Covid-19 e l’incertezza sul futuro dei liberi professionisti

Covid-19 e l’incertezza sul futuro dei liberi professionisti

Aggiornamento 10 aprile 2020_Indennità sì o no? Fondo Gasparrini sì o no? Finanziamento si o no? Tanti i dubbi che annuvolano il futuro dei liberi professionisti che si trovano in difficoltà in questa fase emergenziale dovuta al Coronavirus.

Le Casse di Previdenza private sono alle prese con le tante (circa 400 mila) domande inviate dagli iscritti per ottenere il bonus 600 euro. Resta incerto il trattamento da riservare al “lavoratore autonomo/libero professionista non titolare di pensione” così come quello relativo ai titolari di pensione di invalidità, perché secondo l’interpretazione data dall’INPS con la circolare 49 dovrebbe essere preclusiva, però il decreto liquidità sancisce come preclusive solo le pensioni di vecchiaia e anzianità.

La conferma arriva con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge 8 aprile n.32, detto anche decreto Liquidità, che all’articolo 34 precisa il divieto di cumulo pensioni e redditi: “Ai fini del riconoscimento dell’indennità di cui all’articolo 44 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e al decreto legislativo 1 ° febbraio 1996, n. 103 devono intendersi non titolari di trattamento pensionistico e iscritti in via esclusiva“.

Questa disposizione intende chiarire che i professionisti devono risultare iscritti, in via esclusiva, agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103 e, pertanto, non devono percepire redditi da lavoro dipendente; inoltre non devono essere titolari di pensione di anzianità e vecchiaia.

Riguardo all’esclusione dei professionisti dipendenti, intanto le Casse hanno accettato anche queste domande che molto probabilmente verranno rigettate.

In attesa delle direttive del ministero, le 20 Casse aderenti all’AdEPP hanno pertanto deciso di sospendere il pagamento dell’indennità e di non accogliere ulteriori domande.

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Covid-19 e futuro liberi professionisti: quando verranno emesse le indennità?

Il presidente dell’Adepp (l’Associazione degli Enti previdenziale privati e privatizzati) Alberto Oliveti, avevano già annunciato il superamento del plafond del “Reddito di ultima istanza” per i professionisti, previsto nel decreto Cura Italia, che destina 600 euro agli iscritti alle Casse di previdenza private, essendo pervenute dal primo aprile oltre 333.000 domande sui siti degli Enti.

L’Adepp prevedeva l’invio (l’8 aprile 2020) ai ministeri vigilanti Lavoro e Economia un report contenente “tutte le istanze finora processate ed ammesse al contributo”.

Il presidente aveva annunciato, prima di sospendere l’erogazione: procederemo al pagamento, anticipando le somme che lo Stato ci restituirà. Credo, perciò, che nei giorni successivi potremmo cominciare ad erogare i ‘bonus’, effettuando i primi pagamenti a cavallo di Pasqua”. Oliveti ha inoltre sollevato il dubbio già palesato dalle Casse fin dall’inizio: “Chi paga l’eccedente?”, ha però anche aggiunto di aver avuto “rassicurazioni personali” da parte del Ministro del Lavoro.

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Covid-19 e futuro liberi professionisti: ma il Fondo Gasparrini?

In attesa della pubblicazione del decreto, il Presidente Fondazione Inarcassa, Egidio Comodo aveva sollevato la questione circa l’esclusione dei liberi professionisti dal fondo Gasparrini: “I liberi professionisti iscritti a casse di previdenza private continuano ad essere oggetto di una ingiusta discriminazione. Il governo sembra orientato ad escludere gli iscritti a casse di previdenza private dall’accesso al Fondo Gasparrini. Sarebbe la conferma che per il governo noi liberi professionisti siamo una categoria con minori diritti rispetto ai tanti altri lavoratori titolari di partita Iva iscritti alla gestione separata”.

Al momento il decreto liquidità prevede che il Fondo Gasparrini (fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa), di cui si parla all’art. 54 del decreto Cura Italia, non abbia tra i destinatari i liberi professionisti iscritti a casse di previdenza private.

“Se confermata, sarebbe una misura assolutamente ingiusta, perché il governo riserva un trattamento diverso alla nostra categoria. Eppure, noi, come tutti i titolari di partita iva, stiamo soffrendo una crisi economica e reddituale che rischia di compromettere per lungo tempo la nostra professione. Già nella memoria trasmessa alla commissione bilancio del Senato appena dieci giorni fa abbiamo chiesto che, nel decreto Cura Italia, fosse resa espressa l’estensione della misura anche ai possessori di Partita Iva iscritti a casse di previdenza private” prosegue Comodo Abbiamo bisogno di risorse per ripartire per questo anche i benefici che deriverebbero dall’applicazione del fondo Gasparrini possono ridarci un po’ di fiato. Rivolgiamo un appello al governo. Occorre fare un passo indietro e includere anche i liberi professionisti iscritti a casse di previdenza private tra i beneficiari del fondo Gasparrini. Ci auguriamo che nel testo definitivo del decreto ‘liquidità’ non ci sia più spazio per operare nuove discriminazioni a svantaggio della nostra categoria”.

Nel Decreto Legge 8 aprile 2020, l’articolo 12 chiarisce circa il Fondo solidarietà mutui “prima casa”:

1. Per lavoratori autonomi, ai sensi dell’articolo 54, comma 1, lettera a), del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, si intendono i soggetti di cui all’articolo 27, comma 1, del medesimo
decreto-legge n. 18 del 2020.
2. Per un periodo di nove mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, in deroga alla disciplina vigente, l’accesso ai benefici del Fondo di cui all’articolo 2, commi 475 e seguenti della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è ammesso anche nell’ipotesi di mutui in ammortamento da meno di un anno.

Pertanto tra i destinatari rientrano solo: liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

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Covid-19 e futuro liberi professionisti: le proposte di ASSO Ingegneri e Architetti

Il Coordinamento Nazionale di Asso Ingegneri e Architetti ha sottolineato che l’analisi dei provvedimenti fino ad ora messi in atto dal Governo ha evidenziato che ancora molto deve essere fatto affinché nessuno deve essere lasciato solo. Pertanto è necessario intervenire per non escludere dalle misure di solidarietà chi è in difficoltà.

A tal proposito Asso Ingegneri e Architetti si è fatta promotrice di alcune azioni da presentare al Governo al fine di sollecitare nuovamente le forze politiche per colmare lacune.

Il comunicato recita: ”Venendo da lunghi anni in cui la professione di Ingegnere ed Architetto, in qualunque ambito essa  si svolga, ha perso molto della sua importanza sociale, autorevolezza e potere contrattuale,  crediamo sia necessario attivarsi in sinergia con tutti le organizzazioni di riferimento delle nostre professioni nella profonda convinzione che, in momento di così grave emergenza sanitaria ma anche economica e sociale, sia nostro dovere effettuare proposte ed azioni per  contribuire, con la nostra capacità intellettuale, alla realizzazione di  una ripresa il più rapida ed efficace possibile per noi, ma soprattutto per la società nel suo complesso, ed attuare efficacemente quel ruolo di intermediazione sociale di cui il nostro Paese non può fare a meno”.

Ecco le proposte:

  1. eliminare il tetto di reddito al bonus e la relativa dimostrazione del calo del fatturato nel primo trimestre 2019 ( in considerazione che tutto è fermo dai cantieri ai sopralluoghi alle perizie e quant’altro) e di estendere il bonus mensile esentasse anche ai liberi professionisti che sono titolari di pensioni minime, comprendendo anche pensioni di invalidità e di reversibilità, il cui importo, in assenza quasi totale di lavoro, non consente né il mantenimento personale né dell’attività professionale;
  2. promulgare idonee misure fiscali nazionali atte a compensare i cali di fatturato che interesseranno tutti professionisti per molto tempo secondo la logica del contribuire tutti, ma in misura ridotta;
  3. introdurre agevolazioni finanziarie per i liberi professionisti con figli minori, a causa del prolungarsi della chiusura delle scuole;
  4. disporre di finanziamenti per la riorganizzazione degli studi professionali soprattutto in relazione alle dotazioni necessarie per potere lavorare in smart working da remoto;
  5. cooperare con urgenza, nei propri ambiti di competenza, per mettere in movimento il settore dei lavori pubblici che, con la profonda crisi del sistema privato, sarà il motore fondamentale per la ripresa economica e professionale;
  6. spingere lo Stato e le Amministrazioni Regionali perché procedano alla semplificazione massima ed organica della macchina burocratica, al fine di rendere agevole e snella ogni attività, nel rispetto della legge.

Scarica il pdf del Decreto Legge 8 aprile 2020

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