Cultura dell’integrità. Quando il dilemma assale l’ingegnere

Cultura dell’integrità. Quando il dilemma assale l’ingegnere

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La Commissione Etica dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano e l’Ente di Normazione Italiano UNI promuovono lo sviluppo della cultura dell’integrità dei professionisti attraverso l’iniziativa attivata per gli iscritti all’Ordine.

Per incoraggiare la diffusione della cultura dell’integrità, si invitano i professionisti a riflettere sui dilemmi etici attraverso la partecipazione all’indagine, organizzata in collaborazione con UNI che prevede la compilazione di questionari relativi a dilemmi etici realizzati dagli Ethical Leader dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano.

Si tratta di un repertorio ragionato, ovvero di un insieme ordinato e classificato per tematiche etiche ritenute rilevanti. Per ogni dilemma etico, la cui classificazione è basata sui capi e articoli del codice deontologico, è possibile compilare un questionario al fine di rappresentare la propria decisione e definire la gerarchia delle motivazioni che hanno portato alla selezione delle scelte.

Tale modello rappresenta un approccio innovativo da poter estendere ad altre categorie e ordini professionali.

Correttezza professionale, incompatibilità, legalità, rapporti con la collettività, con il territorio, con i collaboratori, con il committente, con i colleghi e altri professionisti, sono i temi dai quali scaturiscono i dilemmi di Antonio, Amalia, Achille, tre dei dodici ingegneri modello che sono posti davanti agli aut aut e che impersonano il professionista che quotidianamente si ritrova ad affrontare situazioni dubbiose ed effettuare scelte.

La check list “ethical cycle”, delinea gli step del percorso da compiere per giungere alla decisione finale, ovvero:

  • identificazione del problema etico: situazione e soggetti coinvolti;
  • analisi della situazione problematica e dei portatori di interesse coinvolti;
  • identificazione delle alternative di soluzione e motivazioni alla base delle stesse;
  • analisi etica delle motivazioni in relazione alla teoria etica di riferimento;
  • riflessione critica etica e valutazione delle alternative di soluzione e loro motivazione;
  • decisione circa l’azione eticamente accettabile.

Definire tutti i casi dilemmatici è indubbiamente difficile, in quanto durante lo svolgimento dell’attività professionale potranno verificarsi differenti scenari, tuttavia la raccolta di ipotetiche circostanze di incertezza decisionale che possono palesarsi nella vita lavorativa di un ingegnere, può essere d’aiuto e stimolare il professionista a ragionare su tematiche etiche col fine di sviluppare una propria cultura dell’integrità.

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Sviluppo cultura dell’integrità. Dall’UNI la prassi di riferimento UNI/PdR 21

Lo sviluppo della cultura dell’integrità dei professionisti è oggetto della prassi di riferimento UNI/Pdr 21:2016, all’interno della quale viene data la definizione di integrità quale applicazione di norme e valori, generalmente accettati, nella pratica quotidiana.

Nella prassi viene, inoltre, specificato che il termine integrità è stato preferito dall’OCSE al termine etica, in quanto associato a “stili moderni di gestione dell’integrità che combina l’approccio basato sulle regole con l’approccio basato sui valori”.

Con la UNI/Pdr 21:2016 viene eseguita la distinzione tra codice di condotta e codice etico.

“Il Codice di Condotta è uno strumento tipico di un approccio basato su regole per la gestione dell’integrità ed è finalizzato a prevenire comportamenti inappropriati. È uno strumento esplicito, sistematico e costrittivo, che riporta l’insieme dei principi, delle regole e dei comportamenti da osservare in situazioni definite, definendo tendenzialmente ciò che non si deve fare, che vanno semplicemente applicati al fine di perseguire i fini “giusti” con “giusti mezzi” nei diversi livelli di responsabilità nei quali si opera. In altre parole, descrive, in maniera specifica e quanto meno ambigua possibile, il comportamento che ci si aspetta dai professionisti, stabilendo procedure rigorose per far rispettare il codice stesso mediante un controllo sistematico e severo ed un sistema sanzionatorio per coloro che infrangono le regole. L’oggetto evidente del contenuto è rappresentato dalla norma.

Il Codice Etico è uno strumento tipico di un approccio basato sui valori piuttosto che su specifiche linee guida per il comportamento, puntando fiduciosamente nella capacità autonoma di ragionamento morale del professionista, supportandolo, ad esempio, mediante training e coaching, nell’applicazione dei valori nelle situazioni quotidiane di vita reale. È dunque uno strumento che indica principi e valori fornendo una guida nel caso in cui nessuna regola specifica è definita o in cui le situazioni sono poco chiare. Per questi motivi la forma tenderà a essere più generale, essere espresso in termini di “si dovrebbe” o “si potrebbe” (e non “si deve”) al fine di fornire una guida generale nei casi nei quali il Codice di Condotta, al quale è collegato, non contempla specificatamente la situazione o sia ambiguo o poco chiaro.”

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Autotutela progettista e direttore lavori. Non solo rispetto del codice etico e di condotta

Adottare comportamenti dettati da regole di ordinaria prudenza, dalla buona fede, nonché da specifiche regole di condotta discendenti dalla diligenza professionale consente di prevenire, escludere o limitare la responsabilità professionale del progettista e direttore dei lavori.

Vi sono determinati comportamenti che la giurisprudenza ritiene sufficienti per escludere la responsabilità dei professionisti coinvolti nel contratto di appalto e che, pertanto, è bene adottare al fine di prevenire il sorgere della responsabilità.

Se, da un lato, l’esecuzione della prestazione d’opera professionale alla stregua di parametri di diligenza professionale qualificata è condizione necessaria ma non sufficiente per evitare di incorrere nella responsabilità professionale, occorre individuare ed analizzare quali siano i comportamenti che possono scongiurare l’insorgere della responsabilità dei professionisti coinvolti nel contratto di appalto e come questi comportamenti vadano, in concreto, attuati.

Il primo comportamento che è necessario attuare con massima diligenza per evitare di incorrere in responsabilità si articola in un’attività di regolare tenuta del giornale dei lavori e nella puntuale e completa annotazione sul documento dell’attività di cantiere; ma, soprattutto, dei problemi in cui la direzione è incorsa in sede di esecuzione dell’opera.

La rilevazione e la documentazione di ogni difficoltà tecnica incontrata in sede di esecuzione dell’opera sono, infatti, il primo comportamento che può tutelare il direttore dei lavori nell’ipotesi di eventuali azioni di responsabilità nei suoi confronti e che rappresenta la base per esercitare tutti i successivi comportamenti in autotutela.

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