Coperture pressostatiche impianti sportivi: tutto sull'antincendio

Coperture pressostatiche impianti sportivi: tutto sull’ antincendio

Coperture pressostatiche

Le coperture pressostatiche, comunemente vengono chiamate anche palloni pressostatici o coperture gonfiabili. Sono definite come coperture sostenute unicamente da aria immessa a pressione che crea una sovrappressione atmosferica all’ambiente esterno.

Sempre più utilizzate per eventi sportivi e non, di tipo temporaneo, le strutture pressostatiche sono divenute di largo uso per diversi eventi e manifestazioni.

Generalmente impiegate per la coperture dei campi da tennis o come coperture dei campi da calcetto, le coperture pressostatiche, oggi sono sempre più spesso è utilizzata anche per altri impieghi come coperture per piscine e coperture per maneggi, visto il basso costo e la praticità che consente di smontarle rapidamente quando occorre.

In materia antincendio il D.M. 18 marzo 1996 la fa da padrona. Infatti in merito alle coperture pressostatiche, il D.M. prevede che l’impiego è consentito negli impianti ove è prevista la presenza di spettatori, praticanti e addetti in numero non superiore a 50 persone.

Ogni copertura pressostatica può essere progettata a membrana singola doppia o addirittura tripla, consentendo, a quest’ultima tipologia di avere maggiori economie d’esercizio grazie alla minor dispersione termica.

Questo cuscinetto, infatti permette di contenere le dispersioni termiche che si traducono in risparmi energetici sia di calore, sia di energia elettrica. La doppia o tripla membrana permette di ridurre al minimo l’effetto condensa.

Coperture pressostatiche: quali materiali utilizzare?

Il materiale adoperato per tali strutture è un tessuto poliestere ad alta tenacità, spalmato con mescole a base di PVC su entrambe le facce, trattato contro i funghi e le muffe e resistente ai raggi U.V.

Tali coperture devono essere realizzate con materiali aventi classe di reazione al fuoco non superiore a 2, ed omologati ai sensi del decreto del Ministro dell’interno 26 giugno 1984;

Le struttura delle coperture pressostatiche è ancorata a terra mediante dei ganci fissati ad una fondazione in calcestruzzo solitamente di dimensioni anche al di sotto dei 50 x 50 cm. Le dimensioni della fondazione risulta essere più contenuta in quanto la spinta statica che questa copertura va ad esercitare a terra è molto limitata.

L’ancoraggio e la messa in tensione sono ottenuti mediante tubi inseriti in mantovane predisposte nel telo lungo il perimetro di base.Inoltre devono essere previsti adeguati sostegni in grado di impedire il rischio del repentino abbattimento in caso di caduta di pressione.

Leggi anche: Impianti antincendio negli impianti sportivi. Quando sono obbligatori?

Quali impianti di sicurezza predisporre?

In materia di sicurezza, possono essere installati dispositivi di allarme sonoro e luminoso che comunichino ai presenti eventuali anomalie, abbassamenti della pressione e/o carichi di vento o di neve superiori ai limiti di progetto.

Il sistema di illuminazione – L’illuminazione della struttura avviene secondo i requisiti UNI previsti per l’attività da svolgere al suo interno. Il sistema di illuminazione, ove sospeso alla copertura, deve essere munito di idonei dispositivi di protezione e sicurezza contro la caduta accidentale.

A tale impianto viene affiancato un impianto di illuminazione di emergenza a supporto in caso di incendio o assenza di alimentazione elettrica. L’intero impianto di illuminazione e quindi elettrico in generale è provvisto di apposito impianto di messa a terra conforme alla normativa DPR 462/01.

Uscite di emergenza Per l’accesso a questo tipo di strutture vengono fornite particolari porte appositamente pensate, tali da dare la possibilità di compensare la sovrappressione interna alla struttura con la pressione esterna atmosferica. La norma antincendio prevede che tali strutture abbiano almeno due uscite di larghezza non inferiore a m 1,20, detti varchi devono essere opportunamente intelaiati e controventati per evitare, in caso di caduta del pallone, l’ostruzione dell’uscita. Tutte le uscite devono essere adeguatamente segnalate e chiaramente individuabili.

Il gruppo di pressurizzazione di emergenza Il mantenimento della pressione strutturale è elemento essenziale per una pressostruttura. Infatti al fine di assicurare l’evacuazione dalla struttura pressostatica, solitamente viene installato un gruppo di pressurizzazione di emergenza alimentato con motore diesel. Infatti se il generatore elettrico, che tiene in pressione la membrana dovesse smettere di funzionare per qualsiasi tipo di problema il gruppo di emergenza entra automaticamente in azione generando una pressione all’interno della copertura così da mantenerla innalzata e permettere nel frattempo di evacuare la struttura.

Cosa prevede il collaudo annuale?

Deve essere prodotto annualmente al comune, un certificato di idoneità statica a firma di tecnico abilitato attestante l’avvenuta verifica del materiale di copertura e dei dispositivi di cui al comma precedente.

A tale documento va inoltre allegato:

  • una relazione di un tecnico abilitato con planimetria della struttura in esame, ove siano indicate le vie di accesso e di fuga, il posizionamento degli impianti elettrici, i servizi principali;
  • rappresentazione grafica del manufatto (piante , prospetti, sezioni) e particolare degli impianti in esso presenti.

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