Costruzioni in paglia: dal fienile alle case, l’evoluzione della paglia

L’immagine della paglia confinata nei fienili venne rivoluzionata già nella seconda metà dell’Ottocento, quando negli Stati Uniti, con precisione nel Nebraska, i pionieri dovettero trovare un valido sostituto alle pietre e al legno (materiali non presenti nella zona) per potersi costruire le case: la paglia per l’appunto.

 

Da allora sono stati fatti molti progressi nella tecnica delle costruzioni in paglia. Negli Stati Uniti e in Canada vengono utilizzati dei tondini di acciaio per fissare le balle di paglia nei muri, rete elettrosaldata su cui applicare l’intonaco cementizio e fondazioni in cemento armato. Barbara Jones nel Regno Unito ha introdotto il legno di nocciolo anziché il ferro e intonaci a calce e terra cruda anziché cementizi, al fine di migliorarne la traspirazione e ridurre la formazione di muffe nelle parti più umide della casa (cucina e bagno).

 

I pregi della paglia compressa sono:
– alto potere isolante termico (trasmittanza termica da 0,08 a 0,13 W/m2K, tanto da raggiungere facilmente i requisiti previsti per le case in classe A+);
– alto isolamento acustico;
– traspirabilità dei muri e conseguente salubrità degli ambienti interni;
– basso impatto ecologico;
– basso rischio di incendio (le case in paglia resistono al fuoco grazie agli intonaci in terra cruda e all’estremo grado di compressione delle balle).

 

Come per tutti i tipi di materiale da costruzione, le caratteristiche della paglia compressa sono mantenute se l’edificio viene realizzato a regola d’arte e sia soggetto ad una regolare manutenzione, soprattutto se si utilizzano materiali “naturali” per l’intonaco: eventuali infiltrazioni d’acqua e l’umidità possono compromettere in modo decisivo le prestazioni dell’edificio.

 

A Schio l’Associazione “San Rocco Community” ha in programma la realizzazione di un eco-villaggio costituito da case singole e appartamentini legno e paglia. Quest’ultima, pressata in balle da 120 cm di larghezza, serviranno per “riempire” i muri portanti. La struttura sarà realizzata in legno e all’esterno le pareti saranno intonacate. Le abitazioni saranno sollevate da terra grazie a dei plinti di cemento, al fine di permettere il passaggio di aria nella paglia. Il solaio verrà invece rivestito in lana.

 

Per rendere maggiormente eco-friendly il quartiere sono previsti un impianto di fitodepurazione, il recupero delle acque piovane e l’installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici.

 

In generale un eco-quartiere è un insieme di alloggi (di proprietà o in affitto), di servizi e di spazi aperti comuni.
Sul sito dell’Associazione San Rocco Community si legge “Le comunità intenzionali sono nuclei di alcune decine o centinaia di persone che, al contrario delle comunità spontanee – borghi, paesi, città – nascono dall’intenzione di realizzare obiettivi collettivi. …”.

 

Tra questi obiettivi quelli prioritari possono essere di seguito elencati:
– Efficienza energetica: autosufficienza energetica, utilizzo di energie rinnovabili, riduzione e/o azzeramento delle emissioni di anidride carbonica, impiego di materiali a basso impatto ambientale e a km 0, impiego di strategie di riciclo e recupero;
– Mobilità sostenibile: sostegno del trasporto pubblico, della mobilità pedonale e ciclabile;
– Qualità di vita: progetto degli spazi pubblici, di relazione e della rete di spazi naturali.

 

Nel frattempo in Veneto, e nello specifico a Pramaggiore (Venezia), è possibile andare a visitare la prima abitazione in paglia fatta in autocostruzione. Maggiori dettagli sul sito www.laboa.org.

 

Articolo di Roberta Lazzari

 

Fonti:
Corriere del Veneto –L’ecoquartiere? In paglia e lana – di Elfrida Ragazzo (01/06/2012)
www.wikipedia.it
www.sanroccocommunity.org
www.ecoquartierequattropassi.it


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