrando nel merito delle LG emanate dal Consiglio Superiore, viene chiarito che il documento fornisce indicazioni per valutare la vulnerabilità sismica di capannoni per il rilascio in via provvisoria del Certificato di Agibilità Sismica, ma che le considerazioni contenute vanno considerate anche per la successiva verifica di sicurezza sismica e di eventuali interventi di miglioramento. Nella versione deliberata è scomparso l’estensibilità del provvedimento all’intero territorio nazionale, presente in una prima fase.

Le LG affrontano i tre punti dell’art.3, comma 8, del decreto legge74/2012 relativi alle carenze che il tecnico è chiamato ad analizzare.

 

Simulazioni di danneggiamenti e crolli

Simulazioni di danneggiamenti e crolli


Carenze di mancanza di collegamenti tra elementi
Per le carenze legate alla mancanza di collegamenti tra elementi strutturali, nel caso di strutture gettate in opera le LG riportano l’indicazione di riferirsi alla sola resistenza a taglio del calcestruzzo in mancanza di informazioni sull’armatura. Nel caso di strutture prefabbricate non è consentito il trasferimento delle forze tra membrature mediante attrito indotto da azioni gravitazionali. Tale concetto sembra in contrasto con la verifica dello Stato Limite di perdita di appoggio indagata e specificata nelle Ld’I del DPC al Cap. 3.4.1, tranne che nel caso di vincoli cerniera-appoggio di travi.  D’altro canto, mantenere la cerniera unicamente su una estremità della trave comporta impegnare un solo pilastro con tutta l’azione inerziale derivante dalla trave e masse da essa portate.

 

Le LG evidenziano che è necessario assicurarsi che le forze trasmesse dai collegamenti siano in grado di essere trasferite al terreno con adeguati meccanismi resistenti: per tale motivo l’intera struttura va indagata nella sua catena gerarchica di resistenze.

 

Le LG proseguono con una serie di tabelle che conducono il tecnico verificatore a rilevare, ed eventualmente risolvere, le carenze a partire dalla copertura fino alla fondazione, richiedendo al Professionista di redigere una Relazione che includa Tabelle così compilate come parte integrante del Certificato di Agibilità provvisorio.

 

In merito alle Tabelle riportate nelle LG vale la pena di sottolineare come gli interventi risolutivi proposti mirano a non modificare in maniera sostanziale le rigidezze e le masse coinvolte. Una più vasta casistica di soluzioni è proposta dalle Ld’I del DPC, dal Cap. 3.5 al 3.8, sebbene le stesse Ld’I avvertano (ad esempio al Cap. 3.3) che in caso di modifica sostanziale dello schema statico della struttura sarà necessario verificare la vulnerabilità sismica come previsto dalla seconda fase nel decreto legge 74/2012, ovvero ai sensi delle NTC2008, Cap.8.

Simulazione di danneggiamenti e crolli

Simulazioni di danneggiamenti e crolli

 

Appare quindi necessaria, salvo pochi casi, una valutazione del comportamento globale della struttura che consideri adeguatamente comportamenti locali e globali. In questa fase valutativa risulterà probabilmente indispensabile il ricorso al calcolo e di conseguenza una adeguata modellazione degli aspetti strutturali che si ritengono importanti ai fini dell’azione sismica.

 

Sarà necessario, ad esempio, modellare la effettiva presenza o meno di un meccanismo di piano rigido, gli offset tra assi delle aste e loro appoggio reale, le cedevolezze elastiche di certi vincoli. Questo permetterà ad esempio di valutare con ragionevole accuratezza le coazioni causate dal vincolare strutture prima libere di deformarsi per effetti termici, o gli effetti di trazione sulle travi precompresse incernierate e coinvolte negli spostamenti orizzontali delle colonne, o ancora gli effetti della torsione delle travi impegnate da azioni trasversali dei tegoli. Al fine di individuare delle buone pratiche di modellazione ed analisi per la tipologia strutturale dei capannoni esistenti, l’Autore et al. hanno elaborato un Documento apposito che mette in luce aspetti e problemi e propone soluzioni di modellazione ingegneristicamente ragionevoli.

 

Va segnalata la casistica di soluzioni alle carenze a livello di plinti di fondazione e base delle colonne che viene riportata dalle Ld’I al Cap.4.3.


Carenze sulle tamponature
Dopo una analisi delle tipologie di tamponatura, le LG specificano le caratteristiche di rigidezza, resistenza e duttilità per considerare adeguati i collegamenti della stessa alla struttura portante, evidenziando nuovamente che alcune soluzioni necessitano di una verifica del complesso globale struttura-tamponature potendo alterare il regime di rigidezze dell’intero edificio. L’indagine del tecnico è guidata ancora una volta da Tabelle. Particolari soluzioni al problema dei collegamenti delle tamponature sono riportati estesamente nelle Ld’I al Cap.4.2.


Carenze sulle scaffalature
Le LG indicano prescrizioni e controlli in modo da determinare se, in conseguenza di un evento sismico, la scaffalatura presenti gravi danni strutturali che potrebbero causare un collasso.

 

Apposite Tabelle permettono di eseguire i controlli sistematici dei vari componenti, dai montanti, alla piastra di base, ai tasselli e a tutto il sistema costruttivo della scaffalatura.

 

Le parti di scaffalatura che superano i controlli possono rimanere in servizio con restrizioni che dipendono da alcuni requisiti e che vengono classificate di conseguenza in tre classi con livelli di restrizione al carico pari a: 100%, 66% e 50%.


Altre carenze
Il documento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici termina raccomandando al tecnico il controllo di altre carenze, derivanti dalla presenza di carri ponte, macchinari, impianti. Mentre per gli aspetti di prevenzione incendi si rimanda alle specifiche determinazioni degli organi competenti.

 

Articolo dell’ing. Paolo Segala
www.cspfea.net

 

Note
Le immagini sono state tratte da documenti Reluis e Eucentre disponibili nei relativi siti web


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico