Coperture parchi ex ILVA: copriranno una superficie superiore a 30 campi da calcio

Coperture parchi ex Ilva per una superficie superiore a 30 campi da calcio

Coperture parchi ex Ilva

Sono in corso i lavori per le coperture parchi ex ILVA. I parchi minerali e fossili dell’ex ILVA a Taranto, commissariata all’Arcelor Mittal, saranno interamente ricoperti dalla struttura tubolare in acciaio progettata, fabbricata e montata dalla società Cimolai Spa.

Una lunga storia accompagna lo stabilimento siderurgico di Taranto più grande d’Europa, fatta di inchieste, sequestri, lotte, inquinamento e lavoro.

E’ stato proclamato ieri 25 febbraio 2019, dal sindaco della città di Taranto il lutto cittadino simbolico in occasione dell’iniziativa organizzata dall’associazione “Genitori Tarantini” per ricordare le morti di cancro e le vittime di malattie che si ritengono connesse all’inquinamento prodotto dall’acciaieria oggi Arcelor Mittal Italia, già Italsider del Gruppo Riva nel 1995,

La struttura fu inaugurata ufficialmente nel 1965. I dipendenti impiegati sono più di 11 mila senza considerare l’indotto.

Gli impianti con gli altoforni, le ciminiere ed i nastri trasportatori assieme ai parchi minerali caratterizzano lo stabilimento a ciclo integrale dedicato alla produzione di acciaio, che si estende per circa 15 milioni di metri quadri attraversati da 200 chilometri di rete ferroviaria e 50 chilometri di rete stradale, più del doppio della città di Taranto.

Controversa è la storia di questa grande realtà produttiva ed economica del sud Italia, che coesiste con la difficile condizione di vita con la quale i lavoratori ed i cittadini negli anni hanno dovuto convivere a causa dell’inquinamento prodotto, imputabile in parte alle emissioni di diossina ed in parte alle polveri minerali presenti nei deposi all’aperto, che lambite dal vento inondano la città tingendo strade e abitazioni del quartiere Tamburi.

Il montaggio delle strutture di copertura ha come principale scopo quello di porre fine a tale fenomeno. Si tratta di un’opera di grande impatto paesaggistico soggetta a numerose critiche da parte di cittadini e associazioni, che tuttavia, consentirà di proteggere l’ambiente evitando la dispersione nell’aria delle polveri composte dalle materie prime, principale nutrimento per gli altoforni.

Quali sono i numeri della struttura coperture parchi ex Ilva?

Gli impianti sono in grado di trasformare oltre 20 milioni di tonnellate di materie prime che trovano deposito nei parchi minerali, gli stessi per i quali è in atto la realizzazione della copertura partita nel febbraio del 2018. Un investimento pari a circa 300 milioni di euro.

Il primo arco è stato completato nel dicembre del 2018 e l’obiettivo è quello di terminare la struttura per il parco minerali entro l’anno 2019 e per il parco carbone entro maggio del 2020.

Coperture parchi Ilva

Stato dei lavori all’11 dicembre 2018_Ph.©ArcelorMittal Italia

L’area coperta, interessata dal progetto, è pari a 355.600 metri quadri e le strutture avranno una dimensione paria a 700 metri di lunghezza e 254 metri di larghezza.

L’altezza delle strutture sarà di 77 metri all’estradosso e 67 metri all’intradosso. Le costruzioni che copriranno il parco minerale e il parco fossile saranno dotate rispettivamente, di 53 e 56 arcate per un peso complessivo di circa 60 mila t di acciaio, 200 mila metri cubi di calcestruzzo e 10 mila t di armature.

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Progetto coperture parchi ex Ilva: cantiere dalle operazioni complesse

La costruzione della struttura, rientra tra gli interventi previsti dal piano ambientale tuttavia una soluzione di questo tipo era già prevista dall’autorizzazione integrata ambientale rilasciata all’ILVA il 4 agosto 2011. Sono passati 7 anni da allora.

Le operazioni di realizzazione delle coperture parchi ex ILVA presentano una particolare complessità: le costruzioni —ha dichiarato Luigi Cimolai, presidente dell’omonimo gruppo al momento della presentazione del progetto — copriranno il Parco minerale e il Parco fossile. E l’operazione sarà più complessa di quanto non lo sia stato il nostro intervento a Chernobyl, perché a Taranto, durante le operazioni, l’Ilva non potrà fermarsi”.

Il gruppo friulano, oltre ad aver realizzato la copertura a protezione della centrale nucleare di Chernobyl, ha seguito i lavori di costruzione delle paratoie per il raddoppio del Canale di Panama e di due stadi in Russia (a Volgograd e Nižnij Novgorod).

L’acciaio utilizzato per la struttura sarà prodotto a Taranto ma la scelta di una società non in loco è stata motivata dal presidente in questo modo: “nelle vicinanze di Taranto non c’erano aziende con una capacità produttiva da 150 mila tonnellate all’anno, necessarie per un’opera del genere. Né era possibile mettere in piedi qualcosa di temporaneo: sarebbe costato 50 milioni, il trasporto ne costa 4”.

Le coperture parchi ex ILVA sono strutture modulari il cui assemblaggio avverrà secondo specifiche modalità. L’ultimo video pubblicato dalla società di Pordendone, sullo stato di avanzamento lavori, risale ad inizio marzo 2019.

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