Corrosione alveolare della muratura

L’elemento oggetto del guasto è una muratura portante in mattoni pieni, trattasi dell’elemento di chiusura di un edificio storico nei pressi del centro di Lecco. In particolare, la parte oggetto dei meccanismi di alterazione è la muratura portante oltre che, ovviamente, l’intonaco di protezione che con il tempo è stato completamente asportato.

Secondo la norma UNI 11182:2006, l’alveolizzazione di una superficie consiste nella “presenza di cavità di forma e dimensioni variabili, dette alveoli, spesso interconnesse e con distribuzione non uniforme”.

Essa si manifesta in genere in materiali molto porosi, in presenza di un elevato quantitativo di sali solubili e in zone climatiche dove sono frequenti fenomeni di rapida evaporazione delle superfici lapidee esposte alle intemperie. L’alveolizzazione è un fenomeno conseguente all’azione disgregatrice esercitata dalla pressione di cristallizzazione dei sali all’interno dei pori del materiale.

Le soluzioni saline, infatti, formatesi in seguito ad assorbimento di acqua, tendono, in seguito all’evaporazione del solvente, a cristallizzarsi con conseguente aumento di volume, i pori del materiale lapideo subiscono pressioni superiori alle capacità di resistenza del materiale e si sfaldano. In particolare, nel caso in esame i sali derivano dalla risalita capillare e l’evaporazione è probabilmente favorita dalle correnti d’aria.

Suggerimenti per il ripristino e per la prevenzione
Si individuano due strategie per il ripristino: la prima finalizzata alla sola eliminazione dei sintomi, la seconda (più complessa e costosa) finalizzata alla eliminazione delle cause.

Per riportare la muratura al suo aspetto originale, è sufficiente asportare le parti di intonaco e muratura ammalorate e, successivamente, ripristinare l’intonaco di facciata, avendo cura di applicarlo possibilmente per strati e utilizzare materiali macroporosi per consentire l’evaporazione dell’acqua dovuta alla risalita capillare.

Per eliminare le cause, invece, è necessario eliminare la risalita capillare impermeabilizzando la porzione di muro interrata ovvero tagliando (anche con un taglio chimico) il muro per separare la parte sotto il libello del terreno da quella sopra lo stesso. Successivamente si procederà come nel caso precedente per ripristinare lo stato originale del muro.

 

Infine, per prevenire tale tipo di degrado è necessario impedire ai sali, trasportati dall’acqua, di penetrare nella muratura. L’impermeabilizzazione della porzione interrata delle muratura è spesso la soluzione tecnica adottata a questo fine.

 

Articolo di Fulvio Re Cecconi e Enrico De Angelis


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico