Criteri e procedure per la marcatura CE dei prodotti da costruzione

Il presente articolo definisce i diversi sistemi di autorizzazione e accreditamento degli enti di certificazione dei prodotti, previsti in Europa e negli stati membri , ponendo particolare attenzione all’Italia. Illustra, inoltre, il regolamento europeo n. 305/2011, relativo ai prodotti da costruzione, che ha sostituto la Direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/CEE, e i criteri e le procedure per la marcatura CE dei prodotti da costruzione. Infine, descrive i contenuti tipici di una norma armonizzata, in conformità alla quale marcare CE un prodotto, e i criteri per la definizione e gestione del controllo della produzione di fabbrica, necessario per garantire la costanza nel tempo delle prestazioni del prodotto dichiarate dal produttore.

 

L’iterdi marcatura CE di un prodotto prevede, in generale, tre livelli autorizzativi: la notifica, l’accreditamento e la certificazione [1], [2]. In particolare con il terminenotifica è definibile l’attività con la quale un ente notificante (es. Ministero) autorizza un organismo notificato a svolgere i compiti di parte terza nel processo di valutazione e verifica della costanza della prestazione dei prodotti. L’accreditamento è l’attestazione, da parte di un organismo nazionale di accreditamento, che un organismo di valutazione della conformità ha dimostrato di possedere la competenza per svolgere una specifica attività di valutazione della conformità.

 

Con il termine certificazione è definibile, invece, l’attività con la quale un’organizzazione notificata (e accreditata) valuta e certifica la costanza delle prestazioni di un prodotto ovvero certifica la conformità del controllo della produzione di fabbrica a una norma armonizzata.

 

I Ministeri autorizzano gli enti di certificazione notificati ad operare in conformità alle norme armonizzate emanate in ottemperanza delle diverse direttive e regolamenti, tra cui il regolamento europeo n. 305/2011 [3] che ha abrogato la Direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/CEE [4] ed entrato in vigore a pieno regime il 1° luglio 2013. Il regolamento 765/2008 [5] ha previsto la costituzione di un Ente Unico di Accreditamento in ogni paese dell’Unione europea e ha attribuito all’accreditamento un ruolo portante, giuridicamente consistente, di pubblica utilità.

 

Nel dicembre 2009 tutti i ministeri hanno firmato due decreti attuativi della legge n. 99/2009 [6] riconoscendo ad Accredia il ruolo di Pubblica Autorità e di Ente Unico di Accreditamento. Esistono, invece, molteplici organismi di certificazione, d’ispezione, laboratori di prova e di taratura. In pendenza di accreditamento, il regolamento 305/2011 prevede che l’ente notificante, al fine di rilasciare una notifica, dimostri alla Commissione ruropea e agli Stati membri il possesso dei requisiti di cui all’art.43 del regolamento 305/2011 da parte dell’organismo notificato.


Il regolamento dei prodotti da costruzione

In ambito europeo, è definita direttiva dell’Unione europea uno degli atti che il Parlamento europeo, congiuntamente con il Consiglio e la Commissione, può adottare per l’assolvimento dei suoi compiti. La direttiva è obbligatoria in tutti i suoi elementi, proprio come i regolamenti, ma lascia spazio all’iniziativa legislativa di ogni stato cui è diretta. Pertanto é obbligatorio il principio e il fine fissato in ambito comunitario, ma poi ogni stato membro ha la facoltà di disciplinare la materia con i mezzi che ritiene più idonei.

 

I regolamenti, invece, essendo leggi comunitarie sono immediatamente in vigore e applicabili in tutti gli stati membri. Il regolamento n. 305/2011 riguarda qualsiasi prodotto o kit fabbricato, immesso sul mercato per essere impiegato in modo permanente in opere di costruzione caratterizzate dai seguenti requisiti di base:

a) resistenza meccanica e stabilità,

b) sicurezza in caso d’incendio,

c) igiene, salute e ambiente,

d) sicurezza e accessibilità nell’uso,

e) protezione contro il rumore,

f) risparmio energetico e ritenzione del calore,

g) uso sostenibile delle risorse naturali.

 

I prodotti fabbricati o commercializzati legalmente in un paese dovrebbero circolare liberamente in tutta l’Unione europea e le limitazioni alla libera circolazione dei prodotti possono essere evitate o eliminate solo attraverso un’opera di armonizzazione tecnica su scala comunitaria. Un prodotto è ritenuto idoneo all’impiego se rispetta le caratteristiche essenziali stabilite nelle norme tecniche armonizzate, in funzione dei requisiti di base delle opere di costruzione in cui possono essere incorporati stabilmente.

 

Dopo oltre venti anni dall’emanazione della Direttiva Prodotti da Costruzione (CPD), è entrato in vigore completamente il nuovo Regolamento europeo n. 305/2011 (CPR), per la distribuzione, la vendita e l’utilizzo dei prodotti da costruzione che fissa le condizioni armonizzate per la commercializzazione e la marcatura CE dei prodotti da costruzione e abroga la direttiva 89/106/CEE (CPD).

 

Un prodotto dovrà essere marcato CE nel caso in cui esista una norma armonizzata emanata dall’Unione Europea. Nel caso di inesistenza di norma armonizzata, il produttore può far richiesta della Valutazione Tecnica Europea agli Organismi di Valutazione Tecnica (TAB) che devono essere designati dagli stati membri all’interno del proprio territorio. La marcatura CE è apposta dal produttore in modo visibile, leggibile e indelebile sul prodotto da costruzione o su un’etichetta a esso applicata. Se ciò fosse impossibile a causa della natura del prodotto, essa è apposta sull’imballaggio o sui documenti di accompagnamento.

 

La marcatura CE, intesa come conformità del prodotto alle prestazioni dichiarate dal produttore, deve essere redatta in conformità a quanto definito dall’art. 9 del predetto regolamento e dalla norma armonizzata applicabile. I fabbricanti assicurano che i loro prodotti rechino un numero di tipo, lotto o serie o qualsiasi altro elemento che ne consenta l’identificazione, oppure, se la dimensione o la natura del prodotto non lo consente, che le informazioni richieste figurino sull’imballaggio o in un documento di accompagnamento del prodotto da costruzione.

 

I prodotti devono essere accompagnati anche da una copia della Dichiarazione di Prestazione (DoP) in forma cartacea o su supporto elettronico. Se tuttavia un lotto dello stesso prodotto è fornito a un unico utilizzatore, esso può essere accompagnato da una sola copia della dichiarazione di prestazione in forma cartacea o su supporto elettronico.

 

La dichiarazione di prestazione dovrà contenere quanto definito dall’art. 6 e allegato III del Regolamento Europeo. Per emettere una dichiarazione di prestazione il produttore è obbligato a istituire un sistema del controllo di fabbrica conforme alla norma armonizzata applicabile. E’, inoltre, necessario che la costanza delle prestazioni dei prodotti sia valutata e verificata secondo cinque sistemi di valutazione e verifica (1+,1, 2+,3 e 4) come definito nell’allegato V del regolamento 305/2011 e riportati in tabella 1. Secondo i sistemi 1 e 1+ l’ente notificato certifica la costanza delle prestazioni del prodotto, secondo il sistema 2+ certifica la conformità del controllo della produzione di fabbrica. Secondo il sistema 3 il laboratorio di prova notificato esegue soltanto le prove iniziali di tipo; mentre il sistema 4 non prevede alcuna attività da parte di un ente terzo notificato.

 

Ai sensi dell’art.66 del regolamento n. 305/2011, i prodotti da costruzione immessi sul mercato ai sensi della direttiva 89/106/CEE prima del 1° luglio 2013 sono ritenuti conformi al regolamento n. 305/2011. I fabbricanti possono redigere una dichiarazione di prestazione sulla base di un certificato di conformità o una dichiarazione di conformità che siano stati rilasciati, ai sensi della direttiva 89/106/CEE, prima del 1° luglio 2013.

 

Tabella 1 – Sistemi di valutazione e verifica della costanza delle prestazioni (clicca qui per scaricare la tabella)

 

Le norme armonizzate

Le norme armonizzate sono le specifiche tecniche adottate dagli organismi europei di normazione (CEN, CENELEC, ETSI), su mandato della Commissione, allo scopo di essere utilizzate dagli stati membri per la valutazione della conformità delle prestazioni dei prodotti propedeutica all’immissione degli stessi sul mercato. Le norme armonizzate generalmente non forniscono valori di soglia delle caratteristiche essenziali ma definiscono soltanto i criteri di caratterizzazione del prodotto e le relative classi prestazionali (1).

 

Ciascuno stato membro può stabilire i limiti di soglia delle caratteristiche essenziali valutate in conformità alla norma armonizzata applicabili al prodotto. Le norme armonizzate presentano i seguenti contenuti tipici:

a) Scopo e campo di applicazione,

b) Riferimenti normativi;

c) Termini e definizioni;

d) Valutazione della conformità delle prestazioni;

e) Designazione e classificazione;

f) Appendice ZA.

 

Lo Scopo e campo di applicazione identifica il prodotto, stabilisce le limitazioni di applicazione, dichiara i contenuti della norma.

I paragrafi Riferimenti normativi, Termini e definizioni richiamano le norme a cui la norma rimanda e vengono fornite le definizioni dei termini utilizzati.

Nel paragrafo Valutazione della Conformità le norme stabiliscono i requisiti, metodi e apparecchiature di prova per la caratterizzazione tecnica dei prodotti, comprese le prove iniziali e quelle in produzione.

Nel paragrafo designazione e classificazione, le norme stabiliscono i criteri d’identificazione del prodotto in relazione alle caratteristiche tecniche e classi di prestazioni.

 

L’appendice ZA, invece, indica quali elementi della norma sono fondamentali per la marcatura CE dei prodotti da costruzione, le caratteristiche essenziali che devono essere valutate, il sistema di valutazione e verifica della prestazione e i contenuti tipici della marcatura CE. In taluni casi, infatti, il regolamento prevede la possibilità di immettere sul mercato prodotti senza aver dichiarato le prestazioni di alcune caratteristiche, ricorrendo all’opzione NPD (No Performance Determined). Ogni stato membro può definire quali caratteristiche essenziali, contenute nell’appendice ZA e identificabili con NPD, siano obbligatoriamente applicabili ed eventualmente quali siano i valori di soglia delle caratteristiche essenziali.


Il factory production control

Ogni fabbricante ha la responsabilità di istituire, applicare e mantenere aggiornato un sistema di controllo della produzione di fabbrica (tabella 1). Ogni norma armonizzata definisce i requisiti dei sistemi di controllo della produzione di fabbrica (FPC) che, in generale, sono sostanzialmente derivati dai sistemi di gestione per la qualità, definiti dalla norma ISO 9001 [7] che abbraccia un maggior numero di requisiti; mentre le norme armonizzate, nell’appendice ZA, ne richiamano solo alcuni.

 

Ogni fabbricante per implementare un sistema FPC deve: a) definire le modalità operative redigendo il manuale, le procedure, le istruzioni e i moduli applicabili. Successivamente il produttore attuerà quanto definito dal sistema e in particolare provvederà a:

1) a controllare le materie prime utilizzate,

2) monitorare il prodotto ed seguire le prove e controlli pianificati,

3) mantenere in efficienza le attrezzature e macchinari

4) tarare le apparecchiature di prova,

5) valutare la competenza del personale,

6) monitorare le attività affidate all’esterno,

7) registrare le attività eseguite,

8) gestire le non conformità, i trattamenti e delle azioni correttive,

9) riesaminare periodicamente il sistema FPC per valutarne l’adeguatezza ed eventualmente provvedere alle necessarie modifiche.

 

Conclusioni

Nel presente articolo sono stati definiti inizialmente i diversi sistemi di autorizzazione e accreditamento degli enti di valutazione della costanza delle prestazioni dei prodotti, previsti in Europa e negli stati membri, avendo posto particolare attenzione all’Italia. In seguito, sono stati illustrati il regolamento europeo n. 305/2011, relativo ai prodotti da costruzioni, che ha sostituto la Direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/CEE e i criteri e le procedure per la marcatura CE dei prodotti da costruzione. Infine, sono stati descritti i contenuti tipici di una norma armonizzata, in conformità alla quale marcare CE un prodotto, e i criteri per la definizione e gestione del controllo della produzione di fabbrica, necessario per garantire la costanza nel tempo delle prestazioni del prodotto dichiarate dal produttore.

 

Articolo dell’ing. Matteo Sbisà, Professore a contratto di Costruzioni in Acciaio, Università del Molise

 

Note

1. In alcuni casi la Commissione stabilisce nei relativi mandati che gli organismi di normazione definiscano anche (nelle norme armonizzate) livelli di soglia in relazione alle caratteristiche essenziali (art. 27, comma 3, reg. n. 305/2011).

 

Bibliografia

[1] SBISÀ M., Il controllo tecnico delle opere di ingegneria civile, Sistemi Editoriali, ISBN: 978-88-513-0613-7, 2010.

[2] SBISÀ M., Il controllo in accettazione dei materiali e prodotti strutturali secondo le Norme tecniche per le Costruzioni. Progettazione sismica, Vol.2, n. 4, ISSN:1973-7432, 2013.

[3] Regolamento europeo n. 305/11, Condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione.

[4] Direttiva europea n. 89/106/CEE del 1998, Ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti i prodotti da costruzione.

[5] Regolamento europeo n. 765/2008, Norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti.

[6] Legge n. 99 del 23 luglio 2009, Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia.

[7] ISO (2008) – UNI EN ISO 9001, Sistemi di gestione per la qualità.


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