Crediti di imposta per subaffitto al 60% per lo studio dei professionisti

Crediti di imposta per subaffitto al 60% per lo studio dei professionisti

Attraverso la risposta 356/2020 del 16 settembre 2020 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che le agevolazioni, messe in atto per contenere il gli effetti della crisi da virus Sars-Cov-2 introdotte dal Decreto Rilancio, si applicheranno anche ai professionisti che svolgono la propria attività presso uno studio ricavato da una stanza in sublocazione all’interno di un immobile.

I suddetti professionisti potranno usufruire dei Crediti di imposta per subaffitto del 60% sui canoni di locazione.

Vediamo nel dettaglio.

Crediti di imposta per subaffitto: la risposta n° 356/2020

Il quesito che dà il via alla risposta dell’Agenzie delle Entrate viene posto da un avvocato che dichiara di svolgere la propria attività in una stanza, in sublocazione, all’interno di un immobile. Tale locazione, avvenendo all’interno di un immobile con finalità diverse da quella abitativa, è regolata dalla legge n. 392 del 1978 ed è stata registrata il 15 febbraio 2017.

Il professionista, sottolinea poi, di aver subito una drastica diminuzione dei redditi derivanti dalla propria attività professionale nei mesi di aprile e maggio 2020, in misura superiore al 50% rispetto ai corrispondenti mesi di aprile e maggio 2019; riduzione avvenuta causata dall’emergenza Covid-19.

Il contribuente chiede se, viste le sue condizioni, possa accedere al credito di imposta previsto dall’articolo 28 del Decreto Rilancio.

Crediti di imposta per subaffitto: la risposta positiva dell’Agenzie delle Entrate

Il Decreto Rilancio (L. 77/2020) ha introdotto un credito di imposta del 60% sui canoni di locazione per l’esercizio della professione o dell’attività di impresa all’interno degli immobili non abitativi destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, come previsto dalla legge n. 392 del 1978.

A questo proposito, in riferimento al quesito posto dal contribuente, l’Agenzia delle Entrate si è espressa con esito positivo, specificando che per beneficiare del credito di imposta, il professionista, deve rispettare alcuni parametri:

  • comma 1: “ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto”;
  • comma 5: “soggetti locatari esercenti attività economica, il credito d’imposta spetta a condizione che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il cinquanta per cento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente”.

Inoltre, la circolare del 6 giugno 2020, n. 14/E al paragrafo 3 fornisce ulteriori chiarimenti:

  • l’agevolazione sarà calcolata in percentuale sul canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili;
  • nel caso in cui il rapporto di sublocazione fosse collegato al contratto di locazione da un vincolo di reciproca dipendenza, esso conserva comunque una propria rilevanza economica;
  • sono ammessi anche i professionisti che fanno parte del regime forfettario.
Leggi anche:Tari studi professionali: da IFEL chiarimenti sulle contraddizioni normative

Come usufruire dei crediti d’imposta per subaffitto

Il credito di imposta, pari al 60% del canone di locazione, è scaricabile all’interno della dichiarazione dei redditi relativa ai periodi di imposta in cui si è sostenuta la spesa. L’Agenzia delle Entrate precisa che la compensazione di tali crediti deve avvenire avvalendosi del modello F24 che va presentato obbligatoriamente in via telematica, tramite i servizi messi a disposizione, e indicando il codice tributo “6920”

Alternativamente al modello F24, il contribuente, può scegliere di cedere il credito in favore del locatore di altri soggetti (concedente, istituti di credito e altri intermediari finanziari ecc.), che avranno a loro volta la possibilità di cedere il suddetto credito.

In ogni caso, il periodo di riferimento corrisponde ai mesi di marzo, aprile e maggio versati nel periodo d’imposta 2020. È inoltre fondamentale che il canone sia stato corrisposto completamente: in caso di mancato pagamento sono sarà possibile utilizzare il credito di imposta fino al momento dell’effettiva compensazione; mentre nel caso in cui il canone fosse stato versato anticipatamente sarà necessario individuare le rate relative ai mesi di fruizione del beneficio.

Infine, se i crediti di imposta per subaffitto dovessero essere oggetto di cessione al locatore o altro soggetto il versamento del canone è da considerarsi avvenuto, potendo usufruire del credito anche in assenza di effettivo pagamento.

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Nato a Roma nel 1996 e cresciuto in Umbria, si è trasferito a Londra dieci giorni dopo essersi diplomato ed è stato li che, approfondendo la lingua inglese, ha capito quanto fosse importante comunicare in maniera efficace, rimanendone affascinato.

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